British Petroleum, multa record per il disastro nel Golfo del Messico

L'incidente causato dall'esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel Golfo del Messico del 2010 provocò danni ambientali che si sconteranno per un bel pezzo ancora: la perdita di petrolio che conseguì al danneggiamento della piattaforma, di proprietà della British Petroleum, causò danni per centinaia di milioni di dollari, cui le amministrazioni pubbliche dei paesi colpiti (in particolare Stati Uniti e Messico) dovettero immediatamente far fronte.

A poco più di due anni da quel brutto incidente è arrivata la prima sentenza (seppur ancora non ufficiale) del Dipartimento di Giustizia americano, che riconosce le responsabilità dell'azienda multinazionale British Petroleum Ltd, alla quale impone il pagamento di 4.5 miliardi di dollari (circa 3.7 miliardi di euro) da aggiungere alle decine che l'azienda sta già versando.

La stessa Bp ha spiegato, per bocca dell'amministratore delegato Bob Dudley, che

Questo mostra che abbiamo accettato la responsabilità delle nostre azioni. Siamo spiacenti del nostro ruolo nell'incidente

precisando inoltre che l'accordo (termine più appropriato, visto che nell'ambito del procedimento penale è stata prevista una dichiarazione di colpevolezza da parte del colosso petrolifero) riguarda sia le 11 singole accuse per le vittime dell'incidente, sia quelle che riguardano i danni ambientali e le menzogne pronunciate dai dirigenti e dai responsabili della Deepwater al Congresso Usa.

Proprio le bugie dell'azienda, volte a minimizzare l'incidente fornendo cifre sulle perdite di petrolio in mare anche 12 volte inferiori alla realtà, sono state fondamentali per valutare la penale da infliggere alla Bp (la più alta mai pagata negli Usa), congiuntamente all'imputazione per omicidio colposo di due dirigenti della Bp, responsabili della morte di 11 operai a seguito dell'esplosione.

La sentenza è stata emessa dal Dipartimento di Giustizia proprio perchè il danno maggiore fu subito all'interno delle acque territoriali statunitensi e le coste maggiormente colpite dalla marea nera furono quelle nei dintorni della martoriata New Orleans: per 87 giorni vennero sversati in mare milioni di barili di greggio; successivamente emerse anche che l'allarme anti-fuga di petrolio era stato disattivato mesi prima dell'incidente.

Restano aperte ancora numerose posizioni nella controversia tra la Bp e i vari paesi del Golfo del Messico colpiti dalla marea nera, così come i contenziosi aperti dai soccorritori che in seguito accusarono malori (forse legati all'esposizione a sostanze tossiche) e numerose richieste di risarcimento danni (case, barche, allevamenti di pesce colpiti); in aggiunta a questo, il governo Usa ha chiesto anche un risarcimento a Transocean (proprietaria della piattaforma, affittata a Bp): la sentenza è attesa in gennaio.

Via | Bbc News

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