Nei ridenti colli fiorentini spuntano, un po’ qua un po’ là, come la gramigna, progetti per gli stradiscussi inceneritori (aka, per i politici, termovalirizzatori). Per far fronte a questa vera e propria infestazione, visto che i signori politici fanno finta di niente, sono sorti numerosi comitati cittadini che stanno lavorando duramente per informare gli abitanti circa la pericolosità di questi bruciarifiuti.
Nella ridente (fino a poco tempo fa) Val di Sieve (a est di Firenze dove ha origine il pregiato vino Chianti Rufina) vogliono “ricostruire” uno di questi impianti per far fronte all’insolubile (lo dicono i politici) problema dei rifiuti. Uno di questi aggeggi (che vedete nella foto), già svetta nel fondovalle ( proprio accanto al fiume), ma fortunatamente è chiuso da qualche tempo per eccesso di inquinamento ( i soliti gas tossici e letali immessi nell’ambiente). Il nuovo impianto, molto più grosso e voluto dalle amministrazioni locali dei comuni della valle (Rufina e Pontassieve tra tutti), sarà in grado di bruciare i rifiuti di tutti comuni della valle.
I politici pare proprio non sentano ragioni: questo bruciatore nuovo fiammante s’ha da fare. A niente sono servite le interpellanze e i pareri di esperti e scienziati fatti pervenire a lorsignor sindaci&C in cui si ribadisce la arcinota pericolosità di questi nuovi prodigi tecnologici e si suggeriscono soluzioni alternative al “bruciare rifiuti”.
Le famose nanopolveri che potrebbero essere irradiate dal nuovo gingillo pare che siano l’ultimo dei problemi del comitato operativo che c’è dietro al progetto. A breve sarà infatti indetta una riunione in cui si darà il via libera ai lavori per la costruzione del nuovo impianto.
L’associazione assovaldisieve sta raccogliendo le firme degli abitanti della valle per indire una inchiesta pubblica affinché i cittadini siano portati a conoscenza delle scelte effettuate dalle amministrazioni, in modo da renderli partecipi della salute del proprio futuro e dell’ambiente da essi vissuto. La raccolta firme deve pervenire entro e non oltre (per legge) il 15 settembre. Spargete la voce dell’iniziativa se abitate o avete conoscenti nella Val di Sieve. Se poi volete pure aderire (solo per i residenti si intende) mettetevi in contatto a questo indirizzo con il nucleo operativo del comitato.
Berto
14 set 2007 - 09:16 - #1Se fosse possibile vorrei che fossero pubblicate anche le alternative proposte degli illustri scienziati… grazie
geppe67
14 set 2007 - 09:25 - #2bravo berto, hai toccato il problema che Pentolaccia (e tanti altri) evitano accuratamente.
non vogliamo gli inceneritori?
ok
allora spiegate come si eliminano i rifiuti in modo alternativo, senza tirar fuori le solite utopie e luoghi comuni che bisogna produrne di meno bla bla bla….
Alsoinmybackyard
14 set 2007 - 09:50 - #3Ve lo spiego io come si potrebbe fare:
prima di tutto si fa la riduzione della produzione dei rifiuti, meno imballaggi e consumi critico promosso e spiegato.
Poi si fa molta raccolta differenziata, non solo dell’organico, e si ricicla il ricilabile, carta plastica, vetro, metallo.
Quindi ci sono due alternative, si può produrre energia con la parte organica dei rifiuti mettendoli in appositi digestori che producono biometano che può essere utilizzato per mezzi di locomozione o per produrre enrgia magari in cogenerazione. Oppure s possoo utilizzare i dissociatori molecolari che fanno lo smoldering, trovate inormazioni su internet, ma questi impianti rappresentano l’opzione ambientalmente ed energeticamente migliore per la gestione rifiuti.
