Chiude l'Ilva dopo 7 arresti e il sequestro e il WWF ricorda: "Prima però la bonifica"

Ore 21:15 Tutte le agenzie battono la notizia che è deciso: l'Ilva chiude e con essa 5000 lavoratori saranno a casa. Il Governo convoca per giovedì 29 novembre i sindacati e gli enti locali. L'Ilva comunque annuncia ricorso essendo stata autorizzata alla produzione dall'AIA voluta fortissimamente dal ministro Clini. Il WWF emette in merito una nota in cui ribadisce che nonostante la chiusura l'area va bonificata così come richiesto dalla magistratura:

Anche se l’Ilva ha deciso di chiudere gli stabilimento di Taranto, dovrà comunque pagare per il risanamento dell’area. Si tratta di un intervento rilevante che potrebbe dare occupazione per lungo tempo ai lavoratori che oggi costretti a lavorare in condizioni umane e sanitarie inaccettabili. Chiediamo quindi al Governo di non cedere al ricatto dell’Ilva, di assumere le decisioni che impone la legge e costringere la società a restituire l’area, una volta risanata, all’ambiente e al territorio. Chiediamo inoltre al Governo di decidere quale debba essere il futuro della città di Taranto una volta bonificata.

Ore 10:00 L'operazione della Guardia di Finanza che si sta svolgendo in queste ore in tutta Italia è stata chiamata Ambiente svenduto e ha portato al momento all'arresto di 7 persone con l'accusa di associazione a delinquere, concussione e disastro ambientale coinvolte con diversi gradi di responsabilità in merito all'inquinamento a Taranto e generato dall'Ilva .

Come riporta sulla sua pagina Fb Angelo Bonelli presidente dei Verdi ecco i nomi:

Tre arresti in carcere, quattro ai domiciliari. Avvisi di garanzia per il presidente dell’Ilva Bruno Ferrante e per il direttore dell’Ilva di Taranto Adolfo Buffo. Associazione a delinquere finalizzata a commettere più delitti contro la pubblica incolumità nonchè delitti contro la pubblica amministrazione. Corruzione in atti giudiziari, concussione. Finiscono in carcere l’ex direttore dello stabilimento di Taranto, Luigi Capogrosso, e l’ex responsabile delle relazioni esterne Girolamo Archinà. Fabio Riva, già vicepresidente e amministratore delegato dell’Ilva, è latitante. Nuova misura cautelare agli arresti domiciliari per il patron Emilio Riva, per il consulente Lorenzo Liberti, per l’ex assessore provinciale all’ambiente del Pd, Michele Conserva e per un rappresentante della Promed Engineering di Taranto. Gli uomini della Finanza stanno eseguendo questa mattina il sequestro preventivo dei prodotti finiti e/o semilavorati destinati alla vendita ovvero al trasferimento in altri stabilimenti del gruppo.
La tesi della magistratura di Taranto è che nonostante il sequestro degli impianti del 24 luglio scorso, l’Ilva continua a produrre acciaio inquinando. Dunque, l’acciaio è il prodotto dei reati contestati.

Posta sotto sequestro, come riferisce Pubblico, anche la produzione degli ultimi 4 mesi e che non potrà essere venduta essendo stata prodotta in un impianto non a norma. Lo stop posto alla produzione diventa così definitivo.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state firmate dal Gip Patrizia Todisco e Vilma Gilli in merito all'inchiesta denominata Environment Sold Out, ossia Ambiente svenduto e riguarda un filone d'inchiesta parallelo a quello già in atto a Taranto. Gli arresti nella notte e riguarderebbero persone della famiglia Riva, politici e amministratori di Taranto che avrebbero taciuto i dati sull'inquinamento dell'Ilva.

Foto | Getty Images

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