4 ragazze in accappatoio fermano gli automobilisti milanesi e cercano di convincerli a usare meno la macchina e più le biciclette.
Cercano anche di convincere altre studentesse ad unirsi nella crociata ambientalista, riempiendo i semafori urbani di ragazze in crociata contro lo smog. Non si sa che altro avessero sotto l’accappatoio, a parte i tacchi a spillo.
Di certo hanno avuto l’idea di sfruttare la loro femminilità per “veicolare” un messaggio. Qui si riapre la questione suscitata dall’intervista a Francesca Pratali. Una bella ragazza fino a che punto può approfittarsi della propria avvenenza per farsi ascoltare? Una bella ragazza deve nascondersi o imbruttirsi se vuole essere presa sul serio?
Non metto in dubbio che le 4 protagoniste del video vestendosi in questo modo abbiano attirato l’attenzione e siano riuscite a farsi ascoltare da un pubblico generalmente impermeabile ai messaggi “ecologici”, ma in che parte l’attenzione che hanno sollevato è diretta al messaggio e in che parte gli interlocutori sono distratti dallo spettacolo insolito?
E se girasse la voce e la gente prendesse la macchina apposta per farsi abbordare dalle ragazze in accappatoio?
Quale è il modo migliore per convincere gli automobilisti a prendere in considerazione mezzi di trasporto alternativi?
Via | Repubblica
carloprevosti
06 set 2007 - 14:42 - #1A me sembra solo una scusa per farsi vedere. Una baracconata di tre sgallettate che hanno visto la lapdance della metropolitana e hanno pensato, facciamolo anche noi…
roberto
06 set 2007 - 14:55 - #2Ok donna in accappatoio, mi hai convinto. domani lascerò l’auto sotto casa.
prenderò l’autobus che non esiste nella mia città. o ricaricherò l’auto/moto elettrica alla colonnina di ricarica che non esiste.
oppure prenderò l’autobus, ricordandomi di non ritardare nemmeno di due minuti, a meno che non voglia portarmi i roller e farmi trainare dall’autobus, causa affollamento.
non basta la bellezza per attirare l’attenzione, c’è bisogno dell’intelligenza per veicolare il messaggio alle persone giuste. messaggio che secondo me doveva essere destinato al comune.
da88
06 set 2007 - 15:06 - #3Le intenzioni probabilmente erano buone, ma non mi pare che il sistema possa funzionare; a meno di non andare in comune a corrompere gli amministratori!!!
Fabio A.
06 set 2007 - 15:41 - #4Per attirare l’attenzione, dei media e della gente, ci sta tutta la ragazza in accappatoio.
Ma non importa se sia bella o brutta, importa solo che sia in accappatoio.
Per quanto riguarda l’intervista a Francesca: da quella foto neanche si capisce se Francesca sia bella o brutta, si vedono solo delle gambe ed si intuisce un fisico asciutto. Basta questo per definire una ragazza “bella”? A mio parere no. La foto poteva starci in quanto Francesca parla di mare, e lì era in spiaggia… E però il risultato è stata una sfilza di commenti alla foto e non all’intervista. Se questo era lo scopo, allora la foto ci stava tutta, altrimenti credo che la strategia vada rivista.
Energia Domani » In accapatoio contro lo sm
06 set 2007 - 16:12 - #5[…] Fonte: EcoBlog […]
Francesca
06 set 2007 - 16:34 - #6Non concordo su quanto scritto in questo post,perchè non trovo il nesso tra quanto viene fatto da queste ragazze e la mia foto.
la mia foto non è per veicolare un messaggio ma è solo una foto che mi rappresenta,poi se ci si vuole per forza vedere dell’altro come è stato fatto, non è stata di sicuro mia intenzione(sta poi di fatto che mi sono presentata prima tramite articoli e solo dopo con una mia foto richiestami).
Comunque questo stare in accappatoio ai semafori può sia essere realmente un modo per farsi ascoltare come un modo solo per farsi vedere.
Io per esempio(anche se alcuni hanno pensato che sono esibizionista)non farei mai quello che fanno quelle ragazze perchè lo trovo un metodo banale e che non servirà proprio a nulla.
