Green Hill, liberi tutti ma resta l'allevamento

I 2639 cani dell'allevamento lager di Green Hill hanno trovato tutti un nome, una casa ed una famiglia e, ne sono certo, staranno facendo impazzire di gioia i loro nuovi amici: l'importante battaglia che ha colpito emotivamente una larghissima percentuale di italiani è stata un successo, come sottolinea Legambiente:

La risposta alla richiesta di aiuto per dare un futuro a tutti i cani dell’allevamento è stata commovente. E ci ha aiutato ad arrivare in fondo a questa impresa storica. Abbiamo ottenuto un primo importante successo: dare una casa, un nome e tanto affetto ad animali che prima erano solo numeri, destinati ad una fine orribile o ad una vita altrettanto orribile.

Ma i giochi non sono ancora finiti: pochi giorni fa il Tar di Brescia ha respinto il ricorso presentato da Green Hill per chiedere l'annullamento dei provvedimenti con i quali il Comune di Montichiari aveva revocato l'autorizzazione per l'attività di fornitura cavie; una sentenza importante, che tuttavia non comporta alcuna ripercussione sulla linea di allevamento della struttura incriminata.

Gli affidi dei cuccioli di beagle a numerose famiglie italiane è dunque diventata la tanto agognata adozione: una notizia splendida per le famiglie affidatarie e per i cani, ma che non rende giustizia ad una vicenda che ha aperto numerosi dibattiti pubblici.

La sentenza del Tar di Brescia non è infatti quella scure che in molti, associazioni ambientaliste in testa, si aspettavano; da un certo punto di vista la giustizia ha si garantito per gli interessi di tutti (cani, dignità, animalisti e Green Hill) e sarà ora il legislatore a dover produrre una normativa chiara in materia.

L'allevamento di Montichiari, in teoria, potrà continuare a sfornare cuccioli di beagle destinati alla vivisezione ma non agendo come semplice fornitore di cavie, come luogo di trasferenza per cuccioli allevati altrove, tantomeno potrà fare da intermediario per la fornitura di cavie.

Il Tar ha dunque riconosciuto la correttezza dei provvedimenti del Comune di Montichiari, pur mantenendo l'attività pricipale (di allevamento) nelle qualifiche di Green Hill; i giudici hanno fatto notare la mancanza di una netta distinzione tra gli spazi riservati all'attività di fornitore e quelli invece dedicati all'allevamento, una criticità che da ragione al Comune.

Secondo il Tar

l'utilizzo dello stabilimento deve ritenersi difforme da quello preventivato ed autorizzato. Legittimamente pertanto è stata disposta la decadenza dell'autorizzazione per effetto del mancato adeguamento a quanto prescritto dal Comune.

Via | Legambiente
Foto | Flickr

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