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Incendi e omertà

Pubblicato: 09 ago 2007 da lumachina

Commenti dei lettori

incendi e malavita. foto Roby FerrariE’ necessario abbattere il muro di omertà che circonda gli incendiari. I piromani sono persone malate, gli incendiari sono persone malavitose e miopi. Sono gli incendiari, non i piromani, a sparare agli elicotteri antincendio.

Chi persegue il suo interesse particolare, nell’immediato, bruciando, ostacolando le operazioni di spegnimento e facendo pressioni perché non vengano mappate correttamente le zone percorse da incendi ignora o sottovaluta gli effetti che le sue azioni avranno sul suo futuro.

Bruciare gli alberi significa togliere stabilità ai sistemi naturali. Significa provocare dissesto idrogeologico, frane e smottamenti. Significa cambiare la piovosità locale con danni alle coltivazioni, anche a quelle non toccate dalle fiamme. Significa rinunciare al controllo naturale degli insetti nocivi, significa rovinare il turismo. Chi brucia un bosco, pensando di guadagnarci, è un idiota.

Se a farlo è un capo malavitoso, i suoi sottoposti dovrebbero capire che si stanno bruciando il futuro e che farebbero meglio a cambiare guida e business. Dovrebbero capire che le promesse a breve termine sono solo degli specchietti per le allodole e che è stato ipotecato il futuro. Il loro futuro.

Io non abito vicino alle zone devastate dagli incendi, ma gli ettari di foresta bruciata, non più in grado di assorbire CO2, dovrò pagarli di tasca mia nel conto delle emissioni nazionali. Il fatto che siano state danneggiate aree “di importanza comunitaria”, significa che gli incendiari hanno fatto uno sgarro anche a me, oltre che a tutti gli europei.

» Incendi. Pecoraro: e’ un vero e proprio assalto criminale
» Incendi e morte in Calabria. Legambiente: isolare e denunciare gli incendiari

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di verlok

    verlok

    09 ago 2007 - 09:30 - #1
    2 punti
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    Io li brucerei tutti vivi quelli che appicciano il fuoco agli alberi.
    Ah, se esistessero ancora gli Ent… :-)

  • Profilo di planetx

    planetx

    09 ago 2007 - 10:41 - #2
    3 punti
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    Grande su tutta la linea. Eppure per limitare il numero di incendiari basterebbe fare leggi che VERAMENTE rendono inutilizzabile a fini di lucro le terre devastate dagli incendi. Per esempio basterebbe utilizzare i rilevamenti dal satellite per determinare la linea di fuoco, una volta spento, e determinare l’area inedificabile/inutilizzabile nel giro di un giorno! Invece con la legge attuale bisogna aspettare che i comuni si occupino di rilevare la linea di fuoco, portare i piani al catasto, poi fare la richiesta a Roma e bla bla bla… e siccome in molti comuni ci sono gli stessi mafiosi mandanti o amici degli incendiari tutta sta burocrazia aiuta i loro scopi: se entro sei mesi non si presenta la denuncia della linea di fuoco il terreno è libero secondo la legge attuale.

    Prodi dove sei? Bertolaso? Scanio?

  • Profilo di vagabonda

    vagabonda

    09 ago 2007 - 10:56 - #3
    0 punti
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    Klaus Lichtenberg,se ne tornera’ tranquillo in bicicletta in Germania, cosi come era arrivato in Italia? Ma è un assassino…..se avesse appiccato un italiano un incendio per sbaglio in Germania ora sarebbe alla gogna.
    Voglio rintracciarlo e investirlo con l’auto.

  • Profilo di Mattia77

    Mattia77

    09 ago 2007 - 11:04 - #4
    -1 punto
    Up Down

    Ma vi siete mai chiesti perchè bruciano sempre i parchi e quasi mai boschi privati???
    I piromani spesso sono nei gestori dei parchi!

    Cmq questo articilo è pieno di inesattezze.

  • Profilo di chube

    chube

    09 ago 2007 - 15:31 - #5
    2 punti
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    @Mattia77: Fai delle pesanti accuse a gli enti parchi, e critichi l’articolo che a mio parere è di doverosa denuncia. Nell’interesse di tutti, potresti trovare il tempo di motivare quanto dici?

  • Profilo di Mattia77

    Mattia77

    09 ago 2007 - 16:28 - #6
    0 punti
    Up Down

    I parchi sono degli enti non profit, ma hanno bisogno di soldi per andare avanti, in periodi di crisi come questo molti fondi sono stati ridimensionati. per riparare ai danni di un incendio ci vogliono soldi. E guarda caso è stato dichiarato lo stato di crisi.
    Inoltre per sfatare il mito delle speculazioni edilizie nei parchi l’edificabilità è vietata.

    Per l’articolo:
    -Bilancio di co2, falso, un’albero quando brucia rilascia la co2 assorbita nel ciclo di vita. Quindi il bilancio è 0.
    -Assetto idrogeologico, falso, ciò che tiene saldo il terreno è l’apparato radicale non il fusto e quello non brucia.