Costruire oggi inceneritori è sinceramente una grande e grossa c..ata!
pentolaccia
14 set 2007 - 10:17 - #4@ berto
li trovate pure linkati al blog dell’associazione
http://xoomer.alice.it/assovaldisieve/documenti/TMBFedericoValerio.pdf
http://xoomer.alice.it/assovaldisieve/documenti/TMB-TrattamentoMeccanicoBiologico.pdf
compresi altri link ad iniziative di comuni virtuosi che applicano soluzioni effcaci nella lotta ai rifiuti
ciquta
14 set 2007 - 10:34 - #5La differenziata in vari comuni d’italia ha raggiunto percentuali del 70/80% mentre altri sono a terra.
Questo è segno che dove c’è la volontà politica di ridurre i rifiuti, questo si riesce a fare molto bene.
Se invece il politico di turno ha interesse, tramite l’enorme mole di soldi che gira attorno agli inceneritori, a far aumentare la mole dei rifiuti misti per poi costringere l’opinione pubblica ad accettare gli inceneritori… allora è facile che le cose degenerino.
Non a caso Brescia dopo la costruzione dell’inceneritore è scivolata dai primi agli ultimi posti nella raccolta della differenziata.
In inghilterra ci sono 3 inceneritori, da noi già 50. Siamo sicuri che il problema sia da ricercare nel fatto che ne abbiamo pochi?
Figura Quattro
14 set 2007 - 10:37 - #6 (nascondi)@Alsoinmybackyard
non farti imbambolare. punto primo se riduci i consumi e migliori il recilcaggio aumenterà anche il consumo, è sintomatico. In oltre non esiste nel mondo nessun metodo di smaltimento che non generi scorie di qualche tipo, quello di cuo parli (dissociatori molecolari o anche gassificatori) creano syngas (abbreviazione di synthesis gas), contenente metano e idrogeno.
Ripeto, il solo ridurre i consumi non risolverebbe affatto il problema, anzi paradossalmente potrebbe aggravarlo.
Figura Quattro
14 set 2007 - 10:38 - #7scusa volevo dire “se riduci lo spreco” nella prima riga :)
Lucaesar83
14 set 2007 - 13:23 - #8Il fatto è più complicato di quello che per alcuni “fautori” dell’ambiente sia.
Ognuno di noi produce una certa quantità di rifiuti( si può pure cercare di diminuirla ma una certa quantità verrà comunque prodotta).Ora non possiamo pensare di accumularla in altre zone( distanti da quella da cui viviamo) se non nella nostra per il semplice motivo che nessuno vuole vicino casa la spazzatura degli altri, quindi le cose sono due: 1° possiamo mandare i rifiuti in una discarica “sotto casa” che per quanto possa essere costruita a regola d’arte inquinerà un bordello( e vi dico questo non perché io sia un ingegnere ambientale e chimico ma perché è così sfido a dimostrarmi e ripeto dimostrarmi il contrario) e soprattutto non possiamo sempre accumulare rifiuti altrimenti fra 20 anni ci saranno solo discariche.
2° possiamo riciclare il riciclabile e il resto bruciarlo nei cosiddetti “termovalorizzari” (mai nome fu meno appropriato), recuperando molta energia altrimenti persa e soprattutto diminuendo del circa 85% (dato molto variabile ma orientativamente è questo)la quantità di rifiuti che comunque dovrà andare in discarica. Ora sarebbe bellissimo costruire in “termovalorizzatore) lontano da casa nostra ma esso sarebbe comunque vicino casa di qualchedun’altro, quindi ogni provincia (o aria più estesa) deve costruirsi un bruciatore e una o più discariche nel proprio territorio perchè chi produce rifiuti se li deve smaltire. Un termovalorizzatore inquina molto(anche con le cosidette polveri sottili) ma tale valore sarà sicuramente inferiore di quello di una discarica ben costruita in cui accumulare tutti i rifiuti.
chube
14 set 2007 - 13:26 - #9La pericolosità insita negli inceneritori è la tendenza ad aumentare, con il progredire delle generazioni d’impianto, la temperatura di combustione. Ci sono sofisticati sistemi di controllo per bruciare rifiuti emettendo la minima percentuale di gas ma è inevitabile la produzione di nanoparticelle che, generate processando ad elevata temperatura un mix non controllabile di prodotti, vengono disperse nell’ambiente circostante in grandi quantità.
