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Api e chimica agraria, polemiche e accuse

Pubblicato: 05 ago 2007 da lumachina

Commenti dei lettori

muoiono le api italiane e il clima sconvolge la produzione di miele. foto david.nikonvscanon La produzione del miele italiano è crollata, secondo l’UNAAPI. Invece, secondo Winenews, l’Osservatorio Nazionale del Miele dichiara produzioni di 60 chili per alveare, raddoppiando la massima registrata gli altri anni di 30-40 chili.

Probabilmente Winenews esagera quanto dichiarato dall’Osservatorio, che mette in primo piano i buoni risultati: “buona annata per tutti i millefiori, agrumi, tiglio, medica e sulla media la produzione di acacia. Bassa quella di castagno e quasi nulla quelle di eucalipto e melata. Nei risultati di luglio della produzione di miele presentati dall’Osservatorio non ho trovato traccia dei 60 Kg di miele ad alveare.

L’Unione nazionale degli apicoltori italiani sta facendo anch’essa i conti sulla produzione di miele di quest’anno: -50% per il miele millefiori, -40% quello di castagno, -20% quello d’acacia. Poco miele di eucalipto e poco miele di bosco. Uniche piccole note positive vengono dal Sud Italia, dove di miele di agrumi sembra essercene, e buone notizie anche per il miele di tiglio.

Sia l’UNAAPI che l’Osservatorio concordano nel dire che vi è stata una fioritura anticipata di alcune specie, dovuta all’inverno mite. La sovrapposizione temporale di fioriture che in passato si susseguivano ha reso difficile impossibile spostare le arnie da un posto all’altro per l’impollinazione e la raccolta del nettare. Entrambi concordano anche sulla drastica diminuzione delle api. Le api muoiono in tutto il mondo e non se ne capisce la ragione, ne avevamo parlato parecchie volte su ecoblog.

Il prezzo all’ingrosso del miele si è dimezzato nel giro di tre anni secondo l’Osservatorio. Avvenire riporta che all’estero il prezzo del miele è salito del 20%, mentre in Italia non ci sono stati cambiamenti, solo un calo nei consumi.

Francesco Panella, dell’UNAAPI, è convinto che la colpa sia di un prodotto in polvere che si usa per il mais, il Gaucho, a base di concianti neonicotinoidi. La Francia lo ha vietato, ma in Italia è ancora ammesso. Alcune regioni, come il Piemonte, hanno emanato già da anni delle circolari per vietare l’uso di insetticidi prima della fioritura del mais.
Francesco Panella ha dichiarato che le posizioni assunte dal dottor Consolino (direttore dell’ufficio dei prodotti fitosanitari del Ministero della Salute che non ha ancora preso provvedimenti in materia) sono in linea con l’eterno scarica barile basato su argomentazioni trite e vacue per cui siccome sono “tanti i fattori critici = nessun colpevole” e “le cause possibili sono tante e l’importante è non aprire un confronto serio e tempestivo su quanto è in discussione”.

» Inaccettabile presa di posizione del ministero della salute sulla moria delle api e i neonicotinoidi su Mieli d’Italia
» Miele italiano? Ottima annata qualità e quantità. Lo dice l’osservatorio nazionale sul miele su Winenews

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di chube

    chube

    05 ago 2007 - 12:46 - #1
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    E’ scandaloso che non si provveda ad un blocco nell’utilizzo di pesticidi (fitosanitari è troppo bello come termine) sospettati di produrre danni così gravi. Il bando in Francia è un’indicatore allarmante della situazione e per il principio di precauzione è un dovere delle autorità tutelare la salute ed interessi dei cittadini.

    Evidentemente la tutela degli interessi delle multinazionali conta qualcosa di più.

