Centrali a biogas e biomasse, per i medici Isde "inutili e dannose"

Si è tenuto sabato 24 novembre l'incontro pubblico "Biogasbiomasse e biodigestori. Scelta ecologica o ecotruffa?", organizzato a Manziana (Roma) e promosso dai comitati locali impegnati in difesa dell’ambiente e della salute che ha visto una partecipazione numerosissima ed attenta di cittadini e della stampa locale e nazionale.

Numerosi esperti si sono avvicendati nel manifestare il loro "no" a progetti di centrali a biogas, biomasse ed impianti biodigestori, documentando dettagliatamente il loro parere negativo:

Le centrali a biogas e biomasse sono inutili e dannose per la salute e l'ambiente. Questi impianti vengono costantemente proposti su tutto il territorio nazionale per conseguire, una volta realizzati, importanti incentivi economici. Così sono spacciati per fonti rinnovabili quando in realtà lo sono soltanto formalmente

ha dichiarato Gianni Tamino, biologo dell’Università di Padova e membro del comitato scientifico dell’Associazione italiana medici per l’ambiente (Isde).

Tamino, nella sua lunga relazione, ha mostrato chiaramente l'inutilità e la dannosità per salute e ambiente di questi impianti che vengono costantemente proposti su tutto il territorio nazionale per conseguire, una volta realizzati, importanti incentivi economici in quanto spacciati per fonti rinnovabili quando in realtà lo sono soltanto formalmente.

Anche Antonella Litta, referente Isde per Viterbo, è sulla stessa lunghezza d'onda:

Gli interventi degli esperti hanno dimostrato con solidità scientifica l’inutilità e la dannosità per ambiente e la salute delle centrali a biogas a biomasse e dei biodigestori in un territorio in cui non vi è necessità di aumentare la produzione di energia elettrica.

Nello specifico, ha spiegato Litta, il Lazio è al centro del problema: il grave stato d'inquinamento provocato dal più grande polo energetico d'Europa, quello costituito dalle centrali di Civitavecchia e Montalto di Castro (che da 50 anni immettono nell'atmosfera tonnellate di gas e polveri nocivi), che causa ingenti danni alla salute pubblica, come evidenziato da numerosi studi epidemiologici.

Serve una rigorosa e corretta gestione dei rifiuti che se realizzata attraverso la raccolta differenziata, con il 'porta a porta', con una reale politica del riuso del riciclo e della riduzione dei rifiuti e soprattutto dei materiali da imballaggio, non avrebbe alcun bisogno della realizzazione di impianti di incenerimento, biodigestione e discariche

sostiene invece Mauro Mocci del Coordinamento dell’Alto Lazio dell'Isde nella relazione "Biodigestori anaerobici alimentati da rifiuti organici – La situazione nel nostro territorio – Le soluzioni alternative".

Foto | Ecoblog

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