Kyoto sì, auto in garage no

Gli italiani hanno una certa dimestichezza con il protocollo di Kyoto. Il 44% ne conosce il funzionamento, mentre il 28% ne ha almeno sentito parlare.

E’ quanto emerge da un indagine dell'Istituto per gli studi sulla pubblica opinione (Ispo) sulla percezione degli italiani sulle emissioni inquinanti presentata oggi. Lo studio è stato condotto su un campione di 1.006 persone fa i 18 ed i 75 anni. Nel complesso l’accordo è dunque conosciuto dal 72% degli italiani. Secondo il 67% del campione l’accordo è utile, nonostante importanti paesi non l’abbiano sottoscritto o siano esentati da qualsiasi limite di emissione. Il 75% degli intervisti è anche d’accordo con la decisione dell'Italia di ridurre del 6,5% le proprie emissioni di Co2.

Auto e motorini vengono indicati dagli intervistati come i principali responsabili dell'inquinamento, eppure gli italiani di separarsi dal mezzo privato non ne vogliono sapere. Meglio investire in infrastrutture, potenziare e rinnovare il parco di mezzi pubblici circolante che procedere con ulteriori limitazioni al traffico. A chiedere delle limitazioni più restrittive sono infatti solo il 28% del campione.


“E’ a queste condizioni, e cioè che il trasporto pubblico sia potenziato e reso meno inquinante – si legge nell’indagine - che la stragrande maggioranza degli intervistati (84%) si dichiara disposto a ridurre l'uso dell'auto e la maggioranza (54%) anche a sostenere eventualmente i costi del potenziamento dei mezzi pubblici, ad esempio pagando di più il biglietto”.

Il 66% degli intervistati che non possiedono già un’auto rientrante negli ultimi modelli Euro4 si dichiara, infine, sicuramente o probabilmente disposto a sostituire la propria auto, percentuale che sale al 72% nell'ipotesi che il Governo decida nuovi incentivi alla rottamazione.

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