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No alla torcia al plasma

Pubblicato: 07 set 2007 da lumachina

Commenti dei lettori

Su ecoblog abbiamo parlato parecchio di smaltimento di rifiuti, inceneritori, termovalorizzatori, pirolizzatori
e delle nuove tecnologie in materia. Ora un lettore (Enzo) ci segnala una protesta contro un impianto che sfrutterebbe una torcia al plasma per “termovalorizzare” i rifiuti.

Ciao a tutti,
voglio condividere con voi quello che sta accadendo nella mia bellissima Marsica, zona situata nel cuore dell’Abruzzo, a confine con aree protette come il Parco Nazionale di Abruzzo e Molise, riserva naturale del Salviano e Parco Sirente-Velino.

La fondazione MIRROR, creata da MICRON TECHNOLGY, ha chiesto al comune di Luco dei Marsi (l’Aquila) l’approvazione del seguente progetto: “Sistema integrato di servizi ecocompatibili” comprensivo di 4 impianti tra cui un sistema di smaltimento dei rifiuti con torcia al plasma. Il tutto per una estensione di 400 000 mq.

Cos’è un impianto di torcia al plasma?
Si tratta di una tecnologia innovativa e relativamente pulita, se paragonata ai vecchi e, ormai obsoleti, impianti di smaltimento dei rifiuti. Rispetto ad un classico inceneritore, questo impianto utilizza un processo in cui grazie al plasma, ovvero un gas ionizzato che ha la caratteristica di condurre elettricità, i materiali vengono scomposti e ridotti a molecole più semplici e inerti. Le temperature elevate a cui l’impianto lavora eliminano la possibile immissione di sostanze altamente nocive come la diossina, i furani e per quanto riguarda i metalli pesanti, questi vengono vetrificati e smaltiti in altro modo. È da aggiungere ancora che tutto questo processo ci consente di recuperare energia. Ottima cosa vero? Peccato che la storia non ci venga raccontata tutta.

Nonostante tutte le belle chiacchiere, rimane il fatto che questi impianti producono fumi che vengono immessi nell’aria e per quanto puliti o innocui possano essere, non è da escludere che le molecole contenute negli stessi possano ricombinarsi con gli elementi e i gas già presenti in atmosfera, innescando reazioni chimiche che possono dar luogo a quello che tecnicamente viene definito inquinamento indiretto. Purtroppo essendo impianti di nuova generazione, non esistono ancora studi scientifici e medici volti a capire quali saranno le reali conseguenze di questi processi di trasformazione. Cari Nonni ricordate quando negli anni ’50 venne messo in commercio il DDT? Che grande scoperta fu, ma poi cosa è successo? A distanza di 30 anni questo composto chimico, tanto utile e miracoloso, si è rivelato in realtà una combinazione letale per la salute dell’uomo. Con l’impianto della torcia al plasma succederà lo stesso.

Qui si pretende che la Marsica faccia da cavia ai “signori” delle grandi multinazionali. Secondo studi, confermati dal nostro illustre Prof. Francesco Recchia (oncologo), le elevate temperature a cui l’impianto lavora fanno sì che vengano immesse nell’atmosfera polveri talmente sottili (nanopolveri) che una volta entrate nell’organismo riescono ad attraversare le membrane cellulari e causare gravi danni come malformazioni fetali, gravi allergie e malattie del sangue. Cosa sarà del nostro Fucino? È giusto contribuire ulteriormente al suo degrado? Gli agricoltori non avrebbero più di che lavorare, poiché nessuno comprerebbe più prodotti “altamente inquinati”.

Teniamo presente che il sito in cui l’impianto dovrebbe sorgere rappresenta una ricchezza da un punto vista storico, non dimentichiamoci dei nostri “Cunicoli di Nerone” testimonianza del grande ingegno romano, o degli scavi archeologici situati nel comune di Luco dei Marsi. Consideriamo anche che la nostra è una zona sismicamente attiva…vi lascio immaginare quali potrebbero essere le conseguenze nel caso in cui si possa verificare un altro evento sismico di rilevante intensità. L’impianto in questione ha dimensioni talmente grandi da renderlo unico al modo, e diverrebbe centro di smistamento dei rifiuti nazionali, ma anche internazionali.

Inoltre durante le mie ricerche, ho potuto constatare come impianti di torcia al plasma siano poco impattanti per la comunità, quando le loro dimensioni sono ridotte a qualche centinaio di metri quadri…nel nostro caso, invece parliamo di un impianto che avrà una estensione di 400.000 mq.

Le motivazioni per dire di NO all’impianto sono molte ed elencarle tutte in questa mia lettera non è cosa semplice, tuttavia ognuno di voi le troverà e valuterà, ma è chiaro che la prima cosa che ognuno di noi ha a cuore è la salute (la mia zona presenta un elevata percentuale di casi di tumori, teniamo presente che qui abbiamo impianti della portata del Telespazio e la stessa Micron Technology). Quando si parla di progresso, si parla di un qualcosa che deve andare a beneficio dell’umanità. La Marsica è una Terra bella e forte e non dobbiamo permettere che per il benessere di pochi, venga compromesso il futuro nostro e dei nostri figli.

Vi prego di sostenerci con ogni mezzo a vostra disposizione.

Ciao a tutti Sefora

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50 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di harlock

    harlock

    07 set 2007 - 08:21 - #1
    6 punti
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    già, ora già leggo chi dopo di me parlerà di NIMBY e balle varie…
    incenerire rifiuti è e resterà sempre uno spreco di risorse. Perchè i rifiuti, se prodotti bene e raccolti meglio, sono la materia prima per nuovi materiali.
    Oltre all’aspetto storico-culturale non dimentichiamoci il gran numero di parchi e riserve naturali della marsica, il più conosciuto è il (stentato) parco nazionale dell’abbruzzo. Il tutto perchè evidentemente il progresso del passato ha fortemente minacciato l’ambiente e si è sentito il bisogno di proteggerlo, sopratutto un animale, l’orso marsicano appunto, endemico, di cui dovrebbero restare 50-80 esemplari.
    Il progresso non deve sempre far rima con profitto.

