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Rigassificatori, veti e prezzo del gas

Pubblicato: 18 set 2007 da lumachina

Commenti dei lettori

Emma Marcegaglia di ConfindustriaSubito i rigassificatori? Basta veti?
I rigassificatori li vogliono le imprese che li costruiscono, il ministro Pier Luigi Bersani che ci farebbe salire il PIL e la vice presidente di Confindustria con delega per l’Energia, Emma Marcegaglia. La Marcegaglia (foto di sx presa da Forbes, foto di dx da Confindustria) in una intervista sul Corriere della Sera spiega: “Spesso ci si ferma già prima, a livello locale. E anche qui, la penso come Bersani: mettiamo un meccanismo per cui le decisioni non si trascinino per anni. Le Regioni, o i singoli enti, dopo un certo periodo di tempo siano obbligati a dire si o no. E se sono dei no, chi li pronuncia se ne assuma responsabilità e conseguenze. Questo non può continuare a essere il Paese dei veti”.

Concordo sul non trascinare le decisioni per anni, ma oggi il petrolio costa 81 dollari al barile e il prezzo del gas e’ legato a quello del petrolio. Che ne dite di pensare di scaldarci evitando gli sprechi, invece che comprare gas a prezzi da salasso?
La previsione degli analisti per il 2007 e’ di 85 dollari al barile e quella per il 2008 si attesta sui 95. Se abbiamo un debito, perché cercare di averne uno ancora più grande? Perché il gas lo pagano i cittadini?

Il tutto si chiarisce quando si arriva a parlare di possibili guadagni e investimenti: solo tra bonifiche e rigassificatori si parla di almeno 4 miliardi di euro. Ad opporsi ai rigassificatori, oltre alle popolazioni locali, e’ rimasto il ministro per l’Ambiente, Pecoraro Scanio, che vorrebbe una finanziaria verde. Emma Marcegaglia ha un altro obbiettivo, oltre ai rigassificatori: il nucleare.

» Energia: Marcegaglia, subito rigassificatori, basta veti su AGI

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18 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Proust

    Proust

    18 set 2007 - 11:24 - #1
    3 punti
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    adesso però non parliamo del Gas naturale come se fosse l’alito del diavolo; il prezzo del gas è destinato a salire come tutti i combustibili fossili, ma in misura decisamente minore del petrolio e derivati.
    I rigassificatori contribuirebbero notevolmente a frenare quasta crescita perchè il trasporto in forma liquida costa molto meno di quello in forma gassosa…

    altro discorso è lo sfruttamento economico dei rigassificatori: diventare il centro primario di importazione del gas europeo mi darebbe fastidio perchè comporterebbe oneri ambientali impressionanti, ma se ogni rigassificatore mi permettesse di spgnere una raffineria di petrolio risparmiando anche qualcosa garantendo il fabbisogno energetico nazionale allora ben venga!

    poi scusate: se ho la macchina a metano sono un ecologista e se voglio diffonderlo nel paese per sostituire il petrolio sono uno schiavo del sistema? Oo

  • Renato Dacchi

    18 set 2007 - 11:52 - #2
    1 punto
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    Segnalo sito con elenco completo di utili consigli per risparmiare fino al 50% sulle bollette di acqua, luce e riscldamento.
    Vivi sostenibile RISPARMIANDO risorse! Così non avremo bisoglo di tutti quei rigassificatori!

    www.diapasonconsulenze.com/Casa_A+.htm

  • f

    18 set 2007 - 12:07 - #3
    1 punto
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    quoto renato…..e per favore togliete la foto del fratello della Marcegaglia.

  • Profilo di chube

    chube

    18 set 2007 - 12:10 - #4
    1 punto
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    Ma siamo così sicuri che confindustria operi per il benessere dei cittadini? Il progetto di OTTO rigassificatori mi pare eccessivo e visti i due gasdotti in costruzione appare palese l’interesse commerciale di trasformare l’Italia in una stazione di smistamento per il gas europeo. Questo progetto equivale a prostituirsi per compiacere ai paesi che non possono o non vogliono avere questi impianti sotto casa ed un’ulteriore passo verso un degrado irreversibile.

