Rifiuti di Roma, ecco cosa significa non avere garanzie sulla differenziata

Quello che viene ripetuto spesso da Ecoblog e da, pochissimi, altri media è che ciò che manca a Roma, nella risoluzione del problema dei rifiuti, è un piano concreto di raccolta differenziata: senza quello, una base fondamentale dalla quale partire, è inutile proclamare, promettere e dare garanzie alla cittadinanza.

La città di Roma è stufa di una politica pressapochista che negli ultimi 40 anni non ha fatto altro che adagiarsi sul problema con proclami ad effetto buoni nella raccolta voti delle campagne elettorali: "non finiremo come Napoli" (come se questo fosse necessariamente un difetto) "Roma si salverà dai rifiuti" e "Stanzieremo soldi per gli inceneritori" sono proclami sentiti milioni di volte dalle orecchie dei romani, orecchie che oggi sono sorde ai buoni propositi.

Non c'è infatti più tempo nè spazio per promesse incredibilmente ripetitive, ma per atti di responsabilità e di concretezza istituzionale che facciano partire realmente un piano di raccolta differenziata che interessi l'intera area metropolitana di Roma Capitale siamo, purtroppo, al brodo primordiale.

Il IV Municipio di Roma è in tal senso uno dei quartieri a più alta densità abitativa in cui verrà avviato il piano di raccolta differenziata dell'Ama da lunedì 19 novembre: secondo Ama (la municipalizzata della raccolta rifiuti di Roma) questo è il primo step del nuovo piano di sviluppo che porterà Roma a differenziare il 30% dei rifiuti entro l'anno (raccolta oggi inchiodata, come negli ultimi 2 anni, al 26%):

Questo non va considerato un progetto pilota perché deve essere un progetto in progress: ottimizzando il servizio dobbiamo raggiungere il porta a porta di un milione di persone in due anni e coprire con esso il 70% dell'estensione territoriale di Roma

ha spiegato il Presidente di Ama Benvenuti in un incontro pubblico con i cittadini del IV Municipio, tenutosi due giorni fa.

Sono circa 240mila le persone interessate dal "primo step" che, tuttavia, ha tutta l'aria di una gabbia dalla quale non sarà facile uscire: in primis perchè non sarà istituito un sistema di raccolta differenziata puntuale e porta a porta; come spiegato dal Presidente dei Verdi Lazio Bonessio:

La raccolta differenziata su strada è quella che ha dato i risultati peggiori ed è per questo che non ci convince. Non è propedeutica a quella differenziata porta a porta che vorremmo veder crescere. Questo significa anche che gli investimenti economici che sta facendo Ama adesso non saranno riutilizzati se si volesse passare al vero porta a porta

Ama infatti non prevede un sistema porta a porta, ma i soliti, vecchi, obsoleti e sopratutto nauseabondi camioncini per strada, cui i cittadini dovranno recarsi ad orari stabiliti per buttare la frazione organica dei loro rifiuti o, peggio ancora, in cassonetti stradali appositi.

In questo senso Ama è accusata, non a torto forse, di avere semplicemente sostituito i cassonetti stradali con altri nuovi (quindi di aver semplicemente speso dei soldi):

Questa non è una raccolta differenziata è solamente una sostituzione di cassonetti: i cittadini sono obbligati a fare la differenziazione dei rifiuti in casa, ma poi devono sversarli nei cassonetti stradali dove, senza alcun controllo, persone poco diligenti potrebbero mandare in fumo il lavoro di tutti.

ha spiegato un esponente del Comitato di Quartiere Serpentara; un errore già fatto in passato, quello della semplice sostituzione dei cassonetti, e che non ha portato ovviamente ai risultati sperati (lo dice il dato della percentuale di differenziata, vergognoso per una Capitale europea).

Altrove sarebbero saltate numerose poltrone, sia in Comune che in Ama, ma a Roma tutto tace e si procederà come da copione:

Ama starà vicino ai cittadini ma i cittadini devono sapere che l'amministrazione comunale farà anche delle multe a chi non rispetta i criteri

sintetizza l'atteggiamento delle politiche amministrative romane: con noi o contro di noi. In tal senso, come è possibile concedere credibilità a processi tanto pressapochisti ed evidentemente fallimentari? Il beneficio del dubbio, esauritosi con la volumetria di Malagrotta e ruggito di rabbia delle proteste delle migliaia di cittadini che non vogliono una nuova discarica nella Valle Galeria, è un lusso che le istituzioni romane non possono più concedersi.

La città è diventata una polveriera del malaffare che ruota attorno al ciclo dei rifiuti: le commesse Ama sono sotto l'occhio della Procura, così come gli invasi di Malagrotta e Monti dell'Ortaccio, la raccolta differenziata per come la propone Ama è troppo comoda e dai tempi troppo dilatati, uno scempio per una città che dal 1 gennaio rischia di essere schiacciata dai propri scarti.

La questione dei cassonetti stradali è ormai atavica: sembra tuttavia che non si riesca in alcun modo a comprendere che ogni cassonetto stradale equivale ad una minidiscarica in cui i rifiuti macerano e si decompongono, ma sotto le finestre di tutti i cittadini romani; in tal senso Roma è già invasa dai rifiuti, anche se alcuni cassonetti cominciano letteralmente a traboccare come la Fontana di Trevi.

Foto | 06blog

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