Consumo di suolo, regioni ed enti locali correggono il provvedimento "lacunoso e difficilmente applicabile"

Il Consiglio dei Ministri di venerdì scorso ha approvato in via definitiva il Disegno di legge per la valorizzazione delle aree agricole e il contenimento del consumo di suolo; si legge in una nota del governo di venerdì sera che

L’opportunità dell’intervento è quanto mai attuale alla luce dei gravissimi fenomeni alluvionali degli ultimi giorni.

Il testo approvato dal Cdm era stato riformulato la scorsa settimana dalla Conferenza Unificata Regioni Enti Locali, che aveva espresso un parere drastico sul Ddl, definito un approccio parziale, lacunoso, al problema, e con enormi difficoltà nell'applicazione della norma.

Il testo originale, firmato dal ministro Mario Catania e approvato dal Cdm il 14 settembre scorso, è stato corretto proprio grazie al decisivo lavoro fatto dai tecnici della Conferenza Unificata Regioni Enti Locali per renderlo coerente con le intenzioni alla base dell'iniziativa di Catania.

La notizia, che non ha trovato molto spazio sui media e che Ecoblog dà sostanzialmente in anteprima (fatta eccezione per Radio Radicale), è che la Conferenza ha emendato l’articolo 1 del disegno di legge (che limitava l’applicazione della norma alle aree agricole classificate come tali dalla normativa urbanistica) cassando il comma 3 e aggiungendo un nuovo articolo 2, che stabilisce (ora chiaramente) che la legge contro il consumo di suolo trova applicazione anche alle aree di fatto agricole, indipendentemente dalla destinazione urbanistica.

Un altro aspetto fondamentale su cui si è messa una toppa (il Governo ha sostanzialmente smentito sé stesso) è relativo alla destinazione dei proventi della riscossione dei contributi pubblici dovuti per il rilascio dei permessi di costruire; il nuovo articolo 7 del Ddl interviene, in modo positivo, ristabilendo un vincolo di destinazione per le somme derivanti dalla riscossione dei contributi per il rilascio dei permessi di costruire: questi saranno ora destinati

esclusivamente alla realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria, al risanamento dei complessi edilizi nei centri storici e ad interventi di qualificazione dell'ambiente e del paesaggio

In tal senso il Governo ha ora accolto l'ordine del giorno della deputata radicale Elisabetta Zamparutti, che molto si è battuta sulle questioni di cui sopra:

Con questo ordine del giorno il Governo si è impegnato, tra l’altro, a prorogare ulteriormente l’unica norma che pone dei limitati vincoli alla destinazione, da parte dei Comuni, delle entrate legate al rilascio dei permessi a costruire, i cosiddetti oneri concessori, per coprire la spesa corrente (art.2 c. 8 L. 244/2007)

ha dichiarato in una nota del 13 novembre scorso la deputata radicale che ha spiegato:

si acceleri ora la calendarizzazione del disegno di legge di iniziativa del Governo in tema di valorizzazione delle aree agricole e contenimento del consumo di suolo, che intende impedire ai Comuni di continuare a fare cassa con i contributi dovuti per il rilascio dei permessi di costruire. Il corretto uso degli oneri concessori è uno strumento indispensabile per prevenire ovvero rendere più onerosa la trasformazione di aree libere, e per reperire le risorse necessarie a una quanto mai necessaria attività di cura e messa in sicurezza del patrimonio edilizio e del territorio maggiormente compromesso dall’urbanizzazione

Ipso facto, l'approvazione di venerdì in Cdm è in tal senso una prova di buon governo.

Via | FaiNotizia
Foto | Flickr

  • shares
  • +1
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: