
Ad Ascona è in corso un simposio internazionale sugli insetti robot: il flying insect and robot.
Gli insetti robot, oltre ad essere telecomandati, a raccogliere ed inviare dati e ad essere usati per esplorazioni civili e militari, sono in grado di comunicare tra loro e di formare sciami. Al convegno, infatti, si discute delle interazioni tra ecologia, etologia, micromeccanica e miniaturizzazione.
Molti piccoli robot strisciano, saltano, volano e si arrampicano con movimenti ispirati a quelli dei veri insetti. Le loro piccole dimensioni, la loro sensibilità a diverse sostanze chimiche o la loro capacità di analizzare particolari frequenze elettromagnetiche li rendono capaci di aiutare nelle ricerche, ad esempio, di persone intrappolate sotto le macerie di un palazzo o sotto una valanga.
Il National Geographic usa gli insetti robot per girare documentari sugli animali, che non si spaventano alla loro vista. Su Marte si usano gli Entomopter, robot volanti e capaci di raccogliere, memorizzare e trasmettere dati georeferenziati.
» Arrivano gli insetti intelligenti su La Stampa
chube
17 ago 2007 - 17:23 - #1Il ricordo troppo vivo dei replicatori di Stargate mi porta ad essere diffidente nella robotica. Devo cmq ammettere che i prototipi presentati hanno il loro fascino, mi auguro che siano utilizzati per dei nobili fini. Anche se nutro ben poche speranze in questo…
Vitol
18 ago 2007 - 10:15 - #2Qualche tempo fa ho sentito parlare dello sviluppo di tali tecnologie in campo militare: se questa è l’origine dubito che il fine reale sia davvero nobile; magari tra un po invieranno sciami di cavallette elettroniche a scovare armi di distruzione di massa in Iran…
sguizx
19 ago 2007 - 10:18 - #3la maggior parte degli studi scientifici, degli sforzi e delle energie legati alla scoperta e all’”innovazione” tecnologica hanno come trampolino di lancio gli interessi militari e/o economici e/o personali (internet é solo la punta dell’iceberg).
Per cui di cosa ci preoccupiamo più del solito?
Pensate forse che le cavallette-robot siano più pericolose e devastanti della bomba a idrogeno? O delle armi batteriologiche?
Credo che la cosa più importante di tutto, a parte timori e incertezze, sia quella di rendere sempre e subito note le ricerche e gli studi intrapresi dai vari gruppi di ricerca e NON (!) in modo tale che nessuno per il proprio tornaconto possa servirsi, oltre che dei soldi e del potere anche dell’ignoranza della gente!
E comunqe a me sembra sempre tutto uguale…
pace