Legambiente partecipa all’evento “caccia e ambiente” (di cui parlavamo a proposito delle cartucce senza piombo) con un intervento a favore della canapa tessile.
Evidentemente Legambiente non rifiuta di confrontarsi con i cacciatori (mi sarei stupita della presenza della LIPU o di chi si batte per escludere i cacciatori dalle aree di pregio naturalistico) ed evidentemente pensa di poter far presa su un target che, bene o male, conosce un minimo la natura per esperienza diretta.
L’argomento scelto per l’approccio non e’ di gestione del territorio, conservazione della fauna o altro: hanno scelto di parlare di moda, di tradizioni, di canapa.
Nel comunicato ufficiale leggo che: “Cinquant’anni fa eravamo tra i primi produttori al mondo di canapa tessile di qualità. […] La canapa tessile si produceva, si tesseva e infine entrava in un comparto, quello sartoriale, ancora ben lontano dai fasti industriali dell’oggi e dalla globalizzazione. […]
L’abbandono delle campagne, la difficoltà e gli alti costi di manodopera, le caratteristiche di microproduzione l’hanno poi fatta dimenticare, fino a quando Legambiente, Arsia Regione Toscana e un manipolo di piccole aziende agricole bio, hanno iniziato un lento lavoro di riscoperta e di salvaguardia di una biodiversità così preziosa.”
A fare da modelli, indossando abiti di canapa, saranno: Ermete Realacci, Presidente Onorario di Legambiente, Luigi Rambelli, Presidente di Legambiente Turismo, Nino Morabito, della Segreteria Nazionale, Piero Baronti e Beppe Croce, rispettivamente Presidente Regionale e membro della Segreteria Regionale Toscana.
harlock
04 set 2007 - 08:23 - #1e ora siamo appunto gli ultimi, io giro già con portafogli, portachiave e borsello in canapa.
L’idea di legambiente mi sembra ridicola: è off-topic discutere con i cacciatori di come vestirsi, anche perchè mai esisterà una giacca in canapa in grado di competere con tessuti traspiranti come gore.
Punterei piuttosto a diffondere il tessuto di canapa in tutti quei modelli senza alcuna specifica tecnica: Jeans, pantaloni, gonne, t-shirt ecc, vestiti di tutti i giorni insomma.
I cacciatori, per quanto mi riguarda, dovrebbero andare in giro in mutande visto che si professano come i più integrati con il mondo naturale.
vagabonda
04 set 2007 - 08:28 - #2concordo con Harlok in pieno!
paolo_G
04 set 2007 - 08:57 - #3Sei sicuro che il Gore sia un tessuto?
Sei sicuro che i tessili “standard” siano totalmente privi di capacità tecniche?
Mi sa che non lavori tanto nel settore tessile……
Sai cosa comporterebbe l’adozione di fibre lignee nei capi?
Ah, dimenticavo….. ma forse non vorresti anche evitare di usare prodotti derivanti dal petrolio?
Gianca77
04 set 2007 - 09:01 - #4Quotissimo Harlock.
Io faccio parte di quelli che vorrebbe escludere i ccciatori dal genere umano pensante…
@paolo_G
arriva al dunque…illuminaci…
chube
04 set 2007 - 09:57 - #5Sarebbe molto meglio se i cacciatori se la fumassero la canapa. Più tranquilli e rilassati potrebbero rendersi conto di quanto sia ridicolo ed insostenibile il loro modo di vivere.
La canapa è stata eradicata dal territorio per la sua utilità. Troppo versatile, troppo economica, avrebbe danneggiato la fiorente industria chimico/petrolifera del boom economico. Adesso ci si rende conto che si è sbagliato ma l’ottusità politica, i pregiudizi, l’ignoranza ed il qualunquismo della casta governante ne impedisce in ogni modo il suo ritorno.
harlock
04 set 2007 - 10:25 - #6Paolo_G, certo che non sono nato imparato, come si suol dire. il gore è un tessuto nel senso che le fibre di PTFE espanso sono tessute insieme e tra loro hanno fori che non permettono il passaggio di acqua ma di vapor acqueo si, per questo è traspirante e impermeabile.
sulle fibre ligne nei capi, non capisco la domanda: la canapa non è legno di noce, il tessuto può essere anche più morbido del cotone e oltretutto non si allunga. In più per la coltivazione la canapa non necessità di grandi quantità di fertilizzanti e schifezze varie..
Vorrei si evitare di usare prodotti derivati dal petrolio, ma se fossero derivati dal riciclo o da biofibre tipo ingeo?
Andando in montagna ti confesso che un maglione in lana è romantico ma un micropile polartec è assolutamente comodo.
Ma l’abbigliamente tecnico da montagna non arriverà neanche al 5% del totale di capi di abbigliamento utilizzati dalle persone, sbaglio?
sean
04 set 2007 - 10:33 - #7Ma che fanno? Legambiente e i cacciatori si fumano il calumet della pace? :D
@paolo_G: che ne dici di essere piu’ propositivo? A me interesserebbe avere risposte alle domande che poni. Un commento un po’ esteso? Un post da pubblicare qui su Ecoblog? Grazie!!
da88
04 set 2007 - 23:32 - #8D’accordo con Chube.
