
Gli animali che non riescono a mettersi in salvo all’arrivo delle fiamme sono quelli meno mobili, o quelli che in caso di pericolo corrono a rifugiarsi nelle tane. La LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), stima che per ogni ettaro di bosco a macchia mediterranea che brucia muoiono in media 400 animali selvatici tra uccelli, rettili e mammiferi.
Capinere e scriccioli sono tra le specie di uccelli maggiormente colpite. I rapaci generalmente riescono a mettersi in salvo.
Per proteggere quanto resta della fauna selvatica, viste anche le situazioni di stress nelle aree vicine a quelle bruciate, alcune associazioni chiedono al ministro per gli Affari regionali Lidia Lanzillotta la “sospensione delle preaperture nelle regioni maggiormente colpite dagli incendi come Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, divieto di caccia per tutta la stagione venatoria nelle aree limitrofe alle zone colpite, nonché moratoria della caccia nelle regioni più danneggiate quali Sicilia e Campania”. Animalisti italiani, ENPA, LAV, LAC, Legambiente, LIPU e WWF sono unanimi.
Via | LIPU
Naturo
31 ago 2007 - 02:43 - #1anche uomini sono morti…..
spirito
31 ago 2007 - 09:32 - #2non mi sembra una buona idea, spesso molti cacciatori sono tra i migliori custodi dell’ambiente
vagabonda
31 ago 2007 - 09:33 - #3certo che sono morti degli uomini, ma è l’uomo stesso che appica gli incendi non lo fa certo lo scricciolo o la lucertola, il canadair cui hanno sparato ad esempio immagino sia stato un uomo a sparare, tu che ne pensi?
appiccare incendi è SBAGLIATO e a chi dice che il fuoco fa bene alla rigenerazione del bosco ricordo che la natura per millenni se l’è cavata da sola senza che l’uomo l’”aiutasse” a rigenerarsi.
brizio
31 ago 2007 - 10:15 - #4@Spirito…
Quindi dici che nelle zone devastate dagli incendi ed in quelle limitrofe non ci andranno già di loro iniziativa a cacciare, perciò nessun bisogno di una moratoria?
Mi sento di dubitare ;)
spirito
31 ago 2007 - 16:54 - #5@brizio
sono d’accordo nel vietare la caccia nelle zone colpite da incendi ma non in intere regioni
da88
31 ago 2007 - 21:24 - #6Ci vorrebbe una petizione online, in modo da portare al cospetto delle istituzioni la volontà della gente.
albanese
31 ago 2007 - 22:34 - #7figgi di pottana chi appicca incendi
Mica
02 set 2007 - 21:18 - #8…e ribadisco che le pene per i piromani sono davvero ridicole, proprio in virtù dello sconvolgimento e la distruzione di interi macrohabitat, spesso stabili da decenni o secoli.
Salvatore Selvaggi
05 set 2007 - 22:39 - #9Qualsiasi esagerazione, soprattutto se strumentalizzata, deve essere rifiutata.
Gli incendi procurano sicuramente danni, ma nessuno può ritenere di poter valutare quelli arrecati alla fauna. Chiunque può avere ragione o torto non esistendo dati, scientificamente validi, e non possono e non devono essere pubblicizzati dati numerici di animali morti negli incendi(mera pubblicità politica o di parte). E’ scorretto che le asssociazioni anticaccia approfittino di situazioni contingenti per danneggiare la categoria dei cacciatori (si ricorda che l’attività della caccia è ammessa per legge e normata sia in Italia che in Europa). Siamo in regime di democrazia e ciascuno deve correttamente rispettare l’altro nelle idee e nei fatti. Il raziocinio deve pertanto prevalere e ritengo che le corrette misure da prendere siano quelle di creare attorno alle zone interessate dai grossi incendi (ma esclusivamente per queste) delle aree perimetrali di rispetto (temporaneo) nelle quali sia sospesa la caccia (per un periodo sufficiente di uno e due anni). Tali aree dovrebbero avere una profondità di circa 2/3 chilometri. Nelle zone incendiate l’attività venatoria è già interclusa per legge. Non ha alcun senso invece l’idea di chiudere la caccia in tutta una regione o una provincia perchè questa sarebbe solo una scusa per danneggiare inutilmente e scorrettamente una categoria di persone (i cacciatori). Chi conosce le abitudini e le necessità della fauna selvatica sa perfettamente che soluzioni diverse di divieti estesi non sono giustificate scientificamente ma costituiscono soltanto prese di posizione da parte di chi non condividendo e capendo l’attività venatoria cerca, scorrettamente, di colpire comunque la controparte. Una maggiore maturità e serietà da parte di tutti è sempre auspicabile.
Salvo