Non è cosi che si difende l’ambiente o che puo aiutare a far capire alle persone che le bici sono meglio delle auto,in questo modo si attira l’attenzione si,ma per far fare due risate a chi passa dal semaforo.
Poi questo è un mio parere ma io farei(già lo faccio)ben altro,l’ho sempre detto l’informazione è un arma a doppio taglio se la sai usare bene il manico lo tieni tu,ma se la usi male non ti rimane altro che la lama, e queste ragazze tra un pò di tempo saranno ricordate solo per quelle dell’accappatoio se continuano cosi,perchè purtroppo la mentalità italiana è questa e se vuoi ottnere altro(bella/o o brutta/o che sei)devi parlare,mostrare cio che sai e saper difendere le tue opinioni contro le domande provocatorie.
Lumachina
06 set 2007 - 18:35 - #7Francesca, nel post non si parla delle tue intenzioni ma della “questione suscitata dalla tua intervista”. Sono due cose ben diverse e ben lontane. La “questione” (non la tua foto che nemmeno era menzionata!!!!) e’ che l’estetica di una ragazza attira l’attenzione.
Gianca77
06 set 2007 - 20:36 - #8Quoto roberto, serve una eco-cultura e la possibilità di poterla applicare (infrastrutture).
E quoto Francesca, le due cose nn pigliano ‘na mazza tra di loro
Gianni Stival
06 set 2007 - 20:38 - #9Se ne fai una questione di valori, niente da ridire. Però se ne fai una questione di messaggio questa volta la tua analisi mi lascia decisamente perplesso.
neoclaud
06 set 2007 - 21:17 - #10scusate eh.. ma quanto bigottismo!
Trovate davvero che sia sempre indispensabile usare la formalità, la serietà e la stereotipia per lanciare messaggi di sensibilizzazione?
Beppe Grillo insegna… Approvo qualunque forma di messaggio (purchè nel rispetto degli altri) fatto con originalità, inusualità,creatività e anche scalpore! Brave le ragazze in accapatoio continuate così e speriamo che altre, e perchè no altri, seguano l’esempio!!
roberto
06 set 2007 - 22:09 - #11neoclaud ma quale messaggio??
c’avessero avuto un cartello in mano, un megafono, un discorso più articolato di “basta con le auto”, ti avrei dato ragione. ma non è niente di tutto questo.
avrei fermato gli automobilisti che passavano di lì per chiedergli cosa hanno capito di quello che han detto le tizie.
un appunto sul megafono: quello si che sarebbe uno straordinario mezzo per portare un bel messaggio ecologico serio nelle piazze, tra la gente comune, quella che non ha internet (perchè in tv naturalmente non si parla di ambiente), quella che ha internet ma lo usa solo per cercare le ricette culinarie o il meteo. Piero Ricca e Qui milano libera insegnano.
neoclaud
07 set 2007 - 00:22 - #12Ok Roberto niente cartelli, niente megafono, niente discorsi articolati.
Ma comunque come vedi, questo video gira sul sito di Repubblica e probabilmente su molti altri raggiungendo tanti navigatori e lettori oltre agli automobilisti milanesi.
E’ una piccola e bizzarra iniziativa che sicuramente non amplia le nostre conoscenze intellettive e teoriche ma in bene o in male colpisce a livello emotivo
Allo stato dei fatti viviamo su un mondo pericolante che ha bisogno di risposte efficaci,veloci e di massa.
E l’emotività può giocare il suo importante ruolo.
Ritengo che la discussione intellettuale sia indispensabile ma non basti.
Qua serve anche un forte coinvolgimento emotivo di tutti e queste ragazze lo sanno sennò se ne sarebbero state a casa.
Benvengano i gesti che suscitano emozioni..ogni pensiero o emozione in più che può scuotere le coscienze per me va benissimo.
Naturo
07 set 2007 - 00:43 - #13voglio post veri di gianklr e razzanelli!!!!quelli si che sono seri….
harlock
07 set 2007 - 07:31 - #14se metti una persona seminuda (uomo o donna che sia) o anche solo una sagoma l’effetto che avrai sarà un generale rallentamento del traffico, se poi, come hanno fatto i danesi, le dai anche un cartello magari il messaggio qualcuno lo legge anche.
