Contro le trivellazioni off shore in Adriatico le Regioni progettano un referendum abrogativo

Mentre i ministri Passera e Clini tenevano banco sul mainstream con i 70 punti della Green economy a Ecomondo a Rimini, un po' più su a Venezia le Regioni adriatiche e joniche cercavano alleanza con Slovenia e Montenegro e basi per un referendum abrogativo all'art.35 del 7 agosto del decreto Sviluppo per impedire che il Mare Adriatico e il suo fondale siano bucherellati da trivelle alla ricerca di gas e petrolio. Le nuove autorizzazioni sarebbero 70 e dunque per contrastarle è stata fondata una Lega Adriatica da Puglia, Molise, Abruzzo, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Montenegro.

Il progetto assieme a un documento condiviso è stato presentato lo scorso 9 novembre durante la conferenza internazionale Salvaguardia delle coste dall’estrazione i idrocarburi in mare al a Palazzo Ferro-Fini sede del Consiglio regionale del Veneto e alla presenza di Clodovaldo Ruffato presidente del consiglio regionale del Veneto, dei presidenti dei consigli regionali della Puglia Onofrio Introna, Maurizio Franz del Friuli Venezia Giulia, Mario Pietracupa del Molise, di Giuseppe Canducci del gruppo consiliare dei Verdi delle Marche, di Andro Drecun viceministro dello Sviluppo sostenibile del Montenegro, di Jure Likar consulente del ministero dell’Ambiente della Slovenia, dei docenti dell’Università di Padova Vladimiro Achilli e Andrea Menin, Stefano Ciafani vicepresidente di Legambiente, degli assessori all’Ambiente di Puglia e Veneto Lorenzo Nicastro e Maurizio Conte, dei consiglieri regionali veneti Pietrangelo Pettenò e Carlo Alberto Tesserin e dei presidenti delle commissioni Ambiente di Camera e Senato Angelo Alessandri e Antonio D’Alì.

In pratica nel Decreto sviluppo con articolo 35 del 7 agosto si approvano le vecchie domande di autorizzazione a trivellare presentate prima del giugno 2010 sebbene si definisca che il confine delle zone protette da pozzi e trivelle deve essere di 12 miglia dalla costa e innalza del 3% le royalties delle piattaforme già esistenti.

Grande assente proprio il ministro Clini (era a Roma per il tavolo straordinario per l'Ilva) che era stato invitato per tenere le conclusioni della conferenza; era presente però Renato Grimaldi direttore generale al ministero.

Dunque il risultato sarebbe che alle 9 piattaforme petrolifere già presenti nei mari italiani se ne aggiungerebbero altre 70 e i pericoli rilevati dalle Regioni adriatiche e joniche sono:

inquinamento, sprofondamento delle coste e dei territori costieri e grave compromissione di pesca e turismo, a fronte dei modesti quantitativi e della bassa qualità del greggio estraibile sufficiente per coprire appena 7 settimane del fabbisogno energetico nazionale.

Per Slovenia e Montenegro gli idrocarburi sono assolutamente accettati considerato che stanno intraprendendo nuove strade per lo sviluppo economico e che dunque sebbene interessati alla sostenibilità delle energie e puntando sulle rinnovabili di fatto non credono sia possibile rinunciare ancora ai giacimenti petroliferi e di gas che si trovano nei loro territori.

Rispetto alla possibilità di contrastare le nuove trivellazioni Renato Grimaldi ha spiegato:

Le Regioni possono organizzarsi in 'subregione adriatica' per farsi ascoltare a Bruxelles, a Roma e presso i governi della sponda balcanica, e chiedere la ratifica del protocollo per le piattaforme offshore della convenzione di Barcellona. Possono inoltre rivendicare, insieme al ministero per l'ambiente, che l'Europa riconosca l'Adriatico come 'zona di protezione ecologica' in quanto area particolarmente sensibile, così come si è già fatto per il Tirreno.

Ma in fondo la verità è altra: le trivellazioni sono autorizzate dal ministero per lo Sviluppo e come ha precisato proprio Grimaldi:

E le commissioni parlamentari nelle quali giacciono attualmente le proposte di legge regionale per stoppare le trivelle sono quelle per le Attività produttive, non quelle per l'Ambiente.

Grazie Giuseppe Canducci a Resp. Gruppo Assembleare Regionale VERDI per la segnalazione.

Via | Pagine Abruzzo, Consiglio Regionale Veneto, Il Friuli, Puglia d'Oggi
Foto | Puglia d'Oggi

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