  • Profilo di Proust

    Proust

    07 set 2007 - 08:38 - #2
    2 punti
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    solo un paio di domande:

    attualmente i rifiuti della zona dove finiscono? come vengono trattati?

    “Purtroppo essendo impianti di nuova generazione, non esistono ancora studi scientifici e medici volti a capire quali saranno le reali conseguenze di questi processi di trasformazione”
    sbaglio o è un problema intrinseco di qualsiasi invenzione? anche quelle buone.
    e poi dici “Secondo studi, confermati dal nostro illustre Prof. Francesco Recchia…” non capisco.

    affermare che un nuova tecnologia sarà certamente nociva è -a mio avviso- miope tanto quanto affermare che sarà sicuramente non dannosa.

  • Profilo di Alessio Proietti

    Alessio Proietti

    07 set 2007 - 09:28 - #3
    1 punto
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    E quindi quale sarebbe la soluzione?

    Ormai sento solo parlare di cosa non va bene e mai qualche proposta costruttiva!

    Di tutti i rifiuti che ogni giorno generiamo cosa ne dovremmo fare?

  • Profilo di harlock

    harlock

    07 set 2007 - 09:42 - #4
    4 punti
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    1. produrne meno (non solo noi utenti finali, anche le aziende produttrici: meno imballo e maggior uso di materiali riciclabili)
    2. riciclarne di più
    3. sprecare meno
    4. studiare di più. (riferito allo studio della filiera dei rifiuti e all’individuazione dei punti critici su cui agire)
    5. fare ognuno la propria parte con scelte e comportamenti.

  • Profilo di Proust

    Proust

    07 set 2007 - 10:02 - #5
    -1 punto
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    Harlock:

    quello sicuramente è il futuro e ciò a cui tutti dobbiamo puntare, ma non è attuabile da un giorno all’altro, sarà un processo graduale che in parte è già cominciato (basti pensare a 15 anni fa, era molto peggio)

    per questo chiedevo che fine fanno i rifiuti ora: magari c’è già una differenziata all’80% nella zona e mettere un inceneritore al plasma serve solo a far guadagnare qualcuno presumibilmente sulla pelle di chi respira le emissioni, ma magari in quegli sessi 400 000 metri quadrati adesso ci sono una dozzina di discariche putriscenti e maleodoranri per cui l’inceneritore al plasma sarà una soluzione, non certo definitiva, ma fortemente migliorativa.
    tutto è relativo. ;)

  • Profilo di AXE

    AXE

    07 set 2007 - 10:14 - #6
    1 punto
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    quoto 2 e 3, ovvio che bisogna riciclare il + possibile e produrne meno ma di quelli prodotti cosa ne facciamo ? Non dobbiamo cercare la soluzione ideale a impatto 0 ma il male minore altrimenti finiamo tutti come napoli.

  • Profilo di AXE

    AXE

    07 set 2007 - 10:17 - #7
    1 punto
    Up Down

    riguardo al ddt ho letto che il suo bando in africa ha fatto risparmiare centinaia di morti x tumore ma ne ha causate molte di più a causa della malaria…..
    Non so se sia vero però fà pensare al fatto che la vita è molto complessa e qualsiasi cosa fai ha delle conseguenze.

  • Profilo di Alessio Proietti

    Alessio Proietti

    07 set 2007 - 10:21 - #8
    2 punti
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    @harlock: Io parlo del presente, cosa ne facciamo dei rifiuti prodotto ora?

  • Profilo di Gianca77

    Gianca77

    07 set 2007 - 10:35 - #9
    0 punti
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    quoto harlock al 100%

  • federicos

    07 set 2007 - 10:43 - #10
    0 punti
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    Sono favorevole all’idea rivoluzionaria di eliminare i rifiuti mangiandoceli sotto forma di allegri polpettoni conditi con maionese: a ognuno il suo pattume, a ognuno il suo polpettone.
    E se poi si volessero praticare virtuose contaminazioni di pattume, ce lo si potrebbe scambiare, già cucinato, coi vicini, scoprendo così nuovi arditi sapori!

  • Profilo di Alessio Proietti

    Alessio Proietti

    07 set 2007 - 10:44 - #11
    1 punto
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    @Gianca77: Giro anche a te la domanda fatta ad Harlock…

    ..dei rifiuti che produciamo ora cosa vogliamo farne?

  • Sefora

    07 set 2007 - 10:50 - #12
    0 punti
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    Rispondo a proust: Per quanto ne so io attualmente ogni piccola industria smaltisce con il proprio piccolo impianto e chi non ne ha li trasporta altrove (sperando che vengano smaltiti legalmente. la Micorn stessa ha un suo impianto di smlatimento, che tra l’altro ha dichiarato di non smantellare ma di lasciare comunque in funzione nel caso di “eventi speciali”. Quindi che vantaggio abbiamo a fare un nuovo impianto? tanto quelli vecchi restano comunque in funzione…a sporco si aggiunge altro sporco.
    per uqnto riguarda la mia affermazione sulla tecnologia nociva, forse mi sono espressa male, ti linco questa pagina così torverai un altro mio appello dove spiego un pò meglio quali sono le mie perpelessità. sarebbe troppo lungo farlo in una pagina dei commenti. forse ti sarà più chiara la mia visione d’insieme. Non sono una paladina che va contro il progresso, anzi al contrario mi sto laureando proprio in un campo volto alla salvaguardia dell’ambiente e alla promozione di tecnologie innovative per smaltire rifiuti e produrre enrgia. Le perplessità sulla torcia al plasma mi nascono da una visione d’insieme sopratutto perchè conosco la Terra su cui dovrebbe nascere l’impianto stesso. E’ la MIA TERRA!!!! e come diceva sempre mia nonna “I muti li capisce la mamma”http://beppegrillo.meetup.com/208/messages/boards/view/viewthread?thread=3491168

