Lo dice uno studio di un ingegnere biochimico con 40 anni di esperienza interpellato dalla società di consulenza intota.
Secondo questo esperto sia la benzina che l’etanolo rilasciano in atmosfera lo stesso quantitativo di anidride carbonica per ogni gallone di carburante consumato. Il problema però sorge nei motori a combustione interna delle automobili: a pari chilometraggio, serve più etanolo che benzina, perché i motori che bruciano etanolo sono meno efficienti. Questo fa sì che l’uso di etanolo comporti il 54% in più di emissioni di CO2 rispetto alla benzina.
Va a finire che, a forza di spingere sui biocarburanti, la benzina “verde” si meriterà finalmente il suo appellativo!
Sull’attendibilità dello studio non posso garantire: certo è che questi calcoli si aggiungono alla lunga lista di studi che lanciano l’allarme biocarburanti. (foto xeni da flickr)
Via | Digg
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ciquta
30 ago 2007 - 13:36 - #1Ovvio che la combustione produce CO2, la differenza è che quella rilasciata dalla combustione di un biocarburante è la stessa che la pianta ha fissato durante la sua crescita, mentre quella rilasciata dalla benzina è CO2 che era rimastra intrappolata sotto la crosta terreste milioni di anni fa, e che non partecipava al naturale ciclo del carbonio.
Come tante cose, anche i biocombustibili hanno pregi e difetti, ma perchè invece che affrontare il confronto seriamente, come dovrebbe fare certa gente, li si squalifica con questi metodi populistici a base di false verità?
P.S: su nox e polveri sottili invece non dice niente?!?
Matteo Razzanelli
30 ago 2007 - 14:06 - #2Mmmmh ciquta, quello che dici tu è vero, ma solo se:
a) per installare le coltivazioni agroenergetiche non si è disboscato, nel qual caso la CO2 trattenuta dalle piante usate per l’etanolo è inferiore rispetto a quella che era trattenuta dalla foresta;
b) per produrre l’etanolo non si sono usati carburanti fossili (cosa difficile perché le piante per l’etanolo vanno coltivate, innaffiate, raccolte, sintetizzate, etc… tutti processi molto dispendiosi di energia).
Il calcolo è dunque difficile. Anche la benzina richiede energia per estrazione e raffinazione. Bisogna vedere per ogni unità di energia prodotta o, meglio per ogni km percorso, quanta energia ci vuole per la produzione del carburante (bilancio energetico) e da lì calcolare le emissioni di CO2 alla base della produzione del carburante (senza contare poi la combustione, che come abbiamo visto è favorevole alla benzina). Non mi pare così scontato che da questo calcolo i biocarburanti escano vincitori.
Matteo Razzanelli
30 ago 2007 - 14:10 - #3Per l’altro aspetto da te sollevato, i dati sembrano altrettanto poco confortanti.
ciquta
30 ago 2007 - 14:28 - #4Matteo io personalmente credo che il vero futuro sostenibile dell’autotrazione siano i veicoli elettrici e che quelli a biocarburanti facciano il gioco di chi ha interesse a sommergere questa verità.
Non per questo devo dare ragione a chi pretendere di sentenziare delle tesi sulla base di mezze verità.
Su (a) siamo d’accordo, ma sarebbe come squalificare un ospedale se questo è stato costruito sulle rpovine di un acquedotto. Tra l’altro disboscare un terreno pieno di alberi per prepararlo a coltivare altro ha anche certi costi, mi sembra davvero un falso problema o comunque una ipotesi di partenza assolutamente non assodabile come certa.
Su (b) un chiarimento: se per fare un litro di bioetanolo ci volesse quasi un litro di gasolio nessuno avrebbe interesse a coltivare etanolo, e non certo con questi volumi.
Poi andare a pescare il petrolio a 5000metri di profondità e raffinarlo credi abbia un costo energetico ed ecologico trascurabile?
L’unica cosa che si può dire sempre è quindi che la CO2 emessa da un veicolo a bioetanolo è CO2 sottratta dall’aria nel corso della vita della pianta (quindi saldo non positivo ma perlomeno nullo), mentre la CO2 emessa da un veicolo a combustibile fossile è nuova CO2 immessa nel sistema (quindi saldo sempre negativo).
Un’altra cosa molto importante che poteva dire, e che è stata “dimenticata”, è che le sostanze inquinanti più pericolose (polveri sottili, ossidi e quant’altro) responsabili di un decesso su 5 (e più nei centri urbani), vengono sensibilmente ridotte rispetto ad altri sistemi di carburazione a petrolio.