    @Proust: alcune tue affermazioni mi lasciano perplesso…
    1) Nessuno mette in dubbio che il GAS continuerà ad aumentare di prezzo, poiché fossile come il petrolio è destinato ad esaurirsi e le leggi del mercato non cambiano, ma non capisco l’affermazione secondo la quale il trasporto in forma “liquida” sia più economico di quella “gassosa” (per la quale credo tu intenda via gasdotto). Da quanto ne so i processi di conversione sono molto onerosi ed una percentuale non indifferente di gas viene combusta per alimentare il processo di liquefazione, il trasporto e riconversione sono da considerarsi come procedimenti molto pericolosi per i quali sono necessarie misure di sicurezza estreme, e queste non sono gratis ma generalmente a carico dei cittadini.
    2) Aumentando la produzione di gas non è provata la diminuzione dei consumi petroliferi. Solo una minima parte viene utilizzata per il trasporto, il resto per la produzione energetica, riscaldamento ed industria. Non mi pare che vi siano sovrapposizioni significative e quindi temo che i consumi si sommeranno. L’abbondanza non ha mai contribuito al risparmio.
    3) Purtroppo anche utilizzando una macchina a metano o gpl si è schiavi del sistema.

  • Profilo di Oberon

    Oberon

    18 set 2007 - 12:13 - #5
    3 punti
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    Riporto direttamente da una puntata di report, un commento fatto da Milena Gabanelli:
    “Vogliamo fare i rigassificatori perché abbiamo paura che la Russia ci chiuda i rubinetti e per essere competitivi sul prezzo. L’Eni però potrebbe portare direttamente in Italia il gas prodotto in Kazakistan senza passare dalla Russia e quindi dalla tagliola Gazprom, ma per ora non si fa. Si potrebbe portare in Italia il gas prodotto in Egitto ma siccome da lì può arrivare solo liquefatto ci vogliono i rigassificatori, che non abbiamo. Bisognerà costruirne qualcuno. In sostanza il gas non manca ce n’è,quello che non si conosce è il prezzo. Quel che è certo è che siamo tra i paesi messi meglio al mondo con il tubo che ci fornisce dalla Sicilia, dal Friuli e dal Piemonte e a breve dalla Sardegna. E in Europa invece, siamo anche l’unico paese che ha presentato domande per costruire 13 rigassificatori. Molte di queste domande sono fatte da società straniere che vorrebbero venire qui a fare magazzino. Tutto questo mentre l’Europa sta sviluppando sempre di più le fonti energetiche alternative. Quelle che poi non lasciano poi ai figli brutte eredità.”

    Le conclusioni mi sembrano abbastanza palesi: l’italia è una piattaforma sul mediterraneo, i rigassificatori si fanno sul mare… quale compagnia estera non avrebbe interesse a sfruttarci come stazione di stoccaggio? Mica ci servono 13 rigassificatori… a noi no, a loro si però. Si arricchiranno i soliti potenti (vedi per es. le tangenti per il rigassificatore di brindisi)… invece di investire in tecnologie rinnovabili ecco dove vogliono investire i nostri politici, complimenti!

  • geppe67

    18 set 2007 - 12:52 - #6
    1 punto
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    siamo un paese di idioti.
    la sovrintendenza alle belle arti di Brescia boccia tutte (e ripeto tutte) le domande di installazione di pannelli solari perchè offendono il paesaggio.
    questo dopo aver fatto spendere ai cittadini migliaia di euro per le domande, i progetti, ecc.

  • Profilo di Proust

    Proust

    18 set 2007 - 13:02 - #7
    1 punto
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    Sicuramente il processo di liquefazione e gassificazione è costoso, ma bisogna considerare che la densità del gas liquefatto è molto superiore a quello in forma aerea, da qui il risparmio sul trasporto (ad oggi girano per mare navi che portano bomboloni di gas “gassoso” solo perchè in Italia non c’è modo di ritrasformarlo dalla forma liquida).

    per l’autotrazione al momento c’è poco da fare, benzina è e benzina rimarrà, ma se si considera che più della metà delle caldaie da riscaldamento in Italia sono ancora a Gasolio/nafta/paraffina (si esistono ancora purtroppo) una maggior disponibilità di gas potrebbe spingere verso un rinnovamento delle stesse e conseguenti miglioramenti ambientali ed economici.

