Dalle missioni scientifiche alle armi belle e buone: la lotta per aggiudicarsi l’Artide - e le sue risorse - sta entrando nel vivo dell’escalation militare. L’area contesa è il cucuzzolo della Terra, che nella figura è delimitato dalla linea spezzata rossa. Dopo gli annunci delle spedizioni russa e danese, il Canada ha deciso di passare alle vie di fatto per accaparrarsi ciò che il diritto internazionale marittimo potrebbe altrimenti assegnare ad altri (se le spedizioni dei rivali avranno successo).
Il Primo Ministro canadese Stephen Harper ha infatti annunciato che il suo paese costruirà due nuove basi militari nell’estremo nord: una base - a Resolute Bay - servirà per le esercitazioni alle basse temperature, mentre il porto di un’ex miniera a Nanisivik servirà come base di rifornimento per le imbarcazioni di pattuglia dell’Oceano Artico.
Nelle intenzioni del governo, le nuovi basi serviranno a supportare le rivendicazioni canadesi sull’Artico, perché - ha detto Harper - “il primo principio della sovranità sull’Artide è usala o perdila. L’annuncio di oggi serve a dire al mondo che il Canada ha una presenza nell’Artico reale, crescente ed a lungo termine”.
Insomma, lassù sono tutti pronti per il funerale e non aspettano nemmeno il morto (i ghiacci) per accapparrarsi l’eredità. A volteggiare minacciosamente intorno alla carcassa, oltre al Canada ci sono Danimarca, Norvegia, Russia e Stati Uniti. A fare gola sono il mitico Passaggio a Nordovest - bloccato solo l’inverno dai ghiacci e per il quale Harper ha annunciato l’arrivo di sei nuove navi da pattuglia - e ovviamente le cospicue riserve di petrolio e gas che si celano sotto la calotta artica: secondo uno studio americano si parla del 25% delle riserve non ancora scoperte.
Via | BBC
Atomozero
11 ago 2007 - 11:38 - #1In arrivo tempi freddi! anzi la guerra fredda sarà nulla, confrontandola con la nuova russia, più convinta che mai!
sarà da ridere il prossimo anno che putin dovrà lasciare il posto….sempre se non decida di diventare zar :(
heiwep
11 ago 2007 - 13:57 - #2Incredibile. Le calotte si stanno sciogliendo perché estraiamo combustibili fossili e noi andiamo ad estrarre combustibili fossili dove le calotte di stanno sciogliendo. Ci siamo appena messi il cappio al collo.
Non voglio fare il gufo, ma queste notizie mi abbattono il morale e mi fanno capire che non c’è speranza. L’uomo non imparerà mai se non si sbatterà la testa e sarà la Terra a farcela sbattere con forza! Andiamo incontro ad un inevitabile destino e non sarà bello. I paesi dell’emisfero sud del pianeta sono ormai completamente senza acqua dolce; noi ci siamo tropicalizzati e vedremo sempre più eventi atmosferici violenti nell’emisfero nord; il livello del mare salirà di 5 o 6 metri entro 50 anni (ottimisticamente) con conseguenti modifcazioni alle coste dei pesi per centinaia di chilometri; il 40% della popolazione resterà senza acqua e migrerà in massa dove ce n’è ancora, nei paesi dove nel frattempo la superficie abitativa è diminuita, i quali potrebbero dimostrarsi ostili, con evidenti conseguenze… E tutto quello che conosciamo come economia, stile di vita, comodità, lavoro, sarà messo in seria discussione se non addirittura spazzato via, così come noi abbiamo spazzato via ciò che di bello c’è in questo pianeta. Ben ci sta.
Bisogna che apriamo gli occhi e ci prepariamo ad una partita molto dura.
Per chi non l’avesse visto se lo guardasse: “Una scomoda verità” di Al Gore, in videoteca e al cinema. Merita.
da88
11 ago 2007 - 23:52 - #3Spero tanto che sotto quei ghiacci non ci sia un solo goccio di petrolio nè di gas :(
Poi che si scannino pure tutti ’sti rincogliioniti!!
atomozero
12 ago 2007 - 11:58 - #4mi dispiace deluterti da88 ma li sotto c’è la bellezza del 30% del petrolio estratto fino ad oggi! Una valanga di soldi, pensa che pure le tranquille e pacifiche Danimarca e Canada si voglio dotare di armi e navi per difendere quel territorio…
Marco1985
14 ago 2007 - 11:18 - #5Sono estremamente daccordo con le sensazioni di heiwep veramente disgustoso il tutto. Questo mi fa capire come l’uomo sia veramente una schifezza e tutto questo mi fa pensare che i pochi buoni propositi che qualche nazione stava prendendo visto che le riserve andavano via via riducendosi con questa bella situazione tutti si diranno “Tanto ormai siamo a posto per altri 30 o 40 anni di pertolio, noi ce ne sbattiamo le balle e si arrangeranno quelli dopo di noi se tutto diventerà uno schifo, intanto io mi godo i soldi”
E’ inutile, l’unico dio venerato da tutti è dio denaro, viviamo nel mondo di dove è più impostante l’avere che l’essere.