  • Sefora

    07 set 2007 - 10:53 - #13
    0 punti
    Up Down

    Scusate faccio un pò di guai ogni tanto. Vi riscrivo meglio il link
    http://beppegrillo.meetup.com/208/messages/boards/view/viewthread?thread=3491168

  • Profilo di Gianluca Aiello

    Gianluca Aiello

    07 set 2007 - 11:01 - #14
    1 punto
    Up Down

    Quoto @harlock e in risposta a chi chiede del presente rispondo che costruire nuovi inceneritori di qualunque tipo siano, vuol dire parlare del futuro visto che ci vuole tempo per costruirli.
    Iniziando fin da ora a realizzare quanto descritto da harlock serve a rendere gli attuali inceneritori sufficienti al fabbisogno e inutili nei prossimi anni. Ma forse è proprio questo che non si vuole ottenere.

  • Profilo di Alessio Proietti

    Alessio Proietti

    07 set 2007 - 11:02 - #15
    1 punto
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    @Gianluca Aiello: Quanto ci può volere a costruire un inceneritore? 5 anni? 10 anni?
    E credi che in questo lasso di tempo avremmo già smesso di produrre rifiuti?

  • Profilo di Larry

    Larry

    07 set 2007 - 11:06 - #16
    2 punti
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    “ricordate quando negli anni ’50 venne messo in commercio il DDT? Che grande scoperta fu, ma poi cosa è successo? A distanza di 30 anni questo composto chimico, tanto utile e miracoloso, si è rivelato in realtà una combinazione letale per la salute dell’uomo. Con l’impianto della torcia al plasma succederà lo stesso.

    da dove ti arriva questa sicurezza?
    cioè se gli “altri” ancora non hanno un’opinione, come puoi tu avere già una certezza?

  • Profilo di Proust

    Proust

    07 set 2007 - 11:12 - #17
    -1 punto
    Up Down

    Sefora:
    ti ringrazio per la risposta cordiale, ho letto quanto hai scritto nel link che hai postato.

    i rifiuti industriali sono una cosa e i rifiuti urbani un’altra, quelli industriali sono quasi sempre smaltiti con metodi differenti da quelli urbani.

    per quanto riguarda gli impianti che la micron terrebbe, dici che non li vuole smantellare, non che continuerebbero a funzionare a pieno regime, da qui deduco che cmq resterebbero autonomi in caso di bisogno (eventi speciali) ma che per il resto si appoggerebbero al nuovo impianto più pulito.
    Non ho i requisiti per dirti se la toricia al palsma sia sicura o meno dal punto di vista tecnologico, però mi piacerebbe sentire anche le ragioni di chi ha progettato l’impianto che probabilmente ha delle competenze che ne tu ne io possiamo pensare di avere.

    ho letto della tua malattia, mi dispiace molto, ma come fai ad affermare che col nuovo impianto la situazione (la più elevata percentuale di casi di tumore) peggiorerà? magari era colpa dei piccoli impianti di smaltimento delle industrie e questo eliminerà il problema, forse ne introdurrà altri, ma non possiamo saperlo.

    in fin dei conti, perdonami, ma non me la sento di condannare una tecnologia e una decisione con così pochi elementi.

  • Sefora

    07 set 2007 - 11:23 - #18
    0 punti
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    hai ragione Larry, nella vita nulla è certo e forse io non dovrei avere queste certezze, ma come qualcuno disse, non si può cogiere un fiore senza turbare una stella”. qui si parla di processi di trasformazione che impolicano comunque e sempre degli impatti, che siano minimi o massimi questo non lo so con cretzza, ma rimane il fatto che la nostra conca a mio parere non può supportare ulteriori offese. Sapevi che la Marsica presenta la più alta percentuale di tumori della regione? Sapevi che qui abbiamo telespazio, Micron e Cartiere Burgo, Lo stesso fucino con i suoi erbicidi e pesticidi… se davvero la torcia al plasma non appesantirà un quadro già critico come il nostro ben venga, ma voglio certezze, non mi va di fare da cavia. tu puoi dare a me e alla Marsica queste certezze? Perchè anche altri ingegneri si sono schierati contro il progetto? Caro Larry, concedi a noi Marsicani il beneficio del dubbio e non criticarci se staimo lottando contro cose più grandi di noi. La nostre paure sono fondate su migliaia e migliaia di motivi più che leggittimi, e se non riesci a capirli da te allora ti offro un caffè e te klispiego io per benino. Ben venga il progresso, ma prima di tutto certezze sulla nostra salute.

  • Profilo di Ecologic3D

    Ecologic3D

    07 set 2007 - 11:29 - #19
    0 punti
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    Volevo segnalarvi un link a un post fatto sul mio blog sull’argomento e un video sui metodi alternativi all’incenerimento ma non me lo fa mettere…lo vede come spam…se cmq siete interessati andate sul mio blog e cercate..ciao

    ecologic3d.blog.tiscali.it

  • Sefora

    07 set 2007 - 11:31 - #20
    0 punti
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    Proust, grazie a te per la tua risposta, adoro lo scambio di opinioni perchè mi fa sentire viva e confermare che a diffrenbza di qunto possono dire gli anziani, noi giovani siamo in grdao dimuoverci ed esprimerci quando è necessario, non è vero che siamo così addormentati!!! Per quanto riguarda l’opinione di chi ne sa più di noi, al momento l’unica certa è quella dell’Ing. Bozzelli che ha fatto la valutazione di impatto ambientale…tutto ok dice lui…c’è solo un problema il signor Bozzelli lavora per la Mirror, ovvero colei che ha proposto il progetto.
    Comunque mi sto muovendo, sto contattando anche i miei docenti universitari e sto proponendo il prgetto anche a loro.
    Tuttavia non ti nego che se anche l’impianto risultasse ottimo, noi qui ci batteremmo comunque, mio padre sta ancora finedo di pagare il mutuo della casa e non è una bella prospettiva vivere vicino a puzza rumore e traffico.

