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Uragani influenzati dall'effetto serra

Pubblicato: 05 set 2007 da Domenico Messina

Commenti dei lettori

Uragano Felix e riscaldamento globale. Foto NASAA sole due settimane dal passaggio di Dean, è nuovamente allarme rosso sulle coste dell’America centrale per la presenza di Felix, un nuovo uragano classificato in categoria 5, la più alta della scala Saffir-Simpson, dal Centro nazionale degli uragani di Miami. Dopo aver colpito Honduras e Nicaragua si sposterà sulle coste del Guatemala, Belize, Chiapas e basso Yucatan, si prevede quindi che compierà esattamente lo stesso percorso del suo predecessore. Le stesse, inoltre, sono anche le cause che ne hanno permesso la nascita e che fanno pensare a previsioni sul futuro tutt’altro che rosee.

Per formarsi, infatti, un uragano, ha bisogno di una temperatura delle acque che sia superiore ai 26,5 °C a una profondità di almeno 50 m, una perturbazione meteorologica preesistente e una distanza di circa 10° o più in latitudine dall’equatore, in modo che l’effetto Coriolis sia abbastanza importante da innescare la rotazione del ciclone.

Kevin Trenberth, capo della sezione Analisi climatiche del National Center for Atmospheric Research di Boulder, in Colorado spiega che: “Il riscaldamento globale sta creando condizioni particolarmente favorevoli allo sviluppo di uragani che diventeranno via via sempre più potenti”. Causa principale di questi disastri ambientali è quindi il surriscaldamento delle acque oceaniche che, come se non bastasse, assorbono sempre una quantità minore di anidride carbonica, perché ormai completamente sature e maggiormente acide, portando così ad un incremento sempre maggiore dell’effetto serra.

David Battisti, esperto di scienze atmosferiche alla University of Washington, afferma che: “La Terra sta trattenendo più energia e tutta quest’energia dev’essere dispersa in qualche modo”, quindi a causa dell’effetto serra non solo vengono incrementate le possibilità di uragani e cicloni più violenti e più intensi nelle zone continuamente colpite ma nuovi Paesi mai attaccati potrebbero esserlo in futuro. Prova di questa teoria l’abbiamo presto avuta con il ciclone Catarina che ha investito il Brasile a marzo dello scorso anno e con Juan che si è abbattuto sul Canada nel 2003.

Via | WiredNews

[Domenico Messina]

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di planetx

    planetx

    05 set 2007 - 11:33 - #1
    1 punto
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    Per la serie…. scoperta dell’acqua calda… >_>

  • Profilo di Proust

    Proust

    05 set 2007 - 11:39 - #2
    -1 punto
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    già…

    ma poi qualcuno mi spiega perchè al telegiornale fan vedere sempre e solo le immagini degli uragani negli stati uniti? tutti quei paesi citati nell’articolo non se li fila nessuno… sarà che se muore la gente li o gli vola via la casa fa meno impressione (o meno “share” come preferite tanto è uguale)? :S

  • Berto

    05 set 2007 - 12:20 - #3
    0 punti
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  • Profilo di Gianca77

    Gianca77

    05 set 2007 - 12:59 - #4
    2 punti
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    Proust, perchè fai domande retoriche..? ;-p

  • Profilo di stever

    stever

    05 set 2007 - 13:32 - #5
    0 punti
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    veramente è un pezzo che non è piu’ Cat5…vedi:
    http://tsr.mssl.ucl.ac.uk/tracker/dynamic/N.html
    e non ha copiato molto l’itinerario di Dean (che ho seguito ora per ora visto che mi trovavo da quelle parti) Ad esempio Dean ha toccato la costa Sud della jamaica mentre questo è subito passato molto più a sud (oltre ad essere nato molto più a Ovest)

  • Profilo di Proust

    Proust

    05 set 2007 - 14:37 - #6
    -1 punto
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    c’è anche da dire che sti uragani fanno un sacco di danni perchè gliene danno la possibilità eh! quando gli Americani cominceranno a costruire le case di mattoni con delle fondamenta decenti al posto che comprarle su internet e montarle sul prato non rischeranno di farsela portar via dal vento…

    quando l’anno scorso ci fu l’uragano in Normandia, grande allarme mentre si avvicinava, tutti si aspettavano una catastrofe, gli americani dicevano: “in Europa non sono abituati, moriranno tutti!”… caduto qualche albero, un po’ di finestre rotte, qualche cartellone da rimettere a posto e poco più…

  • Profilo di Oberon

    Oberon

    05 set 2007 - 14:52 - #7
    1 punto
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    Mai visto “the day after tomorrow”? Beh questa serie di uragani credo sia una buona premessa…

  • Profilo di Proust

    Proust

    05 set 2007 - 17:11 - #8
    -1 punto
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    liberissimi di scegliere i soldi dell’assicurazione e perdere la casa ogni 3 anni, ma che poi non vengano a dirci che sono flagellati dagli uragani.

    quelli per cui davvero non si poteva fare nulla che avrebbero portato via anche un bunker (tipo katrina) sono stati pochissimi, molti meno dei servizi in tv…sono stati eventi catastrofici avvenuti con la stessa frequenza con cui da noi ci sono i vari Vajont, terremoto del Friuli, eruzioni dell’Etna, l’Arno a Firenze etc…
    per tutti gli altri se la sono cercata (o come ti piace dire: hanno “scelto” di cercarsela).

  • Profilo di Proust

    Proust

    06 set 2007 - 07:52 - #9
    -1 punto
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    :S
    era in senso figurato…
    volevo dire che passano un sacco di servizi in tv con immagini di danni che, nella maggior parte dei casi -sempre secondo il mio modesto parere- sarebbero evitabili costruendo le cose in modo più solido.

    p.s. togliere un punto a tutti i commenti che ho inserito negli ultimi 3 mesi perchè non concordi con me su un argomento non è molto corretto.

  • Profilo di leccaleccablu

    leccaleccablu

    06 set 2007 - 15:14 - #10
    0 punti
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    Proust sono d’accordo con te, si può essere filoamericani o no, ma finchè continueranno ad adottare la filosofia del cogli l’attimo fuggende, vivendo al massimo adesso non curandosi del futuro, piuttosto che limitarsi per il bene della terra e per il futuro, non tarderanno a rendersi conto di conto di quando questo futuro è attuale