Il trucco sta nel ridurre le scorie al punto da non rientrare nei parametri di valutazione. Purtroppo queste nanoparticelle sono le più letali per l’uomo e persistono nell’ambiente. La stessa tecnica viene utilizzata in alcuni filtri antiparticolato, dove ciclicamente i depositi vengono inceneriti, nulla si crea e nulla si distrugge, ma in questo caso si trasforma in qualcosa di molto più letale.
Tutto questo andrà avanti fino a quando non verranno modificate le normative, si spiega in questo modo l’avversione nei confronti degli studiosi del campo. Vietarne la diffusione equivarrebbe a sovvertire l’intero piano di smaltimento rifiuti irrazionalmente finanziato dallo stato italiano.
Lucaesar83
14 set 2007 - 13:30 - #10per rispondere a quello che ha accennato ai dissociatori molecolari vorrei dirgli: ma sai quanto costerebbe smaltire i rifiuti in questa maniera? sarebbe un costo così elevato che non possiamo permetterci.si può raggiungere lo stesso obiettivo con metodi di gran lunga meno costosi.
Quando protestiamo contro un termovalorizzatore dovremmo porci la seguente domando: vogliamo una discarica o un termovalorizzatore? e non quella che di solito ci poniamo: vogliamo o no un termovalorizzatore sotto casa?
ciao a tutti.
Lucaesar83
14 set 2007 - 13:37 - #11le nano particelle, possono essere abbattute con dei filtri elettromagnetici.quest’ultimi sono molto costosi ma hanno una efficienza molto alta(parliamo del 99,qualcosa%) e praticamente annullano la pericolosità di tali polveri( per fare un esempio ci sono molte più polveri sottili in spiaggia quando c’è vento che nei pressi di un inceneritore ben costruito. Invece di protestare contro gli inceneritori dovremmo lottare per far approvare leggi più restrittive nei riguardi di tali emissioni.
chube
14 set 2007 - 13:42 - #12Gli inceneritori (chiamiamoli con il loro nome) senza le sovvenzioni statali non sarebbero convenienti. La situazione italiana è un’anomalia, in molti altri stati si sviluppano tecniche alternative più praticabili. Nel nostro paese invece non ci si riesce proprio, troppi interessi in questo mercato.
Oltre ad inquinare l’aria, l’acqua,il terreno e le persone che vivono nei pressi dell’impianto, un’inceneritore produce anche rilevanti quantità di ceneri che sono rifiuti speciali. Solitamente queste vengono interrate in discariche.
Bruciando non si risolve il problema perché non si fa altro che trasformare i rifiuti. Bisogna fare in modo che si trasformino in qualcosa di maggiormente compatibile, le alternative proposte in quest’ottica sono sicuramente più convenienti.
Proust
14 set 2007 - 14:03 - #13sssiiiiiii che bello si litiga ancora sugli inceneritori? anch’io anch’io! oggi non ho nulla da fare!
scherzo ;)
deliri del venerdì pomeriggio a parte:
il discorso di lucaesar83 è parecchio pragmatico; come non mi stancherò mai di ripetere: tutte le soluzioni “ideali” (diminuzioni alla fonte, riciclaggio, riutilizzo, etc.) sono obbiettivi primari che però non si possono raggiungere dall’oggi al domani, quindi? che si fa nel frattempo? bella domanda!
quoto altresì le argomentazioni di Chube e Ciquta: in Italia le cose “sensate” sono rarissime, e quando compaiono vengono magna magnate dagli interessi dei pochi che sfruttano soldi, ignoranza della gente e cavilli legali per arricchirsi…
quindi? come la mettiamo?
come giudizio personale trovo sbagliato condannare gli inceneritori OGGI, sicuramente non sono la soluzione di tutti i mali, sicuramente inquinano, sicuramente però sono destinati ad essere transitori: il passaggio alla riduzione/riciclaggio intensivo è comunque destinato ad avvenire, e quando avverà sarà la fine degli inceneritori.
obbiezione: ma una volta che ci sono gli inceneritori nessuo sarà più portato a ridurre/riciclare! verissimo, per mantenere l’equilibrio ci vuole sicuramente una spinta culturale a far presente che ridurre i rifiuti è cosa NECESSARIA!
viva la pubblicità e la propaganda in tal senso!
p.s. quest’ultima frase scadrà tra 5 minuti, non può essere usata in nessun caso contro di me in altri topic. ;D
ciquta
14 set 2007 - 14:25 - #14Lucaesar, non si tratta proprio dell’85% ma anche del 70%.