  • Profilo di Larry

    Larry

    07 set 2007 - 11:36 - #21
    0 punti
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    io voglio bene ai marsicani (e anche alle marsicane) ma pensi che ci sia un’accanimento nei vostri confronti? Tu pensa a me povero milanese: avrai un’idea di com’è Milano e il suo hinterland…bene, tu pensa che posto meravigliso potrebbe essere se non ci fossero tutte quelle industrie (10 volte quelle della tua regione) e tutte quelle auto…oh, ragazza ormai è quello che è, campiamo lo stesso. Vero che non si può fare schifo ovunque, ma se ci pensi un po’ qualsiasi posto dove lo schifo non è ancora arrivato è bello.
    Sai come si risolve la cosa: trasformando tutta l’Italia in un parco naturale - come merita - e mettendo tutte le industrie all’estero (tipo in Svizzera, così gli restituiamo il favore della Novartis) e se proprio ci scappa di voler lavorare…andiamo a lavorare in Svizzera!

  • Profilo di glorfindel

    glorfindel

    07 set 2007 - 11:39 - #22
    1 punto
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    Questa lettera mi ha messo tristezza.
    Ormai sono tutti convinti che qualsiasi cambiamento o innovazione serva solo ad aumentare l’inquinamento.
    E tutti sono ottusamente disposti a tenersi l’aria malsana che respirano per paura delle novità, anche quando promettono miglioramenti.

    Mi ricorda il caso “No Coke” a Civitavecchia, dove vivono i miei genitori. A Civitavecchia ci sono 2 centrali termoelettriche (in passato erano 3) e il più alto tasso di tumori nel Lazio. Con la riconversione a Carbone la situazione migliorerebbe di molto (moltissimo), ma come sapete sono tutti contrari perché hanno paura dei guai che il carbone potrebbe portare.
    A Civitavecchia i guai non li porta il carbone, i guai ci sono già perché i tumori già ci sono.

    Purtroppo i ragionamenti della lettera di Sefora sono gli stessi.

  • Profilo di chube

    chube

    07 set 2007 - 11:59 - #23
    1 punto
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    @glorfindel: in base a quali parametri (e fonti) la situazione migliorerebbe passando al carbone?

    Sinceramente fa ancora più tristezza sentire persone intelligenti che si rassegnano. Incenerire è la sola soluzione? Per esempio la Dissociazione molecolare potrebbe essere un’alternativa praticabile con molte meno incognite.
    Ho assistito ad una conferenza di Montanari a Porto Viro, le nanoparticelle che si generano con trattamenti a temperature così elevate non sono abbattibili e vengono liberate nell’aria. Purtroppo i loro effetti e presenza non vengono presi in considerazione, il loro studio viene osteggiato in tutti i modi, mi chiedo perché? Forse, se si dimostrasse (Montanari l’ha già fatto ma servono altri studi) che sono responsabili di molte malattie bisognerebbe rivedere tutto il sistema industriale. Per chi s’ingrassa è lo spettro peggiore, meglio ignorare e mettere a tacere.

  • Naturo

    07 set 2007 - 13:50 - #24
    0 punti
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    o ma porca miseria!!!!!!!!!no che non li aiuto!!!!basta con sti finti nuovi inceneritori!!eccheccavolo!!!!la roba nn si deve ne bruciare ne ionizzare!!!!si deve riciclare!!!!e dividere!!!!e se i flaconi o le sostanze fossero fatti tutti in modo giusto, nn si dovrebbe seppellire più nulla, ma si andrebbe avanti all’infinito a riciclare!!!!

  • f

    07 set 2007 - 13:55 - #25
    0 punti
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    @proust:

    le invenzioni vengono fatte nei laboratori, le sperimentazioni farmacologiche e chimiche in edifici chiusi, quelle informatiche in reti controllate, non mi pare che in questo caso ci siano i presupposti per poter parlare del principio di cautela (http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed101/pdfbtmod.pdf) riconosciuto come valido anche da organi scientifici (http://www.pa.itd.cnr.it/ogm_/OGM%20scuola%20media/cautela.htm).

    In secondo luogo affermi che la riduzione nella produzione di rifiuti non sarà possibile a breve termine, per cui misure “tampone” migliorative della situazione (?! vedi sopra) come gli inceneritori si rendono necessarie. Esattamente in che tempi prevedi che si potranno raggiungere queste condizioni di limitazione dei rifiuti? 10? 20? 30 anni? Se nel frattempo non saranno diminuiti e ad essi si andranno ad aggiungere le potenziali emissioni degli inceneritori? Adotteremo una seconda misura tampone? A me pare che più che misure tampone qui sia necessario adottare severità e perseveranza nel raggiungimento di un obiettivo, cosa alquanto ignota ai più qui in italia.

  • f

    07 set 2007 - 13:58 - #26
    0 punti
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    volevo aggiungere: dato il noto lassismo dell’italiano medio, dubito che dargli la gallina dalle uova d’oro sia un incentivo al miglioramento; della serie: “perchè diminuire i rifiuti se tanto scompaiono bruciati e magari danno da lavorare ai nostri parenti negli impianti di incenerimento?”, Fiat docet: migliaia di lavoratori ed oggi ci ritroviamo in un paese dove l’asfalto fa da sovrano e in città girare in bicicletta diventa una scommessa al lotto.

  • Profilo di harlock

    harlock

    07 set 2007 - 14:25 - #27
    1 punto
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    @Alessio Proietti: io non parlavo del futuro. Il mio è un ragionamento del presente: le scelte al supermercato si possono già fare, la differenziata non è utopia ma solo frenata in alcuni comuni italiani dall’inefficienza cerebrale dei governanti, i giochi per bambini senza piombo nè troppi imballaggi esistono, comuni senza inceneritori e che non ne hanno bisogno pure…
    Per riassumere: non dobbiamo applicare NULLA di nuovo, basterebbe smettere di creare nuovi problemi fregandosene delle alternative.
    la via più breve non sempre è la più sicura.