    Altro aspetto da non sottovalutare è l’alleggerimento della dipendenza dai paesi dell’est europeo (Russia e Ucraina su tutte) che paradossalmente potrebbero influire sul prezzo del gas più del progressivo esaurirsi della risorsa.

    Sono abbastanza contrario a far diventare l’Italia la “bombola” d’Europa anche se ciò potrebbe portare benefici monetari il prezzo rimarrebbe troppo elevato, come in tutte le questioni ci sono dei pro e dei contro.

    Poi ovviamente non è corretto analizzare una questione alla volta, (gas si/no, solare si/no, nucleare si/no etc) bisogna sempre tenere presente il quadro generale, la fattibilità economica e tecnologica e le interazioni che tutte queste scelte hanno le une sulle altre.

    In fin dei conti direi che i 4 rigassificatori progettati e dimensionati per venire in contro ai fabbisogni del paese si dovrebbero fare perchè sarebbero un miglioramento, mentre dico no agli altri 10/12 che farebbero arricchire (chi poi?) a scapito della salute e dell’ambiente. ;)

  • Profilo di ice

    ice

    18 set 2007 - 14:08 - #8
    0 punti
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    quoto PROUST

    secondo me bisonga sempre puntare alla soluzione ideale, ma averne anche una che sia un male minore.
    Poi evitare gli eccessi…..da 0 a 13 rigassificatori mi sembra troppo
    Ma considerati tutti i progetti di centrali a carbone pulito (che a me sembra un ossimoro…) preferisco un paio di rigassificatori.

    Poi anche la scelta dei beni architettonici di Brescia mi sembra non campata per aria.
    Il fotovoltaico è una tecnologia su cui occore investire anche nella ricerca. Per esempio il miglioramento della resa dei pannelli flessibili permette di adagiarli sugli stessi coppi rendendo il tutto meno invasivo
    Ci sono anche tecnologie per spruzzare i pannelli a mo di stampa su superfici di goni tipo.
    Per questo come vedete anche il fotovoltaico adesso potrebbe essere un male minore…deturpare i tetti delle case con pannelli solari…..mi sembra la stessa obiezione che viene fatta all’eolico di deturpare il paesaggio
    Questione di gusti (chi mi cita gli uccelli migratori…..ovvio che se ci fossero ovunque..poveretti, ma credo possano modificare le loro rotte di qualche centinaio di metri, si sono dovuti adattare alla bonifica delle aree paludose che usavano per le loro soste..credo questo sia il meno)
    come vedete rigassificatori, eolico, fotovoltaico sono soluzioni che vanno commisurate.

  • Profilo di Luca M

    Luca M

    18 set 2007 - 14:31 - #9
    1 punto
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    Anzitutto i complimenti al grafico che ha ritoccato con maestria la foto della Marcegaglia.

    Poi parliamo dei rigassificatori:
    da quello che sapevo io il problema dei rigassificatori sta nel fatto che non c’è più interesse economico nel liquefare e rigassificare il gas, ovvero si tende sempre più a immetterlo nei dotti e via.

    Però poi ho letto su greenreport che il gas liquefatto potrebbe essere usato anche per la trazione modificando i diesel.
    Se proprio si volesse usare il gnl. Ve lo dico perchè non ero a conoscenza di questa tecnologia! =)

    http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=9466

    Saluti

  • Profilo di harlock

    harlock

    18 set 2007 - 14:33 - #10
    2 punti
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    “E se sono dei no, chi li pronuncia se ne assuma responsabilità e conseguenze. Questo non può continuare a essere il Paese dei veti”

    e se ci sono diossine, discariche di rifiuti industriali, scorie e morti operaie nessuno si preoccupi: nessuno pagherà per il danno ambientale, non è mai successo, volete che cambi ora?