    Cambiare la piovosità locale, falso, tra 2 anni non ci saranno più tracce di incendi, ricordate l’articolo; “l’essere vivente più grande” bene quello era sopravvissuto a decine di incendi. Ed inoltre la cenere è un’ottimo fertilizzante.

    Per concludere; “Chi brucia un bosco, pensando di guadagnarci, è un idiota”
    Falso, con l’attuale legislazione ci guadagna!

    I danni degli incendi sono altri:
    -Morte degli animale, ARSI VIVI!
    -Spreco di ottimo materiale per bioedilizia!
    Ma un’incendio in se per l’”ecosistema” bosco ha pochissime conseguenze.

  • Profilo di Lumachina

    Lumachina

    09 ago 2007 - 17:37 - #7
    3 punti
    Up Down

    Mattia, forse non mi sono spiegata bene e molte cose dipendono dalla gravita e dalla estensione dell’incendio.

    Comunque: le foreste sono un “magazzino” di Co2. Ora la CO2 che stava, anche se temporaneamente, negli alberi e’ tutta in aria. Ci vorranno 30 anni, minimo, per ricatturarla.

    Le radici trattengono il terreno fin tanto che sono vive. Quando la pianta muore le radici marciscono e non trattengono più.

    Un bosco trattiene l’acqua delle piogge, favorendo l’infiltrazione lenta. Un terreno esposto da un incendio permette il ruscellamento superficiale, fenomeno molto più veloce e “scavante”.

    La piovosità locale cambia perché gli alberi funzionano da pompe idrauliche, da modificatori della turbolenza, oltre ad avere un albedo diverso rispetto ad un prato.

    Un incendio in un bosco naturale ha anche il suo senso ecologico: favorisce il rinnovamento, aumenta la biodiversità con l’ingresso di specie pioniere nelle radure… . Sarebbe bello se gli incendi fossero naturali. Con estensioni naturali, cause naturali, … ma quel tipo di incendi sono rarissimi.

    Sul fatto che qualcuno ci guadagni, sono d’accordo con te. Cercavo di fare un bilancio complessivo, non riducendo il problema alle assunzioni di stagionali per l’antincendio o per le ripiantumazioni.

  • Profilo di Mattia77

    Mattia77

    09 ago 2007 - 19:20 - #8
    0 punti
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    No il bilancio è cmq 0, per avere un bilancio positivo bisogna piantarne di nuovi, negativo farci un campo da golf

    -”Le radici trattengono il terreno fin tanto che sono vive” qui c’è un equivoco di fondo, le radici muoiono solo per raggiunti limiti di età di una pianta o per malattie. In caso di incendio o taglio le radici prendono vigore. E’ il principio del ceduo ed è anche il principio per cui far invecchire un’albero è sbagliato.

    Per i dissesti, albedo, umidità - avviene l’opposto di quanto ipotizzi, già l’anno successivo il bosco è meno esposto di prima e notevolmente più denso.

  • Profilo di Mattia77

    Mattia77

    09 ago 2007 - 19:25 - #9
    0 punti
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    Per fermare gli incendi:
    -Evitare che; regioni, province, comuni comunità montane, enti parco. Gestiscano direttamente i soldi.
    -Vietare l’assunzione di stagionali e l’uso di mezzi antincendio privati.
    -Denunciare i ritardi negli interventi come avviene per il 118.

    Questo deve essere la base, poi servono interventi strutturali, come prevenzione, sorveglianza e migliormaneto del parco macchine antincendio.

  • Profilo di planetx

    planetx

    09 ago 2007 - 21:13 - #10
    1 punto
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    Il bilancio è 0 come quantità, vero, ma un albero ci ha messo decine di anni per incamerare quella anidride e fissarla. Mentre un incendio la libera in pochi minuti. Dato che le emissioni si calcolano all’anno (o meno non ricordo bene) e non in decenni, la CO2 liberata influisce negativamente e in misura per nulla marginale.

    Per quanto riguarda le radici è vero, in teoria sono in grado di costruire il resto della pianta in condizioni favorevoli. In laboratorio si fa, ma nella pratica non so in quanta percentuale ciò possa avvenire. Questo perchè un albero bruciato è anche sensibile alle infezioni di patogeni naturalmente presenti nel terreno…

    Inoltre gli alberi utilizzano la differenza di pressione parziale che esiste fra terreno e cielo per pompare acqua verso l’alto e mediante la traspirazione buttarne parte nell’aria. Quindi l’umidità relativa cambia notevolmente in assenza di apparati fogliari! Non a caso le nebbie sono più frequenti nei boschi, così come l’ombra di un albero è più fresca dell’ombra di un palazzo.

    I mezzi antincendio privati e gli stagionali servono a sopperire ad un organico che le regioni non hanno… Casomai si dovrebbe dire alla regione di gestire meglio i soldi, altrimenti come si fa la manutenzione delle aree pubbliche?

  • Ecologia degli incendi

    10 ago 2007 - 09:31 - #11
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    […] Gli incendi non sono tutti uguali. I commenti di Mattia77 sotto l’ultimo post riguardante gli incendi sono meritevoli di approfondimento. Eccovi un estratto dal libro: Introduzione all’ecologia degli incendi che vedete in foto. […]