Matteo Razzanelli
30 ago 2007 - 15:03 - #5@ ciquta: su (a) sono d’accordo, ma credo se l’ospedale è costruito su un acquedotto sia un fatto da calcolare. Bisogna infatti fare un bilancio finale dell’impatto ambientale prima e dopo l’adozione dell’etanolo. Su (b) ti rispondo sul perché l’etanolo si coltiva anche se energeticamente non è conveniente: perché è pesantemente sussidiato. Il sussidio consente di non tener conto dell’energia spesa per la coltivazione e la sintentizzazione. Sulle sostanze inquinanti di cui parli vedi commento #3.
Matteo Razzanelli
30 ago 2007 - 18:17 - #6@ dust: il problema è che non è che se ne parla male tipo discussione al bar, ma è che moltissimi studi fatti sull’argomento portano a valutazioni negative. Personalmente mi piacerebbe MOLTISSIMO che i biocarburanti fossero una soluzione. Sarebbe fantastico: non devi cambiare auto, non devi cambiare abitudini ed inquini molto meno. Stupendo. Mi pare però che non sia così :(
Bio7
30 ago 2007 - 18:48 - #7Non dimenticate poi che l’etanolo è anche responsabile dell’innalzameno dei prezzi, del pane e della birra, soprattutto in germania e dintorni. Sembra quasi l’ennesimo meccanismo di controllo per impoverire i popoli, per non parlare del brasile e argentina gia poveri di per se. devono puntare tutto sull’elettrico, lo sanno… ma non lo fanno.
Ecologic3D
30 ago 2007 - 19:59 - #8Stiamo sempre li… abbiamo un alternativa + valida e subito: il metano (almeno per il momento). Perchè scemonirsi sui biocarburanti? Bo
da88
30 ago 2007 - 20:55 - #9Credo che la sostenibilità dei biocarburanti sia data dalle condizioni in cui si coltivano le piante, se si usano terreni precedentemente incolti e piante adatte al luogo (che non richiedano molta irrigazione e fertilizzanti), allora possono essere d’aiuto.
Del petrolio bisogna considerare che anche estrazione e trasporto (petroliere, oleodotti) sono molto inquinanti e pericolosi.
Traveller
30 ago 2007 - 21:00 - #10La società di consulenza di cui si parla che livello di contiguità ha con i petrolieri? No, dico, possibile che ogni volta che esce una seria alternativa alla fot*******ma benzina debbano sempre emergere una serie di controindicazioni che suggeriscono come petrolio e derivati siano sempre il meglio e insostituibili, quando sappiamo tutti che *non è così!*
Matteo Razzanelli
30 ago 2007 - 21:47 - #11@Traveller: ragionando in questi termini non posso fare a meno di notare che ci sono interessi enormi anche dietro l’etanolo. 51,3 miliardi di $ in sussidi federali dal ‘95 al ‘05 e aumenti del valore dei terreni agricoli nell’ordine del 15% annuo sono argomenti *”molto convincenti”* per sostenere che i biocarburanti sono puliti.
Traveller
30 ago 2007 - 23:22 - #12Ok, il fatto è però che da qualche parte bisogna pur cominciare: qualcuno sostiene che l’idrogeno è una bufala, l’ elettrico non è conveniente, i biocarburanti sono tossici e affamano…Divagando si potrebbe dire che si dovrebbe andare tutti coi mezzi pubblici e in bicicletta. Soluzione auspicabile se l’ Italia fosse morfologicamente come l’ Olanda e avessimo mezzi pubblici organizzati in maniera svizzera. Ma l’ Italia è una collina aspra, le ferrovie e le autolinee servono a far straguadagnare chi le gestisce (una volta servivano per scopi clientelari e altro…), inoltre c’è gente come il sottoscritto che all’ auto per residenza e tipo di lavoro non può rinunciare: in qulche modo bisogna venirne fuori, se non vogliamo che i petrolieri continuino ad ingrassarsi, a far scoppiare guerre e a intossicarci. A un certo punto bisogna scegliere, se non si può scelgiere il meglio si scelga il meno peggio (criterio della riduzione del danno o del male minore)
Matteo Razzanelli
30 ago 2007 - 23:40 - #13@Traveller. Completamente d’accordo. A mio avviso, le soluzioni fattibili sono il metano per il breve periodo (già pronto) e l’elettrico per il lungo periodo (in fase di sviluppo).
ErikaV
31 ago 2007 - 08:33 - #14Il periodo di demonizzazione dei biocarburanti è iniziato… Come ci sono molti studi che parlano male dei biocarb. ce ne sono moltissimi che hanno dimostrato le migliori caratteristiche di questi ultimi e gli innegabili vantaggi rispetto ai combustibili fossili. Certamente bisogna vedere che ha finanziato lo studio e soprattutto qual’è l’ente che lo ha sviluppato. Se vi dedicate a quelli fatti da organizzazioni di grosso livello e riconosciute a livello planetario non ne troverete 1 che non ha dimostrato la qualità ambientale ed energetica dei biocarburanti.
