Discarica di Albano Laziale, si dimette l'amministratore di Pontina Ambiente

La vasta inchiesta della magistratura romana sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti nel Lazio, che coinvolge anche la discarica di Roncigliano ad Albano Laziale (Rm), ha mietuto le prime vittime: l'amministratore di Pontina Ambiente, società del gruppo Co.La.Ri. (il consorzio dei rifiuti facente capo al proprietario di Malagrotta Manlio Cerroni), ingegnere Francesco Rando si è dimesso.

Pontina Ambiente Srl è la società che gestisce la discarica di Roncigliano: Rando, amministratore unico, ha rassegnato le sue dimissioni ieri sera

allo scopo di consentirmi la più ampia libertà di difesa e, comunque, di non prestare il fianco a ulteriori capziose illazioni

ha spiegato in una nota lo stesso Rando, storico braccio destro di Manlio Cerroni, che se rinviato a giudizio dovrà difendersi dalle accuse di associazione a delinquere, estorsione, truffa e traffico illecito di rifiuti.

Le dimissioni irrevocabili di Rando sono un ulteriore tassello nel grande caos dei rifiuti nel Lazio, che vede Malagrotta sotto la lente d'ingrandimento dell'Ue e della Procura di Roma, non tanto per gli illeciti che sarebbero stati commessi nella discarica di Albano Laziale, quanto più perchè ad essere coinvolti sono lo stesso Rando (collaboratore storico di Manlio Cerroni, amministratore unico anche della E Giovi Srl, società che gestisce la discarica di Malagrotta, interlocutore istituzionale in materia relativamente al monopolio, di fatto, garantito fino ad oggi a Co.La.Ri.) e la Pontina Ambiente Srl (una società della "galassia" Cerroni).

La presunzione d'innocenza impone di andarci con i piedi di piombo, ma altrettanto dovrebbe fare il sindaco Alemanno quando torna a parlare dell'inceneritore di Albano, un impianto fortemente voluto da Cerroni (che con i rifiuti e l'incenerimento ha costruito un vero e proprio impero) ma osteggiato dal Comitato No Inc e da alcuni sindaci della zona; ha spiegato Alemanno che

Si sta faticosamente procedendo nell'ambito del consorzio Acea-Ama-Colari. Viste le difficoltà che questo consorzio sta avendo, anche superato il problema della giustizia amministrativa, si è scelto di farne una società a maggioranza Ama.

Accuse di tale gravità imporrebbero ad un amministratore pubblico più attenzioni, anche perchè il privato in questione gestisce da anni, con modalità più o meno oscure (ma con ricadute tutte sulla cittadinanza), numerose discariche ed impianti di trattamento ed incenerimento.

Come spiegato da Daniele Castri del Comitato No Inc

soltanto attraverso la condivisione e la circolazione di questo genere di informazioni è possibile uscire, realmente, dal monopolio attuale di gestione e chiusura del ciclo dei rifiuti ancora legato all’avvocato Manlio Cerroni ed ancora basato su raccolta indifferenziata, discariche ed inceneritori.

Via | TellusFolio
Foto | Differenziati.com

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