Significa che se bruci 3tonnellate di rifiuti misti generi enormi quantità di co2 e polveri sottili e ti rimane per giunta 1 tonnellata di ceneri tossiche da smaltire nonsisaddove.
Allora quello che dico io è: facciamo la differenziata, abbiamo visto che con la differenziata puoi decimare già OGGI la quantità di rifuti misti prodotti. Questi, li andremo a bruciare nei 50 inceneritori che abbiamo oggi e che sono molti più che sufficienti, se è vero che l’inghilterra se la riesce banissimo a cavare con 3.
Non serve construirne altri, sono già stati sprecati troppi soldi che potevano essere spesi per migliorare le strutture di riciclaggio e differenziazione.
Cosa c’è di sbagliato nel mio ragionamento? Devo dire per forza che sono a favore della costruzione di nuovi inceneritori per non essere tacciato di essere un ambientalista illuso?
Berto
14 set 2007 - 14:36 - #15Visto che si fa sempre la contrapposizione tra chi ricicla e chi incenerisce vi dico una cosa: sapete dove sono + diffusi i termovalorizzatori?Nei paesi nordici e in austria e germania, campioni di riciclaggio, Vienna ne ha uno in centro..
Altra piccola postilla: se teleriscaldi una città elimini moltissime caldaie a gasolio e metano: pensate sia + facile controllare le emissioni di una caldaia vecchia di 30 anni o di un solo impianto centralizzato che non può assolutamente sgarrare?
Proust
14 set 2007 - 15:09 - #16per favore non voglio passare per uno che sostiene gli inceneritori a spada tratta, ma le cose bisogna dirle fino in fondo:
un impianto dove si inceneriscono rifiuti non è -come molti credono- un falò in cui si butta di tutto.
un impianto moderno ha una filiera di smistamento e recupero che occupa il 70-80% dell’impianto, il reso è falò; il che significa che se anche arrivano camion pieni di robacce tutte mischiate, prima di finire nel forno vengono differenziate (i metodi sono i più dversi: magneti per i metalli, essicazine, “setacci” bilogoci, etc) per cui ciò che veramente finisce nel forno è solo la frazione indifferenzabile, esattamente la stessa che ci arriverebbe se la differenziazione venisse fatta a casa.
in Inghilterra differenziano prima e bruciano il rimanente, qui ivece, vuoi per interessi politci/economici, vuoi per cultura avversa alla raccolta differenziata, si smista alla fine nella maggior parte degli impianti. il totale non cambia.
tutto questo discorso in linea di principio.
Come sospettiamo (sappiamo!) in Italia le cose non girano mai “in linea di principio” quindi alla fine si scopre che il proprietario dell’inceneritore guadagna di più se brucia di più e per questo sarà disincentivato a differenziare e tenderà a bruciare tutto indistintamente.
Ovviamente i progetti degli impianti sono fatti perchè negli stessi siano bruciati determinati elementi, se chi lo gestisce ci butta dentro tutt’altro è logico che poi le emissioni non saranno quelle preventivate (con tutte le conseguenze del caso)…
morale della faccenda: non si può condannare una tecnologia, si DEVE condannare chi la gestisce malamente per lucrare sulla pelle della gente e di sto grosso sasso rotondo che calpestiamo!
Lucaesar8
14 set 2007 - 15:11 - #17Vorrei precisare che negli inceneritori non può essere bruciato di tutto come mi pare che molti pensino. Avete parlato di rifiuti misti. Agli inceneritori deve arrivare solo quello che non può essere riciclato. Ci sono alcuni inceneritori che bruciano rifiuti “misti” ( purtroppo questo è parzialmente consentito dalla legge) ma dovremmo lottare per evitare il più possibile ciò. Come Grillo insegna ora nel 2007 possiamo farci sentire anche attraverso internet in maniera concreta e soprattutto in maniera più semplice che in passato. Le leggi possono essere migliorate.
