Prevenzione del rischio idrogeologico, per in geologi in Italia "Non c'è più il clima!"

Il cervello umano memorizza le esperienze negative e ci mette in guardia dai pericoli ogni volta che si ripresenta uno scenario di rischio simile. È così che un bambino impara a stare lontano dal fuoco dopo la prima scottatura. I Governi italiani, evidentemente più ingenui persino di un bambino, da decenni continuano invece a scottarsi con emergenze prevedibili e prevenibili che ci costano migliaia di euro in danni al patrimonio edilizio e rurale e decine di vite umane dal valore inestimabile.

La sorpresa (ma neanche tanto) nell'Italia delle consulenze esterne pagate a peso d'oro è che manca una commissione parlamentare che si occupi del dissesto idrogeologico. Per Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, nel nostro Paese non c'è più il clima per un programma di difesa del suolo.

In Umbria per un sopralluogo, a seguito delle devastanti alluvioni che hanno colpito la regione nei giorni scorsi, Graziano ha commentato lo scenario di distruzione che si è presentato davanti ai suoi occhi, sottolineando le responsabilità umane della tragedia:


Lungo la valle del Fiume Paglia sembra di percorrere le sponde di un grande lago che maschera completamente il reticolo idrografico. In realtà è esondato il fiume ed i suoi affluenti. Quello che fa più male è vedere i capannoni industriali e diverse case immersi in due metri d’acqua. È il segno evidente di un territorio malato, impreparato ad eventi meteorici un po’ più severi. Da tempo invochiamo che si possa ricostituire il clima degli anni ’80, che portò al varo di una legge organica di difesa del suolo, figlia dei lavori parlamentari della Commissione De Marchi. Oggi non c’è più quel clima.

Graziano chiede al Ministro dell'Ambiente Corrado Clini di istituire una commissione che si occupi del dissesto idrogeologico. I costi di un piano di prevenzione si aggirano attualmente sui 40 miliardi ma il rischio è che il conto aumenti se si continua a rimandare gli interventi di messa in sicurezza del territorio. Non si può pensare di costruire le grandi opere su un territorio che fa acqua da tutte le parti. D'altra parte, per ogni euro investito in prevenzione se ne risparmiamo almeno dieci in emergenze. Ma anche questo, evidentemente, è un calcolo da bambini, troppo complesso per i Governi tecnici.

Foto | © Getty Images

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