Nell’Oceano Artico è scoppiata la “g
16 ago 2007 - 03:23 - #6[…] Nell’Oceano Artico è scoppiata la “guerra fredda” Dalle missioni scientifiche alle armi belle e buone: la lotta per aggiudicarsi l’Artide - e le sue risorse - sta entrando nel vivo dell’escalation militare. L’area contesa è il cucuzzolo della Terra, che nella figura è delimitato dalla linea spezzata rossa. Dopo gli annunci delle spedizioni russa e danese, il Canada ha deciso di passare alle vie di fatto per accaparrarsi ciò che il diritto internazionale marittimo potrebbe altrimenti assegnare ad altri (se le spedizioni dei rivali avranno successo). Il Primo Ministro canadese Stephen Harper ha infatti annunciato che il suo paese costruirà due nuove basi militari nell’estremo nord: una base - a Resolute Bay - servirà per le esercitazioni alle basse temperature, mentre il porto di un’ex miniera a Nanisivik servirà come base di rifornimento per le imbarcazioni di pattuglia dell’Oceano Artico. Nelle intenzioni del governo, le nuovi basi serviranno a supportare le rivendicazioni canadesi sull’Artico, perché - ha detto Harper - “il primo principio della sovranità sull’Artide è usala o perdila. L’annuncio di oggi serve a dire al mondo che il Canada ha una presenza nell’Artico reale, crescente ed a lungo termine”. Insomma, lassù sono tutti pronti per il funerale e non aspettano nemmeno il morto (i ghiacci) per accapparrarsi l’eredità. A volteggiare minacciosamente intorno alla carcassa, oltre al Canada ci sono Danimarca, Norvegia, Russia e Stati Uniti. A fare gola sono il mitico Passaggio a Nordovest - bloccato solo l’inverno dai ghiacci e per il quale Harper ha annunciato l’arrivo di sei nuove navi da pattuglia - e ovviamente le cospicue riserve di petrolio e gas che si celano sotto la calotta artica: secondo uno studio americano si parla del 25% delle riserve non ancora scoperte. Fonte: EcoBlog […]
Venti di guerra « eurodillo
28 ott 2007 - 22:38 - #7[…] La Russia, il Canada, il Regno Unito e la Danimarca stanno facendo carte false per accaparrarsi pezzi di Artico o Antartico, dove le risorse di petrolio e gas stimate sono enormi. C’è una moratoria sull’uso di queste risorse, ma intanto questi paesi “si tutelano nel caso” i trattato decadessero. Un pò come per gli euromissili, i trattati traballano [articoli: qui, qui, qui, qui]. […]
Petrolio e gas: la guerra finale per le risorse
10 nov 2007 - 19:14 - #8[…] Nel frattempo, è venuto fuori che una lunga lista di paesi - fra cui la Russia, il Canada, il Regno Unito, la Danimarca e alcuni stati sudamericani - stanno facendo carte false per accaparrarsi pezzi di Artico o Antartico, dove sembra vi siano ingenti riserve di petrolio e gas naturale. Questi paesi stanno effettuando missioni di mappatura del terreno per chiedere l’annessione di territori polari in base al diritto internazionale marittimo. Addirittura c’è chi ha annunciato l’installazione di nuove basi militari fra i ghiacci (il Canada). Il Regno Unito, che sta avanzando molte richieste nei due emisferi, ha detto di non voler sfruttare le risorse energetiche polari - cosa che sarebbe contraria ai trattati attualmente in vigore - ma che l’intenzione è quella di costruirsi una “salvaguardia per il futuro” (parole testuali della portavoce governativa). […]
Uniroma.tv
26 feb 2010 - 17:17 - #9Al seguente link potete vedere il servizio realizzato da UniromaTV dal titolo “Politica americana dalla guerra fredda a Obama”
http://www.uniroma.tv/?id_video=15038
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