  • Profilo di planetx

    planetx

    05 ago 2007 - 13:21 - #2
    1 punto
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    Non capisco: di solito quando un prodotto viene bandito in uno stato, altri si pongono la domanda e intavolano una discussione se sia o meno corretto constinuare a usarlo. Solite cose (o cosche) ke succedono qui da noi… La Francia, intanto, obbliga i contadini a usare piccoli appezzamenti circondati di siepi che fanno un microecosistema (sono specie selezionate in grado di ospitare particolari insetti uccelli etc): In questo modo si è visto che si è potuto anche abbassare e il livello dei pesticidi e il livello dei fertilizzanti, perchè i microecosistemi richiedono meno energia per le grosse produzioni. Se invece prendete il treno nel tavoliere di puglia noterete delle immense distese gialle (o verdi a seconda della stagione) di grano/avena… e stop. Domanda: sono solo i francesi intelligenti, o possiamo essere intelligenti anche noi, qualche volta?

    fine dei my two polemic cents

  • Profilo di chube

    chube

    05 ago 2007 - 23:44 - #3
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    Perfettamente d’accordo con la Francia. Le siepi tra i campi favoriscono la creazione di un microecosistema con numerosi predatori in grado di equilibrare il numero di parassiti che infestano le coltivazioni estensive (e nel caso dei lobrichi concimare il terreno).
    Purtroppo in Italia le cose non funzionano così limpidamente. Chi non ha mai preso un famoso analgesico a base di nimesulide? Questo principio è stato bandito fin dal 2002 in Finlandia e Spagna per la sua elevata epatossicità ed ultimamente anche in Irlanda dopo 6 casi di grave insufficienza epatica. Vale la pena rodersi il fegato per un po di mal di testa?

  • Profilo di Seshomaru

    Seshomaru

    06 ago 2007 - 12:06 - #4
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    Sicurezza e controllo.
    Come tutelare la salute dei cittadini quando gli stessi agricoltori fanno di tutto per nascondere le modalità di produzione utilizzate.
    Pesticidi, erbicidi, prodotti fitosanitari…
    Come tutelare la salute?
    Gli organi di controllo (ASL, NAS, ARPA) non hanno un numero sufficiente di ispettori per riuscire a monitorare tutte le realtà produttive; molte volte non c’è la volontà.
    La legislazione non aiuta, perchè sia le normative europee sia quelle italiane sono tecniche e non di semplice comprensione.
    Come fare a spiegare ad un agricoltore del Tavoliere il D.Lgs. 194/95?

  • quel bast***o del contadino

    06 ago 2007 - 16:51 - #5
    -2 punti
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    “gli stessi agricoltori fanno di tutto per nascondere le modalità di produzione utilizzate ”
    ma lavori in distilleria? Fai un giro all’aperto ogni tanto

  • gt

    06 ago 2007 - 16:54 - #6
    -2 punti
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    Ma come FAI A DIRE CHE GLI AGRICOLTORIASCONDONO I METODI DI PRODUZIONE????
    Ma lo secondo te l’apicultore non controlla se ci sono api morte? ?!?!?!?!?
    Secondo te all’agricoltore fà piacere che muoiano le api????!?!? secondo te li impollina col pennellino?!?!?!?
    Meno ipocrisia perfavore !!!! PERFAVORE!!!!!

  • Profilo di Seshomaru

    Seshomaru

    06 ago 2007 - 21:01 - #7
    0 punti
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    Ma vi siete mai chiesti cosa ci sia nel barattolo di miele?
    L’agricoltore vi fornisce una scheda dettagliata delle analisi del prodotto finito?
    L’articolo infatti riporta che in italia la produzione di miele a dispetto di altri paesi europei è aumentata e che il suo prezzo si è dimezzato nell’arco di tre anni?
    Le api muoiono, il consumo cala ma la produzione di miele aumenta…
    Forse riciclano il vecchio o utilizzano qualche sofisticata tecnica che non conosco.
    Più probabilmente lo miscelano con “miele” a basso costo proveniente da paesi extra UE, magari contente concentrazioni di pesticidi, metalli pesanti al di sopra del consentito.
    E questi barattoli finiscono sulle nostre tavole…

  • Profilo di Seshomaru

    Seshomaru

    06 ago 2007 - 21:07 - #8
    0 punti
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    Ho parlato di modalità di produzione…

    Il produttore di miele, anche seppur piccolo che sia, non ti dice se il miele è d.o.c. al 100% oppure è miscelato con qualche sostanza strana proveniente dalla Cina.

  • gt

    06 ago 2007 - 23:32 - #9
    -2 punti
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    Ma tu sei fermo all’ape maia … non è possibile…