
Si è chiusa la Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici di Roma.
Bersani ha detto che bisogna bruciare più gas e meno carbone, Matteoli ha detto che non è il caso di fare allarmismi. Pecoraro ha parlato di New Deal del clima e ha pubblicato un manifesto per l’adattamento sostenibile e la sicurezza ambientale.
Al primo punto “sviluppare politiche concrete di mitigazione dei cambiamenti climatici rispettando gli impegni assunti”. Che occorra rispettare gli impegni assunti lo davo per scontato. Evidentemente, se tutti continuano a ribadirlo, mi sbagliavo. Poi leggo che si penseranno “iniziative concrete a favore del risparmio, dell’efficienza energetica e dell’utilizzo di fonti rinnovabili sostenibili.” Anche questa mi sembrava di averla già sentita, come proposta.
Al secondo punto vedo l’ammissione dell’esistenza dei cambiamenti climatici (che ancora non tutti accettano) e la consapevolezza che non sono una eventualità del futuro, ma una necessità del presente. “E’ necessario coordinare le misure di mitigazione con quelle di adattamento al cambiamento climatico”. Si sottolinea poi come si debbano (ancora) attuare la Direttiva Quadro Acque 2000/60, la Direttiva Habitat 92/43/CEE, la Direttiva Uccelli 79/409/CEE e la Convenzione Internazionale per la Protezione delle Alpi. Come vedete dagli anni indicati nelle direttive, si tratta di cose che avremmo gia dovuto fare dal 2000, dal ‘92, dal ‘79, dal ‘91.
Al punto tre si dice che “E’ necessaria la definizione immediata di un Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici” che prevede, tra le altre cose, “un programma nazionale di partecipazione, informazione, sensibilizzazione dei cittadini sui cambiamenti climatici”. Chissà se manderanno in onda la campagna “You Control Climate Change” invece degli spot di auto, merendine e creme di bellezza.
Al punto quattro si dice: “Devono inoltre essere promosse iniziative per assistere i paesi in via di sviluppo nella programmazione e nella attuazione di piani di adattamento sostenibile ai cambiamenti climatici.” Certo che se i Paesi in via di sviluppo non possono disporre dei loro soldi perché questi vengono risucchiati dai Paesi ricchi come l’Italia, che guadagnano sugli interessi del loro debito…
Al punto cinque si chiede di riconvocare la conferenza quando usciranno i nuovi rapporti dell’IPCC.
Il Ministero dell’Ambiente proporrà agli altri ministeri questa agenda:
1) Avviare una vasta opera di ricerca e conoscenza delle maggiori criticità connesse agli effetti del cambiamento climatico; impegnarsi nella preparazione di un rapporto annuale sul monitoraggio dei cambiamenti climatici e dei loro effetti sull’ambiente, sulla salute dei cittadini, sull’economia; coinvolgere in maniera vasta il mondo della ricerca e dell’università.
2) Confermare ed espandere il sistema di incentivi per il risparmio energetico nel settore residenziale; avviare un programma di sostegno per la bioedilizia, definendo normative che ne permettano lo sviluppo, con l’obiettivo di integrare le azioni di riduzione di gas serra con quelle di adattamento al clima che cambia.
3) Impegnarsi nell’incentivazione di nuove forme di consumo compatibile con le esigenze dell’adattamento climatico, a cominciare dalla promozione dell’etichettatura idrica di beni e prodotti.
4) Adeguare la gestione delle risorse idriche al cambiamento climatico. Avviare azioni volontarie di risparmio di acqua per l’agricoltura attraverso un patto con le organizzazioni agricole; evitare lo sfruttamento delle falde in prossimità delle zone umide di grande valore naturalistico; conservare l’acqua e distribuirla senza sprechi.
5) Rispondere all’impatto dei cambiamenti climatici sull’agricoltura. Difendere i prodotti tipici italiani, sostenendo l’agricoltura di qualità e l’agricoltura biologica, incentivando colture tradizionali resistenti alla minore disponibilità di acqua, sostenendo la coltivazione delle foreste manutenzione del territorio.
6) Mettere in sicurezza le coste italiane. Adeguare le regole urbanistiche sulla linea di costa, ripensare alle infrastrutture portuali, alle reti di trasporti, alla localizzazione di impianti di produzione di energia in relazione alla variazione della linea di costa; ripristinare le dune costiere e le zone umide.
7) Rispondere all’atteso aumento della frequenza e gravità degli eventi estremi sistemando e rimettendo in sicurezza le aree a maggior rischio idrogeologico. Applicare le norme di sicurezza per le costruzioni nelle zone di espansione dei fiumi e nelle aree a rischio frana e valanga, riforestare le aree a bassa copertura vegetale con l’obiettivo di mitigare gli effetti del riscaldamento climatico e di adattare il territorio ai rischi indotti (difesa suolo, desertificazione);
8) Provvedere a un’azione di gestione sostenibile delle risorse marine; avviare meccanismi per lo sviluppo della pesca sostenibile; mettendo a punto un piano di recupero della risorsa fiume, coordinando le azioni di salvaguardia dell’ecosistema e la gestione della risorsa idrica.
9) Pensare alla montagna: incoraggiare un turismo meno legato alle esigenze sciistiche, più consapevole del patrimonio naturalistico. Puntare alla riqualificazione delle aree sciistiche, sottoporre la realizzazione di nuove infrastrutture alla verifica della fattibilità e della convenienza economica.
