In Congo, nel Virunga National Park al confine con l’Uganda, continuano a venir ritrovato gorilla morti ammazzati.
Gorilla presi a fucilate e lasciati sul posto apposta perché vengano ritrovati dai guardiaparco.
I gorilla venivano uccisi da anni per farne souvenir di dubbio gusto (posacenere con le mani e altro…) ma quelli trovati di recente sono integri, non sono stati quindi uccisi da bracconieri.
I 7 gorilla morti da gennaio ad oggi appartenevano tutti allo stesso gruppo familiare, noto ai turisti e ai ricercatori come “la famiglia Rugendo”. Si pensa che lo scopo delle uccisioni sia spostare il turismo, gli studi e i controlli da quella zona, per favorire il traffico del carbone o altri loschi affari, ora “disturbati” dalla presenza dei gorilla.
Nella Repubblica Democratica del Congo i gorilla hanno passato tempi difficili, sia per le folle di minatori-schiavi che andavano ad estrarre il coltan (indispensabile per i telefonini) e che integravano la dieta con carne di gorilla, sia per via della deforestazione.
Le visite guidate nella foresta, per portare turisti e ricercatori vicino ai gorilla, sono scortate da guardiaparco armati.
Via | BBC
planetx
01 ago 2007 - 10:05 - #1Ma dai! Ma questi sono matti! Povere bestie…
Comunque credo che il titolo sia sbagliato, perchè la politica di queste uccisioni è allontanare i turisti non gli ambientalisti…
planetx
01 ago 2007 - 10:07 - #2si può fare una petizione on line da mandare non so al WWF al Congo o a chi so io per contrastarli?
DrSlump
01 ago 2007 - 11:10 - #3Quante se ne sentono. Come fare per fermare l’essere umano? Cosa c’è di sbagliato? Dove si trova la radice di tutto questo male?
Uno spunto, un suggerimento, può essere tratto da un pezzo dell’articolo: “Nella Repubblica Democratica del Congo i gorilla hanno passato tempi difficili, sia per le folle di minatori-schiavi che andavano ad estrarre il coltan (indispensabile per i telefonini) e che integravano la dieta con carne di gorilla, sia per via della deforestazione.”
Che forse il comune denominatore, sia l’economia su cui si basa il nostro tessuto sociale?
Se si, si può fermare o modificare?
roberto
01 ago 2007 - 13:51 - #4si può fermare? non so, forse con la prossima crisi energetica mondiale chissà, alla fine è il petrolio che alimenta tutto. il petrolio ci ha dato, il petrolio ci toglierà. il carbone, per quanto abbondante e per quanto qui ne siamo tutti contrari, non sostituirà mai il petrolio.
chube
01 ago 2007 - 17:36 - #5@roberto: siamo sulla stessa linea.
Purtroppo non è più un discorso sul “se e quando avverrà” ma sul “cosa resterà”. Sembra che l’Uomo in prossimità all’esaurirsi dell’epoca d’oro (nero) nella quale è cresciuto, stia impazzendo. Cerca in ogni modo di distruggere l’ambiente originario per accumulare cose senza reale valore (soldi) nell’illusione di sentirsi più sicuro. Uccide i suoi simili (ed in questo caso parenti) per negare le sue origini ed il suo destino. Inconsciamente si rende conto di essere alla frutta ma non lo vuole ammettere e lotta disperatamente per ritardare il proprio declino. Tutto tranne la cosa più logica da fare: smettere di farsi la guerra, investire nella ricerca di un futuro praticabile e sostenibile. Non abbiamo bisogno del petrolio per vivere ma ce lo fanno credere.
fede,
08 nov 2007 - 16:37 - #6che schifo…ne ho sentito parlare al tg di la7,e basta,non capisco perchè se ne parli così poco di fatti cosi gravi in tv…
eppure il gorilla è già una specie in via d’estinzione,ne sono rimasti solo 700 in africa..