PS: negli inceneritori che bruciano soltanto le cosiddette ecoballe ( che non sono riufiuti misti, tranne ovviamente quelle di napoli e dintorni) si producono delle ceneri che possono addirittura essere usate come concime. Chiaramente nn tutti gli inceneritori possono limitarsi a bruciare solo le ecoballe(rifiuti umidi), ma il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di cercare di risolvere i problemi, di ottimizzare la raccolta e lo smaltimento e non di opporsi a tutto per la paura che le cose non vengano fatte a regola d’arte e che così la situazione possa peggiorare. Se tutti noi facessimo la raccolta differenziata(io la faccio ormai da anni anche se nel mio paese tale abitudine è poco diffusa purtroppo,cosenza) gli inceneritori e le discariche inquinerebbero molto di meno in quanto sarebbe possibile studiare tecniche di smaltimento specifiche per la tipologia del rifiuto( e di conseguenza più efficaci).
Lucaesa
14 set 2007 - 15:11 - #18Vorrei precisare che negli inceneritori non può essere bruciato di tutto come mi pare che molti pensino. Avete parlato di rifiuti misti. Agli inceneritori deve arrivare solo quello che non può essere riciclato. Ci sono alcuni inceneritori che bruciano rifiuti “misti” ( purtroppo questo è parzialmente consentito dalla legge) ma dovremmo lottare per evitare il più possibile ciò. Come Grillo insegna ora nel 2007 possiamo farci sentire anche attraverso internet in maniera concreta e soprattutto in maniera più semplice che in passato. Le leggi possono essere migliorate.
PS: negli inceneritori che bruciano soltanto le cosiddette ecoballe ( che non sono riufiuti misti, tranne ovviamente quelle di napoli e dintorni) si producono delle ceneri che possono addirittura essere usate come concime. Chiaramente nn tutti gli inceneritori possono limitarsi a bruciare solo le ecoballe(rifiuti umidi), ma il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di cercare di risolvere i problemi, di ottimizzare la raccolta e lo smaltimento e non di opporsi a tutto per la paura che le cose non vengano fatte a regola d’arte e che così la situazione possa peggiorare. Se tutti noi facessimo la raccolta differenziata(io la faccio ormai da anni anche se nel mio paese tale abitudine è poco diffusa purtroppo,cosenza) gli inceneritori e le discariche inquinerebbero molto di meno in quanto sarebbe possibile studiare tecniche di smaltimento specifiche per la tipologia del rifiuto( e di conseguenza più efficaci).
Zak
14 set 2007 - 15:41 - #19Qui in Francia gli inceneritori sono considerati “fonte rinnovabile”.
A voi trarre le conclusioni da questo dato di fatto. :)
Proust
14 set 2007 - 15:53 - #20zak anche in italia non è chiaro:
La legge italiana DL 387 del 29/12/2003 definisce art. 2 comma 1.a:
a) fonti energetiche rinnovabili o fonti rinnovabili: le fonti energetiche rinnovabili non fossili (eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas). In particolare, per biomasse si intende: la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonche’ la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani;
harlock
14 set 2007 - 16:18 - #21per incenerire consumano più energia di quella che producono.
dov’è la fonte rinnovabile?
EvilDave
14 set 2007 - 16:41 - #22Vorrei che deste i riferimenti da cui traete queste precisissime notizie su bilanci energetici passivi (come se fosse facile fare dei bilanci energetici) e sul fatto che negli inceneritori e termovalorizzatori si bruci di tutto. Grazie.
Come dicevo nel mio commento precedente che non è stato pubblicato non sono un difensore degli inceneritori, ma se devo scegliere tra una discarica o un inceneritore di fronte a casa …beh non ho dubbi.
Il mio parere non conta, ho studiato per laurearmi in scienze ambientali per puro divertimento.
Ciao e scusate.
harlock
14 set 2007 - 17:50 - #23basta cercare
http://it.wikipedia.org/wiki/Inceneritore
EvilDave
14 set 2007 - 18:44 - #24Con tutto il rispetto per wikipedia, basare discussioni di carattere scientifico-tecnologico sulla lettura di una pagina web di questo tipo mi sembra francamente fuori luogo. Fuori documentazioni, pubblicazioni scientifiche e quant’altro. Grazie.
