Per la fine del Mondo Maya vietato l'accesso al picco Bugarach in Francia

Poiché alla follia umana non c'è mai limite allora diventa necessario porre dei paletti a quelle manifestazioni più assurde che rischiano di mandare in collasso un territorio. E' questa la situazione che si appresta a vivere il paesino di Bugarach dove abitano appena 194 anime nel sud della Francia. Il paesino che ha vissuto tranquillamente fino a oggi è diventato improvvisamente famoso a seguito dell'assurda profezia Maya che vuole la fine del mondo al 21 dicembre 2012 (io non so su quali calendari poi abbiano effettuato i conti visto che il nostro è pure sbagliato). Infatti secondo astrusi calcoli sembra che solo chi si troverà in questo paesino si salverà e oggetto dell'interesse anche il monte Bugarach alto 1230 metri.

Infatti il delirio collettivo sta causando già notevoli problemi: su internet sono comparsi in vendita ciottoli e pietre prelevate dal picco Bugarach sia come souvenir sia come portafortuna contro la fine del mondo. Il sindaco è stato costretto a chiudere già diversi siti e ha presentato una denuncia per degrado, spiegando:

Distruggeranno la montagna a furia di prelevare pietre!

Il prefetto Éric Freysselinard dunque ha vietato l'accesso alla montagna sia per ordine pubblico sia per evitare che il delicato ecosistema (è abitata dai conigli selvatici e da molte altre specie che soffrono l'invasione umana) venga letteralmente distrutto dalle orde di creduloni che lo andranno a invadere. E l'unica fine che si avrà il 22 dicembre saranno i resti di Bugarach distrutta dal passaggio dei folli.

il problema è che il tam tam scatenato via internet ha convinto molti che l'unico modo di sopravvivere alla presunta fine del mondo sia andare a Bugarach e piantare una tenda. Il che sta causando già notevoli problemi perché la zona non è affatto organizzata per ospitare migliaia di persone con tutte le necessità del caso.

Peraltro a causa di questa incredibile pubblicità il villaggio ha già iniziato a conoscere un'affluenza senza pari: si sono letteralmente installate associazioni e gruppi di preghiera che si presentano regolarmente assieme a orde di curiosi che girano per le strade fotografando e filmando gli infastiditi abitanti.

Via | Le Figaro
Foto | Flickr

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