In Spagna vive una popolazione in declino di Lince europea (Lynx Lynx).
L’agricoltura locale e’ passata dalle coltivazioni di olivi a quella più lucrativa delle fragole da vendere fuori stagione. Le fragole hanno bisogno di più acqua, molta della quale viene captata abusivamente e contribuisce ad abbassare il livello della falda freatica.
Le zone naturali di emergenza della falda (zone umide) si stanno inaridendo.
Uno dei coltivatori di fragole, con pozzi legali, spiega le ragioni di chi ruba acqua al sottosuolo: ” Io non penso che ci siano agricoltori abusivi, ma penso che ci siano persone che hanno bisogno di risorse. Hanno la terra e hanno bisogno dell’acqua. Se hanno un pozzo e non basta, … ne fanno un altro. Questa e’ la nostra terra, noi siamo nati qui, siamo cresciuti qui e la terra e’ nostra per diritto ereditario.”
La matassa si ingarbuglia quando viene fuori che l’Unione Europea ha dato sussidi per spingere gli agricoltori a produrre in modo più intensivo (causando distruzione dell’habitat) e ora sta finanziando un progetto di riproduzione in cattività con lo scopo di reintrodurle in natura (dove? se lo chiedono in molti). Da una parte si distrugge il loro habitat, dall’altra le si vorrebbe proteggere, da entrambe si spendono soldi pubblici. Fortunatamente, l’Unione Europea e il Governo Spagnolo hanno deciso di spendere altri soldi per “regimare” fiumi, laghi e dighe e di spingere gli agricoltori ad usare meno acqua.
Via | BBC
Gianca77
11 set 2007 - 11:17 - #1Perchè le Linci dove sono nate? Dove sono cresciute? E perchè l’uomo può vantare diritti ereditari e le linci no?
L’uomo da sempre per assunta una sua superiorità sulle altre razze animali, superiorità non giustificata.
vhemt
11 set 2007 - 11:42 - #2l’uomo è semplicemente un’epidemia.
chube
11 set 2007 - 12:30 - #3@Gianca77: aggiungo che l’Uomo distingue anche all’interno della sua specie. Il fenomeno del razzismo è purtroppo diffuso e radicato nella cultura umana. Il rispetto per le altre forme di vita si colloca un gradino ancora più in basso, purtroppo.
L’antropocentrismo distorce la nostra percezione degli equilibri e cicli della natura, i quali divengono un ostacolo al progresso e non la risorsa primaria da conservare per garantire la sopravvivenza di tutti.
Proporrei di boicottare le fragole e pure tutti gli altri prodotti agricoli spagnoli così ricchi di pesticidi e diserbanti.
No name
11 set 2007 - 12:34 - #4@gianca77
La specie che sopravvive è quella che si adatta meglio e in quetso l’uomo non ha rivali tranne forse gli insetti.
La superiorità c’è eccome
Gianca77
11 set 2007 - 12:41 - #5@No name
aahh nn l’avevo capito…interessante visione…
Ne riparliamo quando avremo estinto tutto, bruciato tutto, inquinato tutto e così ci estingueremo pure noi…
La nostra superiorità sta quindi nel saperci auto-estinguere?
Lumachina
11 set 2007 - 12:57 - #6Il problema e’ che certi consumatori vogliono le fragole a Natale.
Daniel Colm
11 set 2007 - 13:13 - #7Già che esistono quote latte o per altri prodotti come l’olio (anche se hanno iniziato il processo di liberalizzazione), dovrebbero dare dei limiti nel consumo di acqua potabile o dai corsi naturali per l’uso nell’agricoltura. Di riflesso però bisogna stare attenti che non avvenga il peggio, perché la gente potrebbe poi usare l’acqua potabile dei condotti privati per annaffiare i campi.
Però delle limitazioni pensate sarebbero di incentivo all’agricoltura locale. NO?
Neolitic
11 set 2007 - 15:29 - #8No name,sinceramente l’uomo è la specie che meno si adatta all’ambiente circostante,piuttosto adatta l’ambiente a se,in questo gli animali non hanno rivali ;)
harlock
11 set 2007 - 16:31 - #9si adatta meno? e com’è che non c’è angolo del globo in cui non sia andato a cacciarsi? poi che adatti l’ambiente a se…lo stiamo distruggendo, se questo è adattarsi.
Lumachina ha ragione, allargando il concetto il problema è cosa vogliamo mangiare e quando.
harlock
11 set 2007 - 16:32 - #10il mio post sopra non concorda con @Noname, il concetto di superiorità dell’uomo fa ridere
Zak
11 set 2007 - 16:47 - #11Beh, superiore o no, l’uomo si e’ sempre sentito tale; e sia secondo la legge del piu’ forte sia secondo il piu’ moderno diritto, animali e natura in genere non hanno mai avuto la possibilita’ di avere voce in capitolo.
Giusto? Sbagliato? E’ cosi’.
Il coltivatore ha una logica adamantina, millenaria, le cui aporie sono cosi’ sottili da saltare fuori solo ora. E non e’ facile scardinare logiche cosi’ antiche, c’e’ bisogno di una vera rivoluzione del pensiero.
Per inciso, il coltivatore che pompa acqua fino alla morte per una coltivazione piu’ redditizia e il consumatore che vuole fragole a natale non rispondono a due logiche tanto diverse fra loro.
La logica e’ sempre quella: “ne sono in grado? lo faccio!” e tanti saluti alle conseguenze.
Quanto sono colpevoli? Il coltivatore? Io sarei propenso a crederlo: non penso che qualcuno si sia messo li’ con una pistola (anche metaforica) a obbligarlo. Il consumatore? Certo, non e’ innocente, ma non credo che in molti abbiano firmato petizioni per avere le fragole a natale, semplicemente le hanno viste al supermercato a un prezzo accessibile e ne hanno approfittato.
chube
11 set 2007 - 17:14 - #12Vorrei precisare che l’agricoltura non è sempre rimasta la stessa. Nel passato l’agricoltore coltivava i campi per vivere, per comprare quanto gli serviva, magari schiavizzato dai signorotti ma lo sfruttamento e quindi la rendita dei campi era bassa. Si ruotavano le colture e si creavano filari per mantenere l’umidità dei campi. Si coltivava quanto poteva crescere. Non si diventava ricchi ma facendo così si garantiva alle generazioni successive un futuro.
Con la “rivoluzione verde” le cose son cambiate, l’agricoltore è diventato imprenditore e lo scopo della loro attività è divenuta il profitto. Con l’aiuto dei concimi chimici, pesticidi e diserbanti derivati dal petrolio (ed ora gli OGM) il rapporto tra uomo e natura è snaturato (permettetemi il gioco di parole). I rendimenti sono cresciuti costantemente ma con essi anche la deturpazione del territorio ed il degrado delle risorse. In tutto il mondo le falde acquifere si stanno abbassando, in India è emergenza e pure in Pianura Padana le cose volgono al peggio.
E’ la logica del profitto che fa produrre e vendere le fragole a Natale. Al consumatore la consapevolezza di non comprarle.