  • Profilo di Proust

    Proust

    07 set 2007 - 14:27 - #28
    0 punti
    Up Down

    f:

    ti risondo per punti:

    1) il principio di cautela è un’ottima cosa, ma io personalmente non sono in grado di dire se colui che ha inventato la torcia al plasma non abbia effettuato prove in laboratorio. Dubito fortemente che gli abbiano dato il permesso di partire con un progetto su larga scala avendo solo dati teorici; proprio per il fatto che tale principio rientra anche negli ordinamenti giudiziari sono portato a pensare che siano state fatte tutte le verifiche del caso. Se si hanno dati che affermano il contrario bisogna fare una segnalazione alle autorità (in quanto sussiste l’illecito) e passare dai canali ufficiali, un comitato di “NO” per quante ragioni possa avere non è lo strumento adatto a far valere tali argomentazioni.

    2) la riduzione dei rifiuti è -a mio avviso- un movimento socio-culturale più che una soluzione da imporre, mi spiego: non si può imporre di fare meno rifiuti, i consumatori possono lentamente cominciare a prediligere i prodotti a ridotto imballaggio, possono cominciare a riutilizzare dove possibile e a riciclare il resto, ma fin che al supermercato ti vendono solo il latte nella bottiglia di plastica o le babane nella vaschetta di polistirolo c’è poco da fare. Lentamente il mercato capirà che è più conveniente limitare i rifiuti e domanda e offerta avanzeranno pari passo, ma ripeto: è un processo lungo e doloroso.

    3) il fatto che gli inceneritori rischiano di diventare un soluzione definitiva (per pigrizia o comodità) al posto che transitoria è un rischio non indifferente, tuttavia credo che per forza di cose prima o poi si arriverà ad una riduzione dei rifiuti e magari anche a capire che riutilizzare è più conveniente che bruciare, per questo credo che gli inceneritori verranno “culturalmente” (passami il termine) superati.

  • Profilo di Gianluca Aiello

    Gianluca Aiello

    07 set 2007 - 14:38 - #29
    2 punti
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    @Alessio Proietti: certo che in 5 anni si può cambiare la situazione. In un comune ne basta 1 di anno per passare ad una raccolta differenziata più efficiente o metterla in atto da zero dove non c’è.
    In aggiunta basterebbe, come dice giustamente harlock, metterci tutti in testa che siamo noi con i nostri acquisti a muovere il mercato e cambiare gli usi e costumi. Le alternative ci sono già.
    Quoto anche @f nel post #26 !

  • f

    07 set 2007 - 15:06 - #30
    2 punti
    Up Down

    “3) per questo credo che gli inceneritori verranno “culturalmente” (passami il termine) superati.”

    proust sarà che in questo periodo sono piuttosto fatalista; comprendo le tue risposte, e sono di una persona raziocinante ma in questo paese il raziocinio è cosa rara…sono portato a “ragionare” sulle esperienze passate e …sull’intuito, più che sulla scommessa che qualcosa di ragionevole possa attecchire. Spero che le tue speranze saranno sufficienti.

  • Profilo di Proust

    Proust

    07 set 2007 - 15:23 - #31
    -1 punto
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    hehe effettivamente uno dei miei difetti quando si parla di ambiente è quello di esse un inguaribile ottimista e forse anche un po’ “boccalone”;
    sarà che mi interesso di questi temi per passione e quindi se dovessi sempre dubitare di tutto e tutti mi verrebbe lo sconforto, ma tendo sempre a vedere il bicchiere mezzo pieno.
    Spesso, ahimè, limitando le mie vedute…:(

  • Profilo di ciquta

    ciquta

    07 set 2007 - 18:17 - #32
    1 punto
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    Alessio, adesso te la faccio io alcune domande:

    1) e cosa se ne fanno dei rifiuti che producono in austria, norvegia o inghilterra, dove hanno solo 2/3 inceneritori a testa contro i nostri 50?

    2) e cosa se ne fanno tutti gli altri dei residui tossici della combustione, che sono nientemeno pari ad un terzo del peso dei rifiuti bruciati?
    Dove li mettono questi rifiuti, se non in discariche ancor più pericolose? QUESTO è RISOLVERE IL PROBLEMA?

    Mi pare che il paese che ha studiato le torcie al plasma sia la danimarca, la maggiore fruitrice di inceneritori in rapporto agli abitanti, e nemmeno loro vogliono saper niente delle ceneri, le spediscono addirittura all’estero.

    Questo è risolvere il problema?

    3) Perchè in certi comuni, alcuni anche grandi, d’italia c’è la raccolta differenziata al 70% contro il 20% scarso dei comuni contigui?
    E’ un problema tecnico, o semplicemente POLITICO e di semplice VOGLIA DI AFFRONTARE SERIAMENTE IL PROBLEMA che è evidentemente risolvibile?

    I numeri cantano: con l’inceneritore produci moltissimo particolato (che TUTTI sanno essere nocivo, non è un’esclusiva dell’oncologo in questione) e ti rimane un 30% di rifiuti tossici, mentre con la differenziata di rifiuti te ne rimangono meno, non sono altrettanto tossici, e non respiri quelle nanopolveri che sono causa di gravissime malattie.
    E conviene pure economicamente.

    Evidentemente c’è gente che ha maggior convenienza con gli inceneritori.

  • Profilo di Alessio Proietti

    Alessio Proietti

    07 set 2007 - 20:57 - #33
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    Io non dico che non sia assolutamente possibile, ma in questo momento non mi pare che ci siano i presupposti per sperare in una simile soluzione da qui a 5 anni!

  • Profilo di harlock

    harlock

    10 set 2007 - 08:39 - #34
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    volere è potere.

    non sempre naturalmente ma con i rifiuti si.