10) Inserire nelle strategie sanitarie la variabile dei nuovi rischi collegati al clima sia per quanto riguarda la localizzazione che il funzionamento delle strutture sanitarie
11) Mettere a punto di un sistema ancora più efficiente di early warning meteoclimatico nelle aree a maggior rischio alluvioni e frane, per intervenire preventivamente là dove già si sa che le emergenze si produrranno
12) Aumentare il livello di partecipazione e di coinvolgimento dei cittadini nelle politiche di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici; lanciare iniziative di sensibilizzazione e partecipazione democratica con la realizzazione di un Climate Day, da effettuarsi nel giorno della ratifica del Protocollo di Kyoto (16 febbraio).
13) Realizzare forme di incentivi ambientali per il lavoro e le imprese anche in relazione alle nuove norme della contabilità ambientale.
Via | CNCC
barch
14 set 2007 - 08:56 - #1ahahhaha, fantastico!
Quest’uomo è semplicemente imbarazzante!
Fare una conferenza “contro i cambiamenti climatici” a Roma e solo noi! ahahah
Eppoi se fosse un problema vero si chiamerebbero dei tecnici…no invece solo politici a dire le stesse fandonie…risparmio e rinnovabili! Ma poi ditemi come si fa a vedere una causa diretta tra i punti proposti da pecoraro ed i “cambiamenti climatici” e su quali basi scientifiche.
Ad esempio mi dite che cosa c’entra la pesca sostenibile con i cambiamenti climatici? Oppure il “vivere la montagna non legata solo ad esigenze sciistiche”…ma perchè il clima dipede da qualche centinaio di persone che sciano?! Oppure “aumentare il livello di partecipazione introducento il Climate Day”….
Sono ovvie misure contro i cambiamenti climatici!
Questo è totalmente pazzo, pura demagogia politica ed uso della carica di ministro per propaganda politica! Allucinante….eppoi magari ci verrà a dire che lui ha fatto tanto nel suo ministero come l’aver organizzato la difficilissima conferenza nazionale sui cambiamenti climatici….!
Magari la prossima volta si inventa quella contro l’inclinazione dell’asse terrestre o quella contro la pioggia…
Che ridere…!
Proust
14 set 2007 - 09:13 - #2“sviluppare politiche concrete di mitigazione dei cambiamenti climatici rispettando gli impegni assunti”
questo non dovrebbe essere “il suo mestiere”? Oo
perchè propone ad una conferenza una cosa per cui vieni già pagato?
è come se un meccanico in un officina alzasse la mano e dicesse: “propongo di aggiustare le macchine!”
bah…
Bio7
14 set 2007 - 09:18 - #3è proprio un pecoraro… con tutto il rispetto per i pecorari.
Marco-TO
14 set 2007 - 09:44 - #4Chissà perché NESSUNO ha ancora detto, certo non le TV ed i giornali, che le fonti rinnovabili sarebbero ben finanziate con il discorso “CIP6″, cioè tutti noi paghiamo una quota nella nostra bolletta ENEL per il finanziamento delle fonti rinnovabili. Peccato che 15 anni fa qualcuno inserì una parolina, “assimilabili”. Bene da allora parecchi milioni di euro sono andati a finanziare gli inceneritori. Non entro nella diatriba inceneritore Sì o No ma converrete con me che non può essere considerata una fonte rinnovabile!
Proprio per questo in Italia vi è la corsa a costruire gli inceneritori, sono sostenibili economicamente grazie ai contributi CIP6.
Pensare che consulente del Ministero dell’Ambiente è un certo Maurizio Pallante, se vi capita leggete un suo libro o assistete ad una sua conferenza. Temo che però nessuno lo ascolti a Roma…
Giancarlo Fiorito
14 set 2007 - 15:48 - #5Invece è stato giusto farla la conferenza e anche furbo poco prima dell’inizio della discussione della finanziaria.
Quello che non si è detto (oltre all’inghippo del Cip 6) è che il pietoso settore trasporti avvelena localmente, insieme a riscaldare globalmente a causa della bassissima efficienza dei motori a scoppio.
Allenaza con la natura? Credo si debba osare dire le cose come stanno: va stabilizzata la produzione di elettricità oltre alle emissioni ad effetto serra. QUEL montante di GWh verrà progressivamente prodotto in modo sempre più pulito, inizialmente (aimè) col carbone di ultima generazione..
Fissando la produzione si incentiveranno davvero le economie di energia e, ad esempio, non vedremo più i condizionatori al massimo in tutti i negozi con le porte spalancate!!
(Nè quegli scaldini ridicoli nei centri storici d’inverno)
barch
15 set 2007 - 03:54 - #6Giancarlo,
che visione naif che hai del sistema elettrico; cito: “fissando la produzione si incentiveranno davvero le economie di energia”
guarda ti propongo una cosa…fissa la produzione a casa tua, e non comprare più un elettrodomestico o qualsiasi cosa consumi energia…non comprare cellulari nuovi, toast, microonde, non comprare televisoni, stereo, hipod, pc….niente di niente….fissati la produzione…e non comprare nulla!!!!!!
Ma credi veramente si possa fare?!?! Ma se poi la giornata del liveearth è stata fatta consumando migliaia di MWh per fare concerti, petrolio per far spostare la gente….ma va…!
dragonshare
18 set 2007 - 10:25 - #7la solita conferenza,che non risolve il problema….ma quante ne hanno fatte di conferenze e quanto è cambiato…questa è l’ennesima che non cambierà niente.Sapete quando avverrà il cambiamento,fra un po’ di anni,quando lotteremo per la sopravvivenza.Gli interessi economici vanno aldilà del benessere e sopravvivenza della popolazione mondiale ed ella terra.Noi faremo la fine degli abitanti dell’isola di pasqua che pur rilevando il problema hanno continuato la loro strada e si sono estinti….Chi è causa del suo male deve piangere se stesso.Peccato che ci rimetta anche gente che non ha colpa e che lotta tutti i giorni per un mondo migliore….