Rifiuti di Roma, l'esportazione o il viaggio in Italia?

La soluzione di trasferire all'estero i rifiuti dell'emergenza romana continua a prendere corpo in maniera sempre più determinante: come sottolineato dal ministro Corrado Clini il 31 dicembre l'emergenza verrà improrogabilmente chiusa, restituendo pieni poteri a Regione, Provincia e Comune: o sarà stata trovata una soluzione, che sarà quindi da amministrare, o Roma si ritroverà alla stazione di partenza con qualche tonnellata di rifiuti in più e parecchi milioni di euro in meno.

Lo stesso Clini ieri ha spiegato:

A Roma non hanno capito che il problema non era la scelta della discarica ma il trattamento dei rifiuti, gli impianti

oggi o fortemente sottoutilizzati, o mai realizzati.

Per questo motivo, come abbiamo già spiegato, il Comune di Roma starebbe mettendo a punto un piano che preveda l'esportazione di 1200 tonnellate di rifiuti ogni anno, cosicchè i romani dovranno accollarsi ulteriori spese per riscaldare le case dei cittadini olandesi e tedeschi.

Una soluzione che, ha svelato Agenzia Radicale, non è praticabile perchè non conforme alle normative europee: a Roma non esistono impianti Stir (tritovagliatura e imballaggio dei rifiuti, operazione senza la quale non è possibile nemmeno caricarli sulle navi); l'esportazione dunque non si può fare, ma esiste una soluzione seconda.

L'ha "buttata là" il Ministro per i rapporti con il Parlamento Piero Giarda:

Nell'impossibilità di prorogare lo stato d'emergenza sui rifiuti a Roma, la competenza del ciclo integrato di rifiuti si accinge a tornare di competenza del Comune, Provincia e Regione. Rifiuti romani in altre regioni. Clini: "Ridicolo portarli all'estero. E' al vaglio l'ipotesi del trasporto fuori regione

Un'ipotesi anch'essa fortemente critica: non essendo ancora stato messo a punto il Sistri, il sistema di controllo del tracciamento elettronico dei rifiuti che dovrebbe rendere la vita impossibile alle ecomafie, trasportare ogni giorno dalle 1200 alle 1800 tonnellate di rifiuti provenienti da Roma e dalla Città del Vaticano sarebbe un regalo alla criminalità organizzata.

Sul tema si è pronunciata numerose volte anche la Commissione parlamentare d'inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti.

Il Ministro Giarda ha inoltre lanciato un j'accuse rivolto in particolare alla Regione Lazio:

La Regione Lazio non ha condiviso gli impegni previsti entro il 30 settembre scorso dal Protocollo per Roma

ipotesi respinta dalla stessa Regione che

prima con il commissario Giuseppe Pecoraro, e poi con il commissario Goffredo Sottile, ha garantito piena e fattiva collaborazione. Non a caso la Regione è soggetto attuatore nell'ambito della gestione dell'emergenza rifiuti a Roma, mettendo a disposizione mezzi, uomini e risorse a supporto della struttura commissariale.

Foto | Flickr

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