I Nasoni spreconi di Roma

Nasone romano
Io vivo a Roma e passeggiare per strada e vedere dai Nasoni, le tipiche fontanelle di Roma, sgorgare acqua continuamente mi infastidisce. Saranno pure un miraggio paradisiaco in questa torrida estate cittadina, ma ogni volta che ne incontro uno mi chiedo: “Queste fontane sono sempre in funzione mentre io a casa mi impegno a chiudere il rubinetto quando mi lavo i denti o a fare la lavatrice solo quando sono sicura di riempirla tutta…”

Saranno pure uno spreco ma i Nasoni piacciono ai romani, o almeno, ai lettori di 06blog. Secondo un sondaggio dello scorso anno il 66% di coloro che vi hanno partecipato li riteneva “belli, unici e irrinunciabili”. Per i romani in effetti sono una tradizione. Fu il sindaco Luigi Pianciani a introdurli nella capitale per la prima volta nel 1872. Nel corso degli anni si sono diffusi fino a diventare oltre 2.000 sparsi per la capitale. Qui una piantina di tutti i Nasoni di Roma. Il nome deriva dalla loro forma, o meglio… dalla forma della bocchetta dalla quale esce l’acqua.

Ogni tanto il dibattito si riaccende. L’anno scorso l'assessore ai lavori pubblici e manutenzione urbana del XX Municipio Marco, Daniele Clarke, proponeva di analizzare la possibilità di applicare dispositivi di apertura-chiusura del flusso idrico. Clarke poneva anche il problema delle fontanelle situate in posti isolati e mai utilizzate. Quest’anno Fabrizio Santori (membro dell’esecutivo della Federazione di Roma di AN) propone invece la loro chiusura durante le ore notturne ricordando quanto sia importante un gesto del genere proprio “in un momento difficile del clima mondiale”. L’Acea si difende ricordando le virtù di un tale spreco:
1) il getto continuo dalle fontanelle rende l'acqua più facilmente accessibile ai bambini, a coloro che hanno difficoltà ad usare le mani per manovrare i rubinetti e perfino agli animali (poveri bimbi… bere con tanta accessibilità dove hanno slinguazzato i cani);
2) l'acqua dei nasoni viene riutilizzata, in alcuni casi, anche per innaffiare le aree verdi della Capitale (non ho dati in questione, anche perché mi chiedo cosa significa "in alcuni casi");
3) la quantità di acqua dispersa è davvero minima rispetto alla quantità giornaliera immessa in rete, meno dell'1% del totale. (Tutto è relativo… allora cosa ci sto a fare attenta a casa, forse sono paranoica);
4) il flusso idrico continuo garantito dalle fontanelle produce enormi vantaggi dal punto di vista igienico: evita infatti la stagnazione dell'acqua nelle condotte durante la notte, quando la richiesta dalle abitazioni si riduce notevolmente (mi sono convinta… dovremo fare così in tutte le città del mondo!).

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