  • Profilo di Volf

    Volf

    10 set 2007 - 09:44 - #35
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    Ahimè arrivo tardi a leggere questo articolo. Sono marsicano pure io ed il timore della torcia al plasma, per me, non è tanto sul fatto che inquini o no ma sul fatto che l’azienda che ha proposto il progetto non lo ha fatto per fini ecologici ma meramente economici in quanto sta cercando di giustificare, con un probetto di pubblica utilità, i fondi (un sacco di soldi) che lo stato dovrebbe dargli e che serviranno per ampliare l’azienda.
    Ed anche su quest’ultimo punto ci sono grandi dubbi poichè la casa madre americana sta cercando in tutti i modi di “levarsi dalle scatole” lo stabilimento di Avezzano e ciò che temo è che questi soldi, che servirebbero per l’impianto di smaltimento e che saranno dirottati sulla fabbrica, vadano ad essere dirottati in Cina dove le mire della Micron puntano ad avere un nuovo stabilimento da sostituire ad Avezzano.
    La morale è: cornuti e mazziati e coperti di rifiuti.

    Volf

  • antonello68

    11 set 2007 - 20:18 - #36
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    ed allora tieniti la monnezza nelle discariche per i prossimi 350 anni (vicino casa tua, però).

    il problema non sono le nuove tecnologie che, evidentemnte, hanno sempre una spinta verso il minor inquinamento, ma assicurare rigidi controlli durante il funzionamento che garantiscano i paramentri ambientali promessi
    saluti

  • reg

    13 set 2007 - 13:31 - #37
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    Il problema dei rifiuti è ormai ad un punto di non ritorno, senza una scelta coraggiosa la situazione prima o poi precipiterà in una guerra tra poveri “come già sta avvenendo per la localizzazione di qualsiasi sito ad esso destinato”, sicuramente ci sarà qualcuno che sguatterà sui mali degli altri (tanti). E’ possibile che i svariati “luminari” italiani e non, consulenti delle istituzioni, non riescono a convincersi del male minore e quindi suggerire alla classe politica la “soluzione” con inferiore impatto sociale? Forse l’immobilismo delle decisioni serve i pochi a continuare ad arricchirsi e realizzare clientele preparandosi così alle prossime elezioni, sia esse nazionali , regionali, provinciali e comunali? La responsabilità di ogni cittadino è quella nel pur diritto sacrosanto di manifestare il “beneficio del dubbio” di scommettere sul futuro e sulla ricerca che è l’unica potenzialità a cui dobbiamo appellarci. La filosofia del “NO” a tutto e a tutti ci farà restare con i grossi problemi noti, benvenga una tecnologia “controllata” capace di diminuire i disagi lamentati da ciascuno, ricordandoci che basterebbe la metà del bilancio americano destinato alle forze armate per risolvere la fame nel mondo.

  • Chiara 1

    18 set 2007 - 12:55 - #38
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    Per quale motivo tocca proprio alla marsica smaltire rifiuti tossici e nocivi provenienti da tutta Italia….Europa….se il suo contributo a produrli è minimo? Credete veramente che dobbiamo fare salti di gioia per cotanto regalo?

  • simona

    19 set 2007 - 14:51 - #39
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    ciao sefora, ho letto la tua lettera e penso che fra tutti gli articoli che ho trovato in rete sul caso mirror la tua lettera sia di semplice comprensione e completa nelle informazioni, perchè non la giri sul blog di grillo così molte più persone sapranno di questa vicenda.
    ciao

