Incendi in Italia: la mappa del rischio

pubblicato: martedì 14 agosto 2007 da lumachina in: Natura

distribuzione del rischio di incendi in Italia

La mappa in figura riporta il rischio di incendio in Italia, secondo il sito incendiboschivi.org. Le provincie in rosso sono quelle in cui “il rischio permanente o ciclico di incendio minaccia gravemente l’equilibrio ecologico, la sicurezza delle persone e dei beni o contribuisce all’accelerazione dei processi di desertificazione delle superfici rurali.”

Termino la parte naturalistica sugli incendi (nei giorni scorsi abbiamo visto le tipologie, gli adattamenti della macchia mediterranea, gli effetti sui suoli e le modalità dei ripopolamento vegetale, per passare a quella “umana”. Il Corpo Forestale dello Stato, insieme a Legambiente, hanno stilato un rapporto sul legame tra incendi e illegalità in Italia. Tra gli altri dati sugli incendi di cui avevamo già parlato, leggo il seguente passaggio: “Nel corso del 2006 in tutta Italia sono andati in fumo quasi 40.000 ettari di territorio a causa di 5.643 incendi boschivi, di cui il 60% appiccati intenzionalmente da incendiari per varie ragioni tra cui la speculazione e l’illusione di creare posti di lavoro connessi alle attività di spegnimento.”

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I territori su cui e’ passato un incendio non possono essere resi edificabili e non vi e’ permesso il condono. La loro destinazione d’uso deve rimanere la stessa di prima dell’incendio per almeno 10 anni. Il pascolo vi e’ vietato per almeno 5 anni.

Il pascolo e’ una delle ragioni degli incendi appiccati volontariamente da persone piene di “buone intenzioni”. Laddove i terreni su cui portare greggi e mandrie scarseggiano (o si devono affittare a prezzo ritenuto troppo alto), si ricorre al pascolo nel bosco (molti proprietari di boschi ormai non si curano più di raccogliere legna, o frutti, o funghi e permettono il pascolo nelle loro terre).

Il pascolo nel bosco era comunissimo, in passato, insieme alla pratica di dar fuoco al sottobosco per far spuntare teneri virgulti con cui nutrire le bestie. Oggi praticamente nessuno “fa legna” nei boschi, quindi quando parte un incendio esso trova molta più materia da bruciare di una volta. Oggi questa pratica e’ vietata per legge, ma molti pastori continuano ad appiccare fuochi e a portare le loro bestie a pascolare sui luoghi incendiati. Il problema è tipico dei luoghi dove lavorano pastori vaganti.

Il 63% dei comuni della Calabria e il 50% di quelli siciliani hanno visto un incendio nel proprio territorio, lo scorso anno. Calabria e Sicilia sono le regioni più indietro nella realizzazione dei catasti degli incendi, ovvero nella mappatura delle aree sottoposte a vincolo. Se mancano le mappe e’ facile “dimenticarsi” degli incendi passati.

» Rapporto Incendi e legalità Corpo Forestale dello Stato
» Storie di pascolo vagante: il blog di una pastora (che mica son tutti piromani!)

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Commenti dei lettori

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  • Giuseppe Vitale

    14 ago 2007 - 08:01 - #1
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    Molto esplicativa questa mappa, davvero utile. Molto importante anche il rilevare l’abbandono degli “usi civici” come far legna, raccogliere frutti e funghi. Ottimo post che ho voluto riportare nel mio blog. Segnalo che ad Alcatraz (l’agriturismo di Jacopo Fo) è possibile un soggiorno gratis in cambio di qualche ora di pulizia dei boschi nei dintorni. Previsti dei seminari per inventare nuovi stili di vita.

  • Profilo di Proust

    Proust

    14 ago 2007 - 10:40 - #2
    2 punti
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    curioso vedere come il Trentino sia circondato da zone rosse e sia invece bianco:

    - sono più civili e nessuno appicca gli incendi?
    - la gestione della res publica è più efficiente e gli interventi sono più tempestivi?
    - sono più sensibili verso la natura che li circonda?

    quale che sia la ragione sarebbe bello che venisse analizzata ed eventualmente “esportata”.
    se la Sicilia gestisce i soldi destinati agli interventi antincendio peggio del Trentino nessuno gli vieta di copiare, solo a scuola copiare è sbagliato, in queste cose invece credo che sia un comportamento responsabile e costruttivo.

  • Pascoli anti incendio

    27 ago 2007 - 09:16 - #3
    0 punti
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    […] I pascoli, invece di causare incendi potrebbero evitarli. Dicevamo tempo fa che, a volte, sono i pastori ad appiccare il fuoco al sottobosco per far crescere vegetazione adatta al pascolo delle loro bestie. Ora alcuni ricercatori dell’ISPAAM (Istituto per il Sistema Produzione Animale in Ambiente Mediterraneo del CNR di Sassari) hanno avuto l’idea di sfruttare le vie tagliafuoco come pascolo e di studiare il modo migliore di gestire la ricrescita della vegetazione. […]

  • maurignho

    14 set 2009 - 20:31 - #4
    0 punti
    Up Down

    io abito a brindisi,puglia,ho qualche rischio di incendio??rispondetemi presto,grazie e ciao da maurignho!!!

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