Che poi questi debbano essere coltivati in maniera “etica” ed “intelligente” è giusto e non è indubbio che se si va a disboscare per mettere su mais…
Vi consiglio la lettura del libro di un italiano, che ha fatto un riassunto molto interessante toccando a 360 gradi tutti gli aspetti legati ai biocarburanti. Io l’ho letto in anteprima ed è davvero interessante. Si chiama “biocarburanti fai da te” ed è edito da aam terranuova.
Un saluto, Erika
vagabonda
31 ago 2007 - 10:04 - #15non si potrebbe pensare ad auto magari meno prestanti ma con consumi limitati come la twingo opportunamente modificata che aveva presentato beppe grillo davanti alla fiat che fa !!50 km!! con 1 litro di benzina.
http://www.youtube.com/watch?v=ir2yxt_EWtA
mi sembra un’ ottima alternativa alle put****te che ci propongono ogni giorno.
loui
31 ago 2007 - 14:42 - #16cmq se avete visto ieri super quark ha spiegato il proceso di produzione dell’etanolo, e tutta la filiera produttiva non è alimentata dal gasolio, eccezion fatta x le autocisterne, ma bensì dagli scarti di lavorazione della canna da zucchero quindi il bilancio energetico è quasi uguale a zero.
autoblog
31 ago 2007 - 17:16 - #17[…] […]
Matteo Razzanelli
31 ago 2007 - 17:48 - #18@loui, grazie della segnalazione. Purtroppo non l’ho visto, spero che lo mettano online. Se riuscirò a vedere il servizio in qualche modo ci farò un post.
Lucas...
01 set 2007 - 08:01 - #19Ma è Bush in personaa dire sta cazzata???
Matteo Razzanelli
01 set 2007 - 10:50 - #20Lucas: non credo proprio, Bush è uno dei principali fautori degli enormi finanziamenti all’etanolo vigenti negli USA.
stragatto
01 set 2007 - 15:08 - #21Che l’articolo in questione sia in malafede e’dimostrato da 2 osservazioni: In primo luogo dal fatto che alla CO2 prodotta dalla combustione viene aggiunta quella prodotta dalla fermentazione del glucosio, senza assolutamente tener conto del fatto che a sua volta il glucosio e’prodotto dalla fotosintesi clorofilliana a spese della CO2 atmosferica. In secondo luogo dalla mole di referenze prodotte dall’ “esperto” che hanno l’evidente funzione di forzare l’accettazione dei dati forniti non in base a una dimostrazione completa (infatti quella che viene data e’incompleta) ma in base a un falso “principio di autorita’”.
kape
14 set 2007 - 00:23 - #22Si parla qui di auto elettrica come panacea di tutti i mali, senza considerare però che ad oggi, per produrre elettricità, si usano principalmente combustibili fossili, metano in primis. Discorso analogo per l’idrogeno, che viene prodotto da gas fossili. E quindi si torna al punto di partenza. Sia per quanto riguarda l’emissioni di CO2, sia per la dipendenza da fonti non rinnovabili.
I biocarburanti possono invece essere una risposta, specie se prodotti da biomasse. In questo caso la cosa va a braccetto con gli organismi geneticamente modificati. Giappone e svezia su tutti stanno investendo molto in questo campo.
L’etanolo comunque è vero che ha potere calorifico più basso della benzina, ma questo è compensato da un numero di ottano più alto, e quindi ha un rendimento maggiore. Il discorso del maggior consumo pertanto va verificato con dati precisi,facilmente ottenibili, e non credo ad appannaggio di un solo eletto ingegnere biochimico.
i pro e contro esistono, spesso sono di parte. Altri 10 euro in più per barile di petrolio e forse lo scontro si risolverà da solo.
Lian Dyer
25 gen 2008 - 20:22 - #23Questa osservazione c’è anche su Wikipedia alla voce “Benzina”. Solo che non l’ho mai capita. Facendo io la ipotesi “a naso” che, etanolo o non etanolo, la fotosintesi sia circa uguale (perché se non si coltiva per l’etanolo si coltiva circa lo stesso per il cibo), non capisco perciò perché essa venga contata, o meglio, perché contarla intera e non magari diminuita, anche se più probabilmente sono io a non capirlo.
“il World Resources Institute calcola che il bioetanolo da cereali emette nell’atmosfera, dalla semina alla marmitta, 85,3 grammi di CO2 contro i 94 della normale benzina” (Peacelink).