Il Giornale del Passatore » Blog Archive &r
15 set 2007 - 01:35 - #25[…] Leggi l’articolo su Ecoblog.it […]
ciquta
15 set 2007 - 02:17 - #26In calce alla “pagine web” ci sono tutti i riferimenti bibliografici
Luigi S.
15 set 2007 - 11:18 - #27Siamo il popolo più ignorante d’europa, come minimo ti danno del demagogico se dice no agli inceneritori. Gli inceneritori sono un grande affare quando vengono finanziati con il soldi della gente come succede da noi con il trucco CIP6. Hanno sottratto soldi alle rinnovabili per dare in nostri soldi agli affaristi italiani. Gli sono molti modi per ridurre o abbattere il ricorso agli inceneritore, come sempre l’informazione in italia è sotto controllo.
Nessuno conosce il grande sviluppo degli impianti
trattamento meccanico biologico, nessuno conosce il riciclaggio, nessuno conosce l’abbattimento del monuso, nessuno conosce la svizzera, qualcuno
la conosce è come solo per portare i suoi soldi all’estero. Saluti
EvilDave
15 set 2007 - 12:22 - #28Luigi S. sono d’accordo che siamo il popolo piu ignorante d’europa. Pero’ per evitare che venga dato del demagogico a chiunque dica no agli inceneritori bisogna che insieme al no si portino delle motivazioni scientificamente valide. io nn sono qui, ripeto, a difendere gli inceneritori ma mi da molto fastidio chi dice no per partito preso a qualcosa. L’inceneritore e il termovalorizzatore non sono la soluzione ideale, i nostri politici hanno le orecchie tappate riguardo alle rinnovabili (anche se questo governo qualcosa ha fatto ma nn l’ha pubblicizzato, recuperatevi quello che ha detto Jacopo Fo riguardo al fotovoltaico e alla nuova legge per gli incentivi); è chiaro che dobbiamo fare sentire la nostra voce ma è anche chiaro che nel frattempo qualcosa va fatto, seppur mediocre, come l’inceneritore è sempre meglio che avere discariche a cielo aperto (almeno all’inceneritore alla base c’e’ o dovrebbe esserci il differenziamento dei rifiuti, non è vero che viene tutto buttato dentro) o dare fuoco ai mucchi di rifiuti come succede in Campania.
C’e’ troppa demagogia anche nell’ambientalismo, e la cosa mi spiace parecchio.
Ma in Svizzera se non mi sbaglio hanno piu di 30 inceneritori, in rapporto al teritorio e alla popolazione sono peggio di noi !!
Fabio A.
15 set 2007 - 20:58 - #29Comunque la mettiate, gli inceneritori non consentono di risolvere il problema dei rifiuti, perché producono più rifiuti di quanti se ne immettano al loro interno.
Perché? Perché le leggi della fisica valgono anche per gli inceneritori, nello specifico la legge di conservazione della massa: bruciare i rifiuti non li fa sparire, li trasforma. Alla fine del processo resteranno delle ceneri, che andranno smaltite, e delle polveri tossicissime che vanno tombate in discariche per rifiuti tossici. Il resto se ne va nell’aere, con buona pace di chi dice che gli inceneritori non inquinano e risolvono il problema dei rifiuti.
EvilDave
16 set 2007 - 01:59 - #30Non c’e’ cosa peggiore che discutere con chi non ascolta. Va be continuiamo a scagliarci contro questi orribili mostri quando nel frattempo respiriamo tonnellate di m..da che neanche immaginiamo passeggiando per strada. Continuiamo ad accumulare rifiuti nelle discariche (quando va bene) o per le strade (dandogli fuoco) e a vivere nell’attesa dell’arrivo di quel meraviglioso giorno in cui tutte le aziende del mondo la smetteranno di pensare al profitto e penseranno all’ambiente …se ci arriveremo vivi.