  • Alvaro Frezzini

    24 set 2007 - 00:12 - #40
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    Torcia al plasma, è diventata ormai una frase tabù nella Marsica. Ma ci sono altre frasi e parole terribili che nessuno ricorda forse perchè non le ha mai sentite. Per esempio Biolite. Eppure questa parola ha interessato e interessa, dal 1994, lo stesso territorio. Politici, opinionisti e ambientalisti dell’ultima ora non l’hanno mai sentita nè ci tengono a sentirla. Ebbene è stato il primo tentativo in Italia di smaltimento illegale di rifiuti tossici camuffato da attività legale. Con tutte le autorizzazioni di rito, autorizzazione regionale, autorizzazione edilizia comunale, controlli provinciali e della USL dell’epoca. Tutto regolare. L’ECOMAFIA HA SMALTITO CIRCA 2.000.000 DI QUINTALI DI FANGHI TOSSICI PROVENIENTI DA DEPURATORI DI INDUSTRIE FARMACEUTICHE, CONCERIE, INSEDIAMENTI INDUSTRIALI DI VARIO GENERE. Nessun colpevole naturalmente. Dopo il sequestro da parte dei NOE di Roma e le indagini della Forestale l’iter giudiziario si è prescritto. Nessun colpevole dei 44 imputati per reati ambientali. Oggi, senza nessuna bonifica, in quei terreni vengono coltivati cereali, foraggi e simili. Piante eccezionalmente grandi. Questo per partecipare al dibattito, o meglio alla caciara che sta avvenendo intorno all’impianto della fondazione Mirror. Giorni fa nel tg regionale c’era un sindacalista che si preoccupava delle sorti della Fiamm, fabbrica di batterie della zona che rischia la chiusura e il licenziamento degli operai. Sempre nelle immediate vicinanze c’è la cartiera e immediatamente vicino c’è la Micron che ha dato vita alla fondazione Mirror di cui sono soci sostenitori le provincie dell’Aquila, di Pecara e quasi tutti i comuni della zona compreso Avezzano, Celano e Luco dei Marsi. La domanda che mi pongo in questi giorni è la seguente, cosa ci fanno questi insediamenti in una zona agricola e ricca di aree protette? E nelle immediate vicinanze dell’Aquila cosa ci fanno delle industri farmaceutiche multinazionali? Partendo dalla logica sbandierata dagli “Ambientalisti” marsicani dobbiamo chiudere questi insediamenti industriali pericolosi per impedire danni all’ambiente e tutelare la salute dei nostri figli. Così come avremmo dovuto fare negli anni sessanta, settanta, ottanta e novanta con alcune pratiche agricole, vedi trattamenti a calendario, (gli addetti ai lavori sanno di cosa si tratta) con l’utilizzo di fitofarmaci altamente tossici e mutageni per l’uomo, gli animali, catastrofici per i terreni e le acque sia di falda che artesiane. Adesso succede che alcuni personaggi stranamente si scoprono ambientalisti e iniziano una campagna contro un qualcosa di cui non si sa se è un’attività fattibile o no. Non si discute sulla reale necessità di realizzare un impianto del genere, sulla sua ubicazione nell’area indicata, sulla bontà della tecnologia usata ma si urla solo contro. E la cosa più deprimente è l’atteggiamento dei politici locali. Detto dei politici “ambientalisti????” ci sono gli amministratori che al primo vento contrario girano la prua. E’ la preoccupazione della carriera politica? O sono reali convinzioni della pericolosità della cosa? Mistero. Ma la mia domanda è semplice, se sono soci sostenitori della fondazione non sapevano nulla di tutto ciò? E’ vero che è stato sbagliato il modo di comunicare con la gente in merito a queste problematiche ma è anche vero che dietro a tutto ci sono interessi nascosti di chissà cosa e chissà chi. Il problema dei rifiuti tossici esiste e va affrontato. Non si può parlare di riciclaggio in questo caso. E tante sono le industrie che li producono. Adesso, a meno che non si vogliono chiudere certe attività come le industrie elettroniche, le concerie, le industrie farmaceutiche, le industrie chimiche e tante altre del genere, bisogna porsi il problema di questi rifiuti che nessuno smaltirebbe vicino casa ma che vicino casa li produce. Le scorie nucleari non stoccate in quel sito individuato dal Ministero dove sono finite? Chi mi risponde? Allora io credo che di questi problemi bisogna parlarne e affrontarli con serietà e serenità, senza preconcetti e isolando chi urla per non far sentire la voce di nessuno. Chi urla spesso ha sempre le sue ragioni ma sopratutto i suoi interessi. Non dico che bisogna realizzare l’impianto ma dico che bisogna discutere sui pro e sui contro e valutare serenamente e civilmente il problema ma sopratutto valutare in maniera responsabile. Io ho molta più paura delle tante Biolite presenti in Italia e gestite da sappiamo bene chi. E’ l’affare più grande della mafia lo smaltimenti di rifiuti e loro non fanno distinzione tra RSU e rifiuti pericolosi. Nella Marsica lo sappiamo bene. Perchè non so dove vanno i rifiuti e che tipologia di rifiuti sono. Allora, tra le tante, la madre delle domande. Chi ha interesse a far si che i rifiuti pericolosi non siano trattati in impianti controllati dove il rifiuto arriva con certificazione di provenienza e tipologia accertata? A chi fa gola gestire tutto ciò? Ci sono tante realtà territoriali fuori dall’Italia dove casi di convivenza territoriale tra alte tecnologie e difesa dell’ambiente sono considerate un fiore all’occhiello e esempi da seguire. Credo che sia il momento di iniziare a ragionare su questi argomenti senza pregiudizi. Alvaro

  • Alvaro Frezzini

    24 set 2007 - 00:25 - #41
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    Dimenticavo una cosa importante, i rifiuti tossici prodotti in Abruzzo sono circa 400.000 tonnellate l’anno. L’impianto in oggetto ne smaltirebbe 180.000 tonnellate annue. La superficie investita è estesa perchè un impianto del genere non è solo per lo smaltimento di rifiuti tossici ma anche per il riciclo dell’acqua e per il compostaggio dell’organico. Questo tipo di attività prevede superfici più grandi e quindi 40 ha sono giustificati. Indipendentemente dai numeri quello che va approfondito è la sicurezza della tecnologia usata e la correttezza gestionale dell’impianto se dovesse essere realizzato e naturalmente la necessità di realizzarlo.

  • regi

    25 set 2007 - 15:58 - #42
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    Per Alvaro Frezzini e quanti vogliano discutere positivamente.
    Finalmente una persona che presenta un ragionamento compiuto e fattivo rispetto al problema dello smaltimento dei rifiuti, probabilmente perchè ha davvero interesse affinchè esso sia risolto, approfondiamo il discorso sulla sicurezza degli impianti al plasma, sui residui e sulla loro tossicità, sulla tecnologia da applicarsi per raggiungere una temperatura di 16.000 gradi ed oltre.
    Il discorso sulle torce al plasma dovrà andare oltre le beghe e le prese di posizione di ciascuno di noi e la specifica emergenza territoriale della Marsica.Reg

  • Fabio Ruggeri

    29 set 2007 - 11:08 - #43
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  • basdelel

    13 nov 2007 - 03:26 - #44
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    cagetpas

  • Profilo di eragon

    eragon

    13 mar 2008 - 19:06 - #45
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    IO SONO ANDATO A DOCUMENTARMI SULLA TORCIA AL PLASMA, HO SCRITTO ALL’AZIENDA LEADER DEL SETTORE… MI HANNO RISPOSTO, HO CHIESTO UN INCONTRO, INCREDIBILE, INCONTRO ACCORDATO!! SONO ANDATO ARMATO FINO AI DENTI PER SMONTARLI!!!
    NON CI CREDERETE MA SONO LORO AD AVERMI CONVINTO: HO VISTO UN IMPIANTO VERO, HO VISTO TUTTO CIO’ CHE ACCADE… SECONDO ME QUESO E’ UN FUTURO POSSIBILE!! SE VOLETE VI SPIEGO TUTTO MA SE SCRIVO QUI LA VERITA’… BEH!! LASCIO A VOI… COMUNQUE E’UN DISCORSO LUNGO E TECNICO, LO POSSO SPIEGARE AD UN OPERAIO O A UN INGEGNERE… A PATTO CHE MI VOGLIA ASCOLTARE!!!
    IEI-CONSULTING.COM/PUBLIC

  • marcello4169

    22 mar 2008 - 01:58 - #46
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    Sei solo un coatto ignorante.
    Se qualcuno fosse riuscito ad insegnarti a leggere avresti trovato moltissimo materiale scientifico riguardante il trattamento dei rifiuti coi plasmi. E avresti anche scoperto che i più grandi nemici di questa tecnologia sono le multinazionali del petrolio. Infatti uno dei sottoprodotti della tecnologia al plasma è l’idrogeno.
    Oggi la sua produzione è monopolio delle industrie petrolifere perchè lo si prepara col cracking del metano.
    Se tu non fossi stato così asino avresti capito che scagliandoti contro il plasma avresti raggiunto un duplice risultato: far la figura dell’ignorante e diventare partigiano della lobby del petrolio. PUH!

