Dopo il post sulle mense delle scuole di Firenze, torniamo a parlare di acqua da bere.
L’occasione ce la lanciano i nostri amici di Gadgetblog con questo purificatore d’acqua. Si tratta di una borraccia da 4 litri che, grazie ad un processo chiamato SODIS (Solar Water Disinfection), sarà depura l’acqua da batteri come colera, epatite A e dissenteria. Sono necessarie circa 6 ore per una purificazione profonda.
Ovviamente l’uso è consigliato in paesi esotici ma chissà se la Solar Bottle potrebbe essere presa in considerazione anche qui da noi al posto delle “solite” acque minerali. Un discorso ancora tutto teorico ed ipotetico visto che, come leggiamo, non è stata annunciata la data ed il prezzo di vendita.
Altre immagini su Inhabitat.com .
chube
04 set 2007 - 12:49 - #1Sinceramente la trovo una soluzione utile nei paesi dove l’acqua potabile non è disponibile oppure per escursionisti in zone impervie dove non ci si può rifornire di acqua pura. Fortunatamente in Italia l’acqua pubblica riesce ancora a fornire (nella quasi totalità dei casi) un prodotto batteriologicamente puro.
Pensarla come alternativa alle “bottigliette” mi pare una forzatura, decisamente un gadget e come tale alquanto superfluo al quale preferisco la buona vecchia caraffa di vetro.
Per capire come funziona il trattamento “SODIS” si può leggere il seguente articolo (link). Dove viene indicato che qualsiasi contenitore di plastica PET (ideali le bottiglie da 1.5/2L dell’acqua) può essere utilizzato per il processo.
roberto
04 set 2007 - 13:32 - #2concordo con chube, in effetti da noi il sistema è abbastanza inutile, al massimo il gusto sarà pessimo (ma basta lasciar evaporare il cloro mettendo l’acqua in una bottiglia senza tappo), ma di batteri del colera neanche l’ombra.
Proust
04 set 2007 - 13:42 - #3Chube:
molto interessante, ma non capisco una cosa:
nei sistemi di produzione di acqua calda sanitaria coi pannelli solari uno dei fenomeni che più vanno evitati è la “stagnazione”, cioè l’accumulo di acqua a temperature superiori ai 65-70° perchè si verifica la proliferazione batterica (Legionella in primis). Qui mi si dice che lo stesso principio (scaldare l’acqua a più di 50° “con il tappo”) ha scopo battericida…
sono quelli dei pannelli solari che cercano di rubarmi soldi facendomi installare sistemi anti-stagnazione? Oo
tornando all’articolo, sarebbe molto comodo sviluppare lo stesso principio in scala più grande per poter servire nuclei familiari o piccole comunità, 4 litri sono pochini…
roberto
04 set 2007 - 14:29 - #4credo che siano due cose diverse. nella disinfezione solare fanno da catalizzatore la luce solare e il calore. il calore da solo invece è l’unica cosa che riceve l’acqua in un pannello solare termico.
è l’azione combinata di calore e radiazioni solari ad inattivare batteri virus e parassiti
ice
04 set 2007 - 14:34 - #5la temperatura fa da calizzatore e i raggi ultravioletti, tanto dannosi per la nostra pelle….proprio perche in grado di penetrare la parete cellulare e intaccare direttamente il dna e rna nucleari fanno il resto
Proust
04 set 2007 - 14:55 - #6mmm no perchè dicono che funziona anche col vetro che però filtragli UV.
credo che sia riferito alla concentrazione di ossigeno che fa “ossidare” i batteri, nella bottiglietta chiusa c’è dell’ossigeno dell’aria più si aggiunge quello che il calore fa liberare dall’acqua e la concentrazione raggiunge i livelli letali per le bestiole. nel serbatoio dell’acqua sanitari, per quanto sia chiuso probabilmente l’aria risale dal tubo e quindi non si crea questa “pressione di ossigeno”…credo almeno…
harlock
04 set 2007 - 15:00 - #7e la novità dove sarebbe? ecoblog ha già pubblicato un post sulla depuarzione dell’acqua lasciata in bottiglie di plastica al sole per 6-8 ore e la pratica è abbastanza diffusa nelle bidonville di mezzo mondo dove l’acqua potabile è più rara della criptonite.
brizio
04 set 2007 - 15:06 - #8@Proust
non mi è chiaro il discorso sulla stagnazione negli impianti solari termici, la legionella sopra i 70 gradi? e con i bollitori tradizionali come ci si comporta?
brizio
04 set 2007 - 15:12 - #9La luce solare non dovrebbe favorire lo sviluppo di alghe ed eventuali batteri? e non c’è il rischio che raggi e calore “catalizzino” i polimeri del contenitore rilasciando qualcosa di spiacevole?