La coltivazione di canapa è stata scoraggiata/eliminata in occidente proprio per la grande versatilità, è possibile produrre infatti fibra, carta, farmaci, combustibile!!!!
Cresce velocemente ed ha limitate necessità di cure.
Qualcuno la considera l’equivalente vegetale del maiale, del quale notoriamente non si butta via nulla.
brizio
05 set 2007 - 07:34 - #9@da88
Ford ci aveva pure fatto una T ed era risultata più performante delle sue sorelle in metallo.
hai dimenticato poi l’uso più comune (ad oggi)della canapa ;)
Caccia e incendi
05 set 2007 - 13:05 - #10[…] La caccia riaprirebbe la terza domenica di settembre, ma grazie alla apertura anticipata quasi ovunque, già da questo fine settimana potrebbero sentirsi gli spari. Le uniche zone che avevano deciso di attenersi al calendario nazionale erano Liguria, Piemonte, Sardegna, Trentino Alto Adige e Lombardia (esclusa Brescia). La Sicilia ha sospeso la caccia per preservare quel che resta della fauna, dopo i roghi. A chiedere la sospensione in Sicilia sono state Legambiente e WWF (Legambiente Sicilia non corteggia i cacciatori). […]
InCountry a Bolgheri » Blog Archive »
05 set 2007 - 17:30 - #11[…] Ansa, Corriere della Sera, Corriere Magazine, La Nazione, Il Tirreno, ToscanaTV, Rai3Regione, CinquestelleTV, Il Corriere di Firenze, Il Giornale della Toscana… e una fitta serie di link… grazie a tutti! gotuneed corrieredeiviaggi.com lefeste.net viagginrete.it nove.firenze.it ilcacciatore.com manifestazioni.com viaggintoscana.com eventiesagre.it eventi.toscana.to saimicadove.it intoscana.it 2, 3 turismoequestre.com agriclub.it giroscopio.com newsfood.com buonissimo.org beretta.it mangione.it greenreport.it 2 idrogenews.it 2 ecoblog.it 2 redtram.com agendaonline.it articolo21.info micronat.eu cosacucino.it trovanotizie.com bed-and-breakfast.it viaggiaeassaggia.it newscrawler.it movimentoturismovino.it rivieratoscana.com ganzi.it waytuscany.net yahoo.com acquabuona.com comunicatistampa.net lineatoscana.it […]
paolo_G
06 set 2007 - 00:55 - #12mmmmm….
se proprio volessimo puntualizzare dovrei precisare che innanzi tutto il Gore non è un tessuto ma è una membrana applicata ad un tessuto tecnico, il concetto dei fori comunque è abbastanza corretto;
le fibre lignee sono quelle fibre di origine vegetale che presentano una percentuale considerevole di lignina, in altri termini sono tutte quelle fibre che vengono ottenute dal libro della pianta e, proprio perché tale zona serve da sostegno (e altre caratteristiche più tecniche, come il grado di polimerizzazione) della pianta stessa, sono più rigide (e quindi meno morbide) di altre fibre vegetali derivanti dal seme: parlando in modo spicciolo, tali fibre sono il lino, la canapa, la iuta, l’ortica; mentre l’esempio più classico della fibra da seme è il cotone…. se mi dici che il lino è più morbido del cotone allora……….
Se mi dici inoltre che la coltivazione di canapa sarebbe preferibile rispetto ad altre perchè impiega minori agenti fertilizzanti e/o insetticidi, a questo punto ancora meglio sarebbe l’ortica, che, tra l’altro, storicamente è stata impiegata nel periodo autarchico, ed è stata riscoperta in questi ultimi anni (ormai saranno 5 anni che ne ho sentito parlare in giro) sto anche cercando di promuoverla a livello di produzione per abbigliamento, ma purtroppo non riesce ad avere un gran successo….
Altra leggenda metropolitana da sfatare: non tutte le fibre man made derivano dal petrolio, le fibre chimiche (rayon acetato, cupro, viscosa, le fibre di bamboo, lo stesso ingeo etc.) derivano da un processo chimico che ha come base di partenza le fibrille di cotone (per il rayon) o di altre sostanze cellulosiche, solo hanno il piccolo problema che devono essere impiegati una quantità di solventi impressionante… attualmente il processo di produzione è stato ottimizzato per cui non rimangono tracce chimiche “strane” residue sulla fibra e il processo produttivo rimane pulito nel senso che sono state eliminate le varie dispersioni nell’ambiente.
in conclusione devo ammettere che ho l’impressione che molto spesso sia facile fare del moralismo, ma in realtà non si conoscono bene tutti i retroscena dei quali, in maniera involontaria, spesso siamo vittime/responsabili.
Non credo che la verità sia simile ad un film di Al Gore….