  • Francesco7902

    12 apr 2008 - 12:29 - #47
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    Ciao, volevo consigliarvi di dare un’occhiata a questo link
    http://www.eco-vero.com

  • Profilo di steblizz

    steblizz

    28 nov 2008 - 15:09 - #48
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    Andate tutti a studiare prima di sparare a vuoto,dovreste sapere prima di tutto che cosa è il plasma e come funziona…poi come verrebbero smaltiti nel dettaglio i rifiuti….dovreste sapere che il plasma di HHO,cioè acqua , produce più energia di quella richiesta per produrlo.Il plasma in caso prodotto dalle candele di un’auto(cosa che nessun petroliere consiglierebbe) potrebbe far innescare l’acqua all’interno di un motore.Il plasma potrebbe purificare dell’acqua putrida per renderla pura…..quindi….andate a studiare …..TUTTI!!!

  • Profilo di MARCELLO4169

    MARCELLO4169

    08 feb 2009 - 02:23 - #49
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    La tecnologia di smaltimento al plasma è stata studiata al CNR. Testata e validata.
    Da quello stesso CNR che ha studiato il THOR da accoppiare al reattore a plasma e che hanno installato in Sicilia.

    Tratta nella massima sicurezza TUTTI i tipi di rifiuto.
    I francesi la usano per vetrificare amianto e altri rifiuti tossici.
    In Giappone sostituiscono gli inceneritori coi reattori a plasma.
    Negli USA ne stanno costruendo uno aNew York e altri cinque funzionano per il Ministero della Difesa.
    In Polonia lo useranno per produrre idrogeno e biocarburanti.
    In Spagna ce ne sono due e 5 in fase di progettazione avanzata.

    Il reattore al plasma non produce diossine, PCB, furani, NOx o nanopolveri ma anzi a Bergamo installeranno un impianto per distruggere questi inquinanti.

    Non rilascia CO2 in atmosfera perchè la ricicla al suo interno.

    Chi dice che inquina mente o perchè è ignorante o perchè è un emerito pirla: l’impianto di dissociazione al plasma NON HA CIMINIERE.

    Ha come sottoprodotti idrogeno purissimo ed energia elettrica. Mercedes e Audi sono in procinto di contrattualizzare la produzione di idrogeno da plasmi con termini da due a 15 anni.
    Ciò significa che chi avrà scelto questa tecnologia avrà anche un buon ritorno economico oltre a tenere pulita casa sua. Cosa che non avverrà in Marsica.

    In Marsica si sono giocati un’occasione d’oro per favorire le lobby di Catone.

    Auguri asini !

  • Profilo di geniusitaly

    geniusitaly

    01 nov 2010 - 12:26 - #50
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    Tutto può essere nocivo, anche l’auto inquina ed ha un impatto ambientale notevole, che le future generazioni erediteranno.

    Anche il nucleare da 70 anni non ha dato risposta per il trattamento delle scorie radioattive, eppure vengono ancora costruite centrali.

    Il problema rifiuti urbani non è mai stato affrontato dalla politica in modo esauriente, si è sempre cercato un nuovo … “buco” dove scaricare i rifiuti e nascondere sotto terra i veleni prodotti.

    La torcia al plasma è innovativa, ed è possibile trattare anche rifiuti speciali provenienti da scari ospedalieri ad esempio senza particolari rischi, ed in discarica arrivano una quantità ridotta di materiali “inerti” che non possono influire nell’ambiente.

    Ritengo che sulle tecnologie innovative non viene data una adeguata e corretta informazione inducendo giustamente nella popolazione ragionevoli preoccupazioni, la trasparenza del processo dovrebbe essere divulgata con rigore scientifico.

    Ogni regione dovrebbe fornirsi di impianti di questo tipo e smaltire i “propri rifiuti” in maniera autonoma, ritengo immorale “esportare” i rifiuti in altre regioni.

    Molti vedono il “rifiuto” come un problema, è necessario vedere il ciclo del rifiuto come “risorsa”, partendo dalla attività di separazione dei rifiuti, convogliando gli elementi differenziati (carta, plastica, vetro, alluminio, metalli, umido, e quant’altro) verso le aziende che le riutilizzano per produrre ancora materiali in modo da allungarne la vita, dalla “vendita” il cittadino deve ricevere gli “utili” sotto forma di “riduzione” delle tasse pagate per il servizio.

    Questo è lo stimolo che può innescare un ciclo virtuoso, una sinergia tra cittadini, istituzioni, politica, associazioni ambientaliste.

    Non esiste al mondo la soluzione ai problemi senza prezzi da pagare, si può raggiungere pero un adeguato compromesso utilizzando le tecnologie con “minore” impatto ambientale, un po come stiamo facendo con le automobili, inquinano comunque, ma se usiamo le nuove euro 5 o le future euro 6 sicuramente avranno un minore impatto ambientale rispetto a una euro 1.

    Utilizzare tecnologie che possono diminuire l’impatto ambientale è un compromesso accettabile, sempre con l’attenzione di migliorare i processi e sostituire in futuro la tecnologia magari con altre ancora più efficaci.

    Cordialmente
    Genius

    http://www.energy.fan-club.it/rifiuti_la_nasa_ha_inventato_la_torcia_al_plasma_n172897.html

    www.comunedipartenope.it