Energia, in programma più di mille nuove centrali a carbone in 59 paesi

Secondo il World Resources Institute (WRI) sarebbero 1200 le nuove centrali a carbone in progettazione in 59 paesi, tre quarti delle quali in Cina ed India: nonostante i continui appelli di ambientalisti, politici ed autorità internazionali non si arresta la corsa al carbone per produrre energia.

Il picco delle emissioni carbonifere, che verrà raggiunto entro pochi anni e che rappresenta un problema sul quale l'Unione Europea sta già lavorando da tempo, porterà infatti fuori controllo i cambiamenti climatici: i combustibili fossili rischiano di rappresentare, in tal senso, non un fallimento energetico ma un vero e proprio fallimento umano.

Il rapporto di WRI parla chiaro: i 1200 nuovi impianti in progettazione in tutto il mondo aggiungeranno praticamente un altra Cina (il paese che emette più Co2 al mondo), raggiungendo il picco di produzione di 1400GW: solo l'India sta progettando altri 455 nuovi impianti mentre è proprio il gigante cinese (che ne ha in programma "solo" 363) sta rivedendo le sue politiche energetiche in funzione di una maggior "sostenibilità" ambientale, se così si può dire.

Secondo WRI, dopo un leggero calo nel 2008 oggi il commercio mondiale del carbone è nuovamente aumentato (il 13% in più al 2010), grazie al cambiamento strutturale che ha portato il commercio a concentrarsi più sulle sponde pacifiche (Asia ed America) che non su quelle atlantiche (Europa ed America): la Cina è diventato uno dei più grandi importatori di carbone, ma i reali cambiamenti in tal senso si sono verificati in Giappone, Corea del Sud e Taiwan, tutti paesi con centrali a carbone ma che non producono la materia prima.

L'uso del carbone è, paradossalmente, aumentato del 4% nel 2011, in Europa i prezzi sono scesi e Francia ed Inghilterra, nello scenario europeo, restano tra i primi 10 importatori al mondo; ma, ha spiegato il redattore del rapporto di WSI Ailun Yang:

C'è una lunga strada da percorrere per aumentare la consapevolezza che è possibile soddisfare il fabbisogno energetico da fonti diverse dal carbone

Una linea non allarmistica o iperambientalista, ma semplicemente obiettiva: come sottolineato anche da Guy Shrubsole di Friends of the Earth, commentando i dati contenuti nel rapporto

C'è un numero spaventoso di centrali a carbone in fase di progettazione. E'chiaro che gli interessi delle società carbonifere stanno pilotando tutto questo senza che nessun governo faccia nulla. "

Via | The Guardian

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