Emissioni Co2, cambia l'Eu emissions trading system

La Commissione europea ha annunciato ieri che intende porre rimedio al crescente squilibrio tra la domanda e l'offerta nel sistema di scambio quote di emissioni nei paesi Ue, chiamato Eu emission trading system (Eu Ets).

Il rapido accumularsi di quote in eccesso è il primo ambito di intervento dell'Ue: la Commissione ha infatti presentato una proposta formale per rivedere il calendario delle aste, in particolare per ritardare la messa all'asta di 900milioni di quote nella terza fase dell'Eu Ets che inizia nel 2013.

In particolare, ieri la Commissione ambiente ha presentato una relazione sulla situazione del mercato europeo del carbonio, che illustra una serie di possibili misure strutturali per affrontare il problema delle quote eccedenti, createsi per via della crisi economica (che ha portato ad un calo di emissioni inquinanti e ad una conseguente diminuzione di domanda di quote da parte delle imprese).

Il primo passo ad effetto immediato, dal 1 gennaio 2013, sarà il rinvio dell'asta di determinati quantitativi di emissioni che permetterà di ridurre il numero di quote da offrire all'asta nel breve periodo, mentre la domanda rimane molto bassa, e di aumentarle in un secondo momento quando si presume che la domanda riprenda.

Ma oltre al trading della Co2, che certamente non serve a risolvere il problema, occorre fare altro; in secondo luogo la Commissione avvierà un un ampio dibattito sulle possibili misure strutturali da mettere in campo con la massima rapidità; tra queste misure il Parlamento Europeo ed il Consiglio d'Europa hanno opzionato il ritiro permanente del numero di quote necessario per riassorbire l'eccedenza, mentre eventuali altre misure saranno sottoposte a consultazione pubblica.

Come spiegato da Connie Hedegaard, commissario Ue all'azione climatica

La Commissione vuole un mercato europeo del carbonio ancora più solido, che si trasformi in una forza trainante per i mercati del carbonio in altre parti del mondo. Il nostro mercato del carbonio riesce a ridurre le emissioni ma, a causa dell'eccedenza di offerta sul mercato, il sistema Ets non permette di promuovere in misura adeguata l'efficienza energetica e le tecnologie verdi, con pesanti ripercussioni sull'innovazione e sulla competitività in Europa. Per questo proponiamo, come primo passo immediato, di ritardare la messa all'asta di 900 milioni di quote nei prossimi tre anni e questo per non inondare un mercato già eccedentario. Occorre fare chiarezza su questo punto per gli operatori del mercato entro la fine dell'anno. Contemporaneamente la Commissione presenta alcune opzioni di possibili misure strutturali capaci di offrire una soluzione sostenibile al problema delle eccedenze a più lungo termine.

Attualmente sono 11mila gli impianti regolati dall'Eu Ets (circa il 40% del totale delle emissioni): ridurre le eccedenze, che secondo gli studi sono destinate ad aumentare dal 2013 al 2020, potrebbe rappresentare anche un'opportunità per la tutela ambientale, nell'ottica di un restringimento delle emissioni per "cause di forza maggiore".

Via | Eu Environment Agency
Foto | Flickr

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