    Confindustria non ha ancora capito che il mondo deve andare verso un futuro meno capitalistico? mai sentito chi parla di una decrescita felice?

  • Aiace

    18 set 2007 - 15:38 - #11
    0 punti
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    si da per scontato che il gas in italia manchi. NON manca. come segnalato inun post precedente, Report segnala che l’enel usa tutto il gas in eccesso che potrebbe servire per riscaldamento per venderlo all’estero. allora c’e’. qualcuno guadagnerebbe sui rigassificatori. che si costruiscono senza che ci siano ancora stati gli ok dei vari enti… tanto si condonano.

  • Profilo di da88

    da88

    18 set 2007 - 19:45 - #12
    1 punto
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    Se certe decisioni venissero prese coinvolgendo veramente la popolazione locale probabilmente non ci sarebbero tutti i veti in corso d’opera; è altrettanto probabile che parte degli impianti verrebbe bocciata.
    A Brindisi ad esempio si pretende di inserire un rigassificatore all’interno di un’area portuale che invece vorrebbe qualificarsi come terminale passeggeri e dove è gia consistente il traffico merci, inoltre nella zona esistono gia due centrali elettriche (una a carbone, la più inquinante d’Italia, e una a gasolio) oltre a diverse industrie chimiche. Penso che se avessero proposto la chiusura/conversione della centrale a carbone e la produzione di elettricità con il metano il rigassificatore sarebbe potuto essere più accettabile!!!!

  • f

    18 set 2007 - 21:56 - #13
    1 punto
    Up Down

    “Ma considerati tutti i progetti di centrali a carbone pulito (che a me sembra un ossimoro…) preferisco un paio di rigassificatori.”

    ecco fatto…sventolano lo spaventapasseri insieme ai rigassificatori e c’è chi ci casca! Ice non prenderla sul personale, ma la tattica dello spauracchio è vecchia come il cucco! “o ti mettiamo i rigassificatori altrimenti metteremo il …carbone pulito (!!! O_o )”

  • Profilo di Miky23

    Miky23

    19 set 2007 - 10:23 - #14
    1 punto
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    Bravo Prous… Quello che hai detto sintetizza al meglio l’atteggiamento nazionale verso l’Energia in generale. A tutti piace vivere nelle comodità ma a nessuno (o quasi) importa su come queste comodità ci vengono fornite! Abbiamo bisogno di Energia, e non possiamo continuare a dire di NO a tutto… arriverà il momento in cui RIMPIANGEREMO di alcune scelte fatte e di quelle che ci accingiamo a fare.
    SVEGLIA…. L’ENERGIA PER ACCENDERE LA LUCE DI CASA NON SI PRODUCE DAL NULLA!!!

  • geppe67

    19 set 2007 - 11:21 - #15
    0 punti
    Up Down

    NO a eolico e fotovoltaico perchè deturpano l’ambiente, NO al nucleare perchè … fa paura, NO al carbone perchè inquina, NO ai termovalorizzatori perchè ci avvelenano, NO ai rigassificatori perchè non vogliamo diventare la bombola d’europa.
    ne ho saltato qualcuno?

  • Profilo di Miky23

    Miky23

    21 set 2007 - 10:34 - #16
    1 punto
    Up Down

    No, più o meno hai detto tutto… Io propongo di tornare in capanne di paglia e bruciare arbusti!!

  • Gian Joseph Morici

    10 dic 2007 - 19:38 - #17
    0 punti
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    Si può far patire il freddo alla popolazione, solo per un arricchimento illegittimo? Questo è quanto hanno fatto…

    Forse sarebbe sufficiente non cedere illegittimamente le scorte della nazione, lucrando…
    Mentre si cerca di convincere la popolazione che i rigassificatori sono indispensabili, e allo scopo si lascia al freddo la popolazione, ecco come aziende private si arricchiscono vendendo all’estero l’energia prodotta con il gas, che avrebbero dovuto utilizzare per la nazione.

    http://www.autorita.energia.it/docs/06/037-06.htm

    Con la complicità dei media e a volte, come dimostrato a Brindisi, grazie a laute tangenti, si condannano le popolazioni locali sull’altare di interessi privati.
    Posto che le società interessate a simili progetti sono soggetti privati, anche allorquando a partecipazione statale, e mentre gli utili vanno ripartiti tra i soci, una parte dei costi sono a carico dei cittadini, oltre alla sanzione amministrativa, non potrebbero ravvisarsi estremi di reato?