Lo stesso effetto lo hai con un poliziotto in divisa che ti ferma: lo ascolti (almeno fin che è li con te).
Una ragazza in accappatoio a settembre a milano: fa ridere. se poi il messaggio è che parlare di ambiente dovrebbe essere come fare una doccia fredda per svegliarsi dopo la sbornia, è troppo complicato.
un quotone a francesca.
Gianluca Aiello
07 set 2007 - 09:47 - #15Non vedo perchè una iniziativa fatta per attrarre l’attenzione non possa andare d’accordo con iniziative comunicative più serie. Il mio parere è che debbano essere fatte entrambe. Ne è una dimostrazione l’efficacia delle dimostrazioni organizzate da Greenpeace e Peta che nell’ambito dei loro interessi organizzano spesso iniziative eclatanti giusto per attirare l’attenzione, associando comunque l’iniziativa con un comunicato serio. L’importante è che ci sia una buona capacità organizzativa di queste cose.
roberto
07 set 2007 - 10:03 - #16neoclaud potremmo chiedere di far trapelare la notizia pure su autoblog (ci son molti talebani dell’auto ok, ma è pure il blog più frequentato di tutto questo network se non sbaglio), vediamo cosa ci vedono loro in quel video.
il problema non è tanto se l’iniziativa ha dato un qualche minimo effetto positivo, ma se lo ha dato in negativo.
dalle entrate in scena di vivadiesel s’è scoperto che per lui ambientalista equivale ad abbraccia alberi. quelli che fanno la catena umana davanti alla centrale nucleare e cose così. chissà che brutti episodi ambientalisti ha vissuto per dare una così schietta definizione. non vorrei che “donna in accappatoio che dice basta con le auto” diventi solo un dispregiativo di ambientalista.
poi io non sono un esperto di comunicazione, non ho idea se qualcuno guardando in vetrina un manichino con un accappatoio gli verrà in mente di lasciare a casa la macchina.
Traveller
08 set 2007 - 10:29 - #17Più che queste iniziative ad effetto ci vorrebbero delle compagnie di trasporto pubblico che facessero il loro dovere: io sono un “talebano” dell’ auto, ma molti non usano bus e ferrovie solo perchè non funzionano: esemplare il caso della ferrovia Trento-Malè, doveva essere soppressa, ma il rinnovamento dei treni,l’ impostazione di orari calzanti alle esigenze dell’ utenza, la presenza di spazio fisico nelle carrozze anche nelle ore di punta, una buone manutenzione di mezzi e infrastrutture hanno riportato parecchia gente sul treno.
Poi chi ha i minuti contati preferisce l’auto perchè a percorrere quel tratto impiega un ora contro l’ora e 23 del treno, ma, per fortuna, non tutti hanno quel genere di problemi.
roberto
08 set 2007 - 15:46 - #18chi ha i minuti contati preferisce l’auto, o meglio deve preferire l’auto per forza. Ma anche loro dovrebbero avere diritto di poter usarlo. Perchè il mezzo pubblico deve diventare un qualcosa per privilegiati? I privilegiati che hanno tempo da perdere. prendo l’autobus, ma non voglio perdere tempo ad aspettare un autobus solo perchè è in ritardo o perchè quello che è passato prima era pieno di gente. altrimenti prendo la macchina e la “bolletta” carbon neutral la mando all’azienda dei trasporti pubblici.
ma per fortuna almeno a milano la situazione sta cambiando! biglietti e abbonamenti interurbani sono aumentati di prezzo (nota strategia per promuovere la diffuzione dei mezzi pubblici) e da aprile 2007 Elio Catania è presidente dell’atm mi.
Traveller
09 set 2007 - 10:27 - #19Non mi sono, evidentemente, spiegato: il trasporto pubblico *non deve* essere una risorsa per privilegiati, anzi. Volevo solo sottolineare la pessima gestione dei mezzi collettivi, portata avanti in passato secondo logiche clientelari e ora secondo logiche di profitto (ancora peggiori delle precedenti!).
Poi si sa che l’ automobilista è un fetentone che vorrebbe la strada tutta per lui e gli altri su autobus e treni… :lol