
Il vino è morto. Che sia chiaro, il vino è morto. E non solo il vino. La frutta. Il formaggio…Il vino rappresenta un rapporto quasi religioso tra l’uomo e gli elementi naturali. Con l’immateriale. Ci vuole un poeta per fare un grande vino - Aimè Guibert
di Jonathan Nossiter. Genere Documentario, colore 159 minuti. - Produzione USA, Francia 2004
Il vino nell’era del mercato globalizzato. Un viaggio tra il vecchio e nuovo continente in cui vengono intervistati produttori, eminenti critici, esperti enologhi e caparbi viticoltori: un mondo che tecnologia e leggi di mercato stanno radicalmente cambiando. Si vedono i grandi imprenditori del vino americani, con le loro super-cantine high tech, che, da buoni araldi della globalizzazione vinicola, votano tutti i loro sforzi (economici e non) alla conquista delle classifiche delle prestigiose riviste di settore (come wine spectator), i cui critici, osannati come degli oracoli, arrivano, con i loro giudizi, a influenzare il mercato del vino ed la stessa produzione dei viticultori. La resistenza a questo movimento, la fanno come al solito i piccoli, che vedono avanzare questo appiattimento “monoculturale enologico” a discapito della diversificazione locale della cultura del vino. Purtroppo pero’, molti sono quelli che scompaiono, fagocitati dalle grosse “industrie” del vino, insieme ai loro vitigni autoctoni e ai metodi di lavorazione di tradizione millenaria.

Un bel documentario di 2 ore e 30 per presentare un problema ai più sconosciuto. La cultura del vino sta radicalmente cambiando, se in peggio o in meglio è ancora presto per dirlo: i vini prodotti con crismi tecnologici, pareri di illustri enologi e la benedizione dei critici non sono cattivi, anzi…tutt’altro. Gli effetti collaterali pero’ ci sono e non sono delle mere coincidenze, anzi hanno un che di sistematico: vini prodotti tutti allo stesso modo, che mirano tutti ad avere il sapore del momento (quello solitamente che piace ai critici), che schiacciano sul mercato le produzioni locali dei piccoli e “diversi” concorrenti.
Questo lavoro, girato da Jonathan Nossiter è reperibile nella bella edizione DVD edita da Feltrinelli. Qualche volta lo passano pure su qualche canale satellitare. Senno’ lo potete recuperare anche nel felice e ridente mondo della condivisione
Buona Ecovisione
» Gli altri film della rubrica EcoCinema
vagabonda
19 set 2007 - 10:23 - #1Da una settimana lavoro come stagionale presso una cantina sociale, dove faccio l’operaia e cioè mi tocca spazzare il piazzale dagli scarti che volano qua e là, aiutare i contadini ad aprire e poi chiudere le pesantissime sponde dei loro carri (ho un mal di schiena da pazzi), quando questi non sono automatici li devo incatenare alle piattaforme per poi rovesciarne il contenuto nelle vasche di raccolta dell’uva, a fine serata bisogna lavare tutte le macchine e le vasche, e bisogna farlo bene altrimenti si incrostano fino al giorno dopo, con un notevole spreco di acqua che mi piange il cuore ogni volta e mi sento una criminale che porterà al disseccamento del Po.
Ma la cosa che proprio mi schifa è che prima di tutto l’uva non viene lavata perciò ci beviamo un sacco di disserbanti, poi se l’uva casca in terra la devo raccogliere, perciò nella vasca oltre all’uva ci vanno gli scarichi dei camion e dei trattori e anche un pò di asfalto (che prelibatezza!).
CIN CIN A TUTTI
PS spero che i vini biologici li facciano ancora trasportando l’uva nei carretti trainati dai muli e torchiandola nei vecchi cari torchi di legno. altrimenti è una presa per i fondelli.
Fabio Ingrosso
19 set 2007 - 11:34 - #2Bel post, bella recensione, seguirò il tuo viaggio nel cinema e nel vino Pentolaccia! Effettivamente fare vino oggi è molto diverso da come lo facevano i nostri nonni, ma trovatemi qualche cosa che non è diversa! Ruguardo gli americani, poi: è un latro mondo del vino, credetemi. Un mondo che non so se dire che mi garba o meno.
EcoCinema: Mondovino
19 set 2007 - 15:54 - #3[…] continua su Ecoblog… PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ postato da Gabriele C. il mercoledì 19 settembre 2007 in: […]