  • Gian Joseph Morici

    10 dic 2007 - 19:40 - #18
    0 punti
    Up Down

    E inoltre..
    S.p.a made in Italy, in corsa per il dominio dell’energia. Spesso ci meravigliamo e accusiamo gli U.S.A. per le guerre in nome del “business”. Ma cosa fanno di tanto diverso le aziende italiane che operano nel settore dell’energia?
    Cresce l’attenzione verso i paesi del “Terzo mondo”, da parte dei paesi industrializzati e “civili”.

    Infatti, è in Africa che si combatte una guerra, delle cui vittime non si parla neppure.

    E’ la “guerra per l’energia”.

    Andy Rowell, in un suo scritto, così descrive quanto accade:

    “Saro Wiwa e gli altri provenivano da Ogoniland, una piccola regione del delta del Niger dove la Shell aveva trovato il petrolio negli anni cinquanta. Mentre la compagnia diventava ricca grazie ai profitti ottenuti dallo sfruttamento del delta, le comunità vivevano nella povertà, incapaci di soddisfare necessità fondamentali come quella alla salute e alla disponibilità di acqua potabile. Nei primi anni novanta, Saro Wiwa e gli ogoni si mobilitarono organizzando nel gennaio 1993 un raduno all’interno del quale circa 300.000 ogoni si radunarono per protestare contro la Shell.
    “La marcia è contro la devastazione dell’ambiente”, disse Saro Wiwa. “È contro il mancato pagamento delle royalties. È contro la Shell. È contro il governo federale, perché sta cercando di distruggere il popolo degli ogoni”. Punti di vista come questi misero Saro Wiwa e gli ogoni in una posizione di forte scontro con le autorità locali, che ha portato alla sua continua detenzione, alla sua tortura e al suo omicidio.
    Ma un altro pericoloso elemento si è aggiunto al caos del Delta del Niger. È l’insaziabile sete di petrolio e di gas degli Usa”.

    Ma nella “cattolicissima” Italia, nessuno si accorge delle malefatte italiane in Africa.

    Nessuno vede il “traffico dei rifiuti”, nessuno parla dello sfruttamento delle risorse e della povertà dei popoli africani.

    La Nigeria, è al centro di grandi interessi economici, che non tengono conto delle vite umane e l’insaziabile “sete di petrolio e di gas” degli USA, non è diversa da quella italiana.

    Se servizi come quello di Andy Rowell riferito alla Shell, suscitano nel popolo italiano tanta indignazione, come dimenticare i tanti e recenti coinvolgimenti delle nostre S.P.A. nel saccheggio dell’Africa?

    Anche noi siamo interessati a quel petrolio e a quel gas, a tal punto da averne acquistato i diritti allo sfruttamento dei giacimenti, come nel caso del contratto di estrazione del gas naturale in Nigeria, stipulato con l’Enel.

    E mentre il mondo “civile” continua a curare i propri interessi e le società continuano ad arricchirsi, nel “terzo mondo” si continua a morire per fame.

    Una foto, mostra un bambino che sta morendo e un avvoltoio che aspetta di divorarne il corpo.

    L’immagine, scattata da Kevin Carter, vinse il premio Pulitzer nel 1994.

    Nessuno seppe mai cosa ne fu di quel bambino.

    Il fotografo, dopo aver scattato questa foto, entrò in uno stato di depressione che lo portò tre mesi dopo al suicidio.

    Alla “cattolicissima Italia”, poco importa dei bimbi d’Africa e ancor meno delle regioni del Sud, dove è sempre possibile realizzare quanto non si può fare “nel proprio giardino”.

    Quanto siamo ipocriti, nel far finta di non vedere ciò che accade…