Non ci capisco nulla…
Proust
04 set 2007 - 15:20 - #10Brizio: non è una cosa immediata naturalmente, solo bisogna stare attenti a dimensionare bene l’impioanto, se fai un accunulo da 3000 litri quando ne usi 100 al giorno tutto il resto “stagna” e ribolle tipo brodo primordiale, se dimensioni bene e fgai un accumulo da 150 litri va bene.
altra situazione è se te ne vai in vacanza per una settimana…il circuito solare continua ascaldare la stessa acqua e i batteri fan festa. i sistemi anti stagnazione sono: fermare le pompe del circuito solare una volta raggiunti i 60-65° (ma poi bolle il fluido nei pannelli e non è bello) o dissipare il calore in eccesso con una serpentina sotterranea o altre cosette simili ;)
roberto
04 set 2007 - 15:29 - #11infatti brizio nel documento che ci ha segnalato chube si parla del’effetto del calore sulle bottiglie di plastica. viene consigliato il pet invece del pvc ma in generale non è tutta salute.
chube
04 set 2007 - 15:44 - #12@Proust: non sono un chimico, quindo prendo per buone le indicazioni della protezione civile. Se vi è sufficiente ossigeno nell’acqua il riscaldamento al sole provoca la formazione di acqua ossigenata e radicali liberi (mmm sarà salutare?). In pratica, si prende la bottiglia, la si riempie per 3/4 e si agita per “ossigenare” l’acqua, lasciando la bottiglia per 4-5 ore sotto sole intenso si dovrebbero ridurre di un fattore 10^3 la concentrazione di colibatteri ed in parte quella di virus.
Come indicato chiaramente, si tratta di un processo di emergenza, l’acqua prodotta non è pura, meglio bollirla prima dell’utilizzo, ma in assenza di altri mezzi può salvare la vita.
Per i pannelli solari non saprei, non ne ho esperienza, purtroppo.
@Harlock: è vero, se ne era già parlato. Suppongo che la differenza stia in prodotto realizzato ad hoc. Ma sulla cui diffusione pratica nel nostro paese dubito.
@brizio: per le alghe credo ci voglia più tempo, per la catalizzazione dei polimeri ci ho pensato pure io e credo avvenga ma sia trascurabile considerandone la funzione salvavita.
roberto
04 set 2007 - 15:49 - #13@Proust #6, il vetro filtra gli uv ma non totalmente. una parte passa comunque, poca ma evidentemente basta a purificare l’acqua, forse ci vuole solo (molto?) più tempo.
la butto lì, non ci son stato troppo a pensare: verniciare la bottiglia di nero? aumenterebbe l’assorbimento del calore, il tempo necessario diminuirebbe.
harlock
04 set 2007 - 16:29 - #14@ Brizio, @ Proust, nei moderni accumulatori l’acqua sanitaria che esce dai rubinetti non resta stagnante: quando apri il rubinetto rosso l’acqua scorrendo in una serpentina all’interno dell’accumulatore si riscalda e arriva alle tue mani.
l’acqua del bollitore viene riscaldata da quella proveninte dai pannelli (ma anche questa ha un suo circuito chiuso).
io la sapevo cosi, rischio batteri e legionella quasi zero (niente è impossibile).
Proust
04 set 2007 - 16:43 - #15si, sono sistemi moderni (e ancora poco diffusi per via dei costi) che hanno un serbatoio intermedio che funziona da “volano termico” in cui ci sono le due serpentine: quella solare che cede calore all’acqua e quella dell’ACS che preleva calore per portarlo alle utenze.
è adatto per piccole applocazioni, ma per ora non ci sono in commercio sistemi così per grandi impianti dove è necessario accumulare tutta l’acqua calda per le docce (tipo gli spogliatoi delle paleste, gli alberghi etc.) per cui si usa ancora il sistema tradizionale col boiler ad accumulo con dentro la serpentina solare ;)
sto facendo una tesina su queste cose, ormai so tutto! 8)
gianlkr
04 set 2007 - 16:53 - #16@Harlok #7: e infatti nel post c’era il link. Ciao!