Chewing gum, l'altro lato del masticare: 23mila tonnellate gettate in terra ogni anno

Abbiamo già parlato del provvedimento in Commissione Ambiente alla Camera ri-nominato "anti-mozziconi", soffermandoci su quei 51 miliardi di mozziconi di sigarette che ogni anno in Italia finiscono nei posaceneri (e non solo); oggi abbiamo la possibilità di snocciolare qualche dato in più anche sull'altro binario del provvedimento, quello "anti chewing-gum".

Tra i numerosi nemici dell'ambiente ci sono altri tipi di "cicche", quelle da masticare: 23mila tonnellate l'anno di chewing-gum finiscono ogni anno nell'ecosistema, appiccicandosi ovunque e diventando, oltre ad un problema di tipo "pratico" quando queste si appicciano sotto le suole delle scarpe (a chi non è capitato?!), un problema ambientale: gli additivi e le sostanze chimiche in essi contenute infatti impiegano almeno 5 anni per decomporsi.

La cifra enorme di 23mila tonnellate di chewing-gum all'anno gettati nell'ambiente post-masticamento, l'equivalente di una nave portacontainer lunga 150 metri, impone allo Stato un prezzo di rimozione, stimato dalle associazioni dei consumatori, di 1€ a "cicca": solo Roma Capitale spende, ogni anno, 5 milioni di euro per ripulire strade e marciapiedi dai chewing-gum di chi, incivilmente, preferisce "sputazzarlo" in giro piuttosto che riporlo in un fazzoletto usato (o nella carta originale) e gettarlo nella spazzatura.

Le gomme da masticare rappresentano un problema anche per i munumenti storici, che in Italia hanno già i loro problemi: oltre al degrado, l'operazione di "stacco" dai monumenti rischia di danneggiarli irreparabilmente; per tutti questi motivi la Commissione Ambiente della Camera sta valutando la proposta bipartisan che prevede sia campagne di prevenzione (nessun metodo è migliore dell'educare gli ineducati) volte a "civilizzare" alcuni masticatori, sia anche sanzioni (sulla stessa linea del provvedimento anti-mozziconi) di 500€ per chi getta per terra liberamente il suo chewing-gum.

Ma per le gomme

il problema potrebbe essere risolto a monte, producendo in quantità molto maggiori rispetto ad oggi quelle biodegradabili, anche se questo farebbe lievitare un po' i costi per le case produttrici. Per loro, come per chi produce sigarette, l'onere della raccolta e dello smaltimento potrebbe essere reso più 'leggero' consentendo loro di fare pubblicità sui contenitori, come per accade per gli sponsor nello sport. E' un'ipotesi da non scartare

ha spiegato il deputato del Pdl Di Cagno Abbrescia.

Via | Quotidiano.net
Foto | Flickr

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