Qualcuno diceva che “da sempre l’ignoranza fa paura …”
Marco-TO
16 set 2007 - 08:35 - #31Per tutti quelli che dicono che non si possono ridurre i rifiuti.
Ma avete bisogno di leggi per farlo? Qualcuno che ve lo imponga?
Io da un po’ di tempo bevo l’acqua di rubinetto che è molto più controllata di quella in bottiglia.
Oltre ai soldi che risparmio, l’ambiente mi ringrazia con tutta la plastica che non butto in discarica o negli inceneritori, i TIR che inquinano con le emissioni di CO2, PM10, PM2,5, NOx ecc.
Per farmi la barba utilizzo la semplice lametta ed un rasoio in acciaio praticamente eterno, basta con questi rasoi usa e getta con manici bi-componente impossibili da riciclare anche volendolo.
Due semplici esempi di vita quotidiana.
Come dice Padre Alex Zanotelli, “noi possiamo votare anche quando facciamo la spesa”.
Certo ceh se vi piace essere ammaliati dalle pubblicità dell’acqua minerale che ti fa diventare una modella o un calciatore famoso, di avere l’ultimo rasoio a 5 lame (!) che non serve a nulla… continuate così, contenti voi… l’egoismo al potere!
EvilDave
16 set 2007 - 10:44 - #32Si c’e’ bisogno di leggi. Purtroppo. E’ come pensare che il problema dei morti nelle strade si possa risolvere col buonsenso di tutti i guidatori. A livello teorico è vero. A livello pratico ?
vagabonda
17 set 2007 - 12:15 - #33l’ignoranza non la si sradica laureandosi, ce ne sono tanti di laureati ignoranti,razzisti e bigotti,che tristezza!
EvilDave
17 set 2007 - 13:03 - #34Nessuno sta sostenendo che un laureato non sia ignorante, ma senza ombra di dubbio non è ignorante nel campo in cui si è laureato.
La mia frase sull’ignoranza sta nel fatto che troppo spesso organizzazioni ( e partiti) che si basano su concetti e tematiche ecologiste fanno leva sull’ignoranza delle persone (ignoranza nel campo tecnico ambientale, non nella vita)per propri interessi. Bisogna trovare soluzioni, anche intermedie, per risolvere dei problemi, soprattutto nel campo ambientale che non è tra i piu semplici e prevedibili. Il no a prescindere è solo forma di ignoranza. E fa solo male. ps: per la cronaca vivo vicino ad un termovalorizzatore ma non mi sono mai messo davanti ai cancelli a gridare all’omicidio di massa.
Alsoinmybackyard
18 set 2007 - 14:38 - #35Per chi pensa che dissociatori molecolari o digestori anaerobici di forsu costino troppo suggerisco di guardare su internet le città e i comuni che hanno realizzato questi impianti (pochi in Italia ma ci sono, uno è a Ovada in Piemonte) senza per questo dover rapinare banche. Teniamo anche conto oltre al costo dell’impianto ci sono poi i proventi della produzione energetica e la riduzione dei costi per lo smaltimento in discarica. Questo solo per parlare dei costi e dei guadagni “tradizionali”, ma se volessimo anche considerare i costi indotti di inceneritori e discariche dovremmo contare spese mediche, perdita di valore di terreni abitazioni nelle zone circostanti etc.
Più che soldi serve capacità progettuale e quella o la si ha o non la si ha…
Guardate anche il caso di Monteverdi (Pisa) di cui si è parlato anche su questo blog!
Alsoinmybackyard
18 set 2007 - 14:51 - #36Aggiungo anche un altra cosa, negli inceneritori d’Italia (ultimo rapporto APAT) si vede come in realtà si brucia di tutto tramite le famose ecoballe! dunque anche metalli e vetro che ad alte temperature finiscono in aria con polveri sottilissime inferiori come dimensioni ai PM10 che sono quelle attualmente vincolate e controllate. Tali polveri sono ancora più pericolose e dannose dei PM10.
I dissociatori molecolari sono stati proposti e approvati come soluzione ALTERNATIVA AGLI INCENERITORI anche in Campania nella provincia di Benevento!!
Il problema non è la tecnologia e forse neanche i conti economici, il problema è capire in che direzione si vuole andare!