Logo Blogo

Quanto costa interrare i cavi dell'alta tensione?

Pubblicato: 25 set 2007 da lumachina

Commenti dei lettori

interramento cavi alta tensione. foto zak mcL’interramento dei cavi dell’alta tensione a San Giuliano Milanese ha portato tutto il paese a far festa. I cittadini lo chiedevano da anni, visto che i tralicci passavano a pochi metri dai condomini.

Verranno interrati anche 160 chilometri di linee obsolete tra Valcamonica e Valtellina. Il progetto costa 155 milioni di euro e il presidente di Terna, Luigi Roth, ha sottolineato come “la sostenibilità ambientale oltre che un dovere è anche un fattore strategico”. Qui penso si riferisse al fatto di aver fatto passare come “opera di mitigazione dell’elettrosmog e dell’impatto paesaggistico richiesta dai cittadini” un ammodernamento della rete che rischiava di causare black-out per caduta di tralicci in occasione di temporali violenti.

A Spoleto non sono stati cosi fortunati: Terna ci ha ripensato e pare non essere più disposta a spendere qualcosa in più per interrare i cavi. Un mese fa Aldo Tracchegiani (La Destra) esprimeva il suo disappunto in un articolo apparso su Newgol: “è emerso che le richieste dei cittadini, dettate dalla necessità di vedere tutelata in primo luogo la propria salute oltre che l’ambiente ed il paesaggio, non collidono con i problemi tecnici e logistici che riguardano i lavori, ma trovano quale unico limite quello economico.

Terna non ha intenzione di rinunciare ai tralicci dell’alta tensione, anzi: ha lanciato un concorso internazionale in cui invita i designer a progettare dei “bei tralicci”. Ovviamente premierà i progetti “a basso impatto ambientale”.

» Terna, 155 milioni per interrare le linee ad alta tensione del Nord su Il Tempo
» Elettrodotto Villavalle-Spoleto su Newgol
» Nuovo design per i tralicci dell’elettricità sul CorSera

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (3 Voti | Media: 3.67 su 5)
condividi condividi
40 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Profilo di Proust

    Proust

    25 set 2007 - 08:43 - #1
    3 punti
    Up Down

    Un anno fa avrei voluto vedere sparire in un istante tutti i tralicci dell’alta tensione dalla faccia della terra.
    Mi chiedevo sempre: “ma perchè in Inghilterra interrano i fili e da noi no?”

    la risposta mi è giunta facendo una chiacchierata con un professore del Politechico di Milano (quindi non uno che ci guadagna su):

    “I fili dell’alta tensione generano campi elettromagnetici, è vero, ma mettendoli sottoterra non si risolve il problema, anzi, in Gran Bretagna dove è pratica diffusa da anni, si è visto un peggioramento della vita vegetale nelle zone limitrofe al passaggio degli elettrodotti, il terreno (non si sa ancora come) si altera provocando danni molto più consistenti di quanto possa fare la radiazione elettromagnetica in aria.
    Un altro aspetto negativo dell’interramento dei cavi elettrici è la difficoltà di manutenzione, di ispesione e la maggior vulnerabilità al deterioramento, pensate ad un bel temporale: se si rompe un filo sospeso basta cambiare il tratto danneggiato e tutto torna come prima, ma se l’interruzione è data da un cortocircuito per un’infiltrazione di acqua su una tratta magari lunga svariati chilometri, trovare e riparare il danno sarebbe molto più difficile e oneroso.”

    un’altra cosa che non tutti sanno è che l’Italia è il paese con la tecnologia più avanzata per quel che riguarda i tralicci dell’alta tensione, in Inghilterra dove banalmente non erano capaci di farli, hanno optato per l’interramento perchè gliene cadevano ogni dieci minuti, ora che han capito che interrarli non è la strada giusta, stanno commissionand aziende italiane per progettare e realizzare una buona rete di alta tensione “aerea”.

  • Profilo di planetx

    planetx

    25 set 2007 - 08:58 - #2
    2 punti
    Up Down

    Quello che pensavo anche io… L’alterazione del campo elettromagnetico nel suolo potrebbe portare a modifiche alla faunca microbica in quanto, sopratutto le specie anaerobe come i Clostridii o alcuni funghi sono estremamente sensibili al campo elettromagnetico: al punto che alcuni batteri smettono di crescere e sporulano (le spore sono magneto resistenti). Inoltre, per quanto so io, anche gli alberi comunicano fra di loro mediante composti polari che liberano nel terreno, sopratutto nel processo di radificazione, per evitare (o per alcune specie favorire) che le radici si intreccino fra due alberi diversi… Se ci si mette un campo elettromagnetico alternato (essendo la corrente alternata) tali composti sono sottoposti a continue oscillazioni, più o meno come l’acqua nel forno a microonde… è vero che non cuociono il terreno (ma non ne sarei così sicuro, sopratutto dove il campo è molto forte) ma secondo me si danneggiano o non svolgono più la loro funzione…

    L’ideale sarebbe trovare un’efficace schermatura dei cavi, in modo da ridurre al minimo le radiazioni uscenti, piuttosto che rivestirli di una guaina di… terra! ;)

  • Profilo di Zak

    Zak

    25 set 2007 - 09:23 - #3
    3 punti
    Up Down

    Confermo. Fra l’altro la questione era l’argomento della mia tesi di laurea quindi ho potuto vedere un po’ di casi.
    Interrare i cavi e’ come voler affrontare il deserto con solo gli occhiali da sole: certo, senza e’ peggio, ma non bastano assolutamente.
    Interrare i cavi ha un valore decisivo solo per il paesaggio, per non rovinarlo o per non mettere angoscia a chi vive accanto ai tralicci (e un traliccio dietro casa mette angoscia anche se non ci sono i cavi).
    Fra l’altro, dei cavi su traliccio (specie se a doppia terna) nella giusta configurazione emettono campi elettrici e magnetici (a quella frequenza ancora non sono accoppiati) MOLTO inferiori a dei cavi interrati messi come capita.
    Si puo’ dire che dei cavi messi bene sono quasi autoschermanti.
    A parita’ di cura nella posa dei cavi, invece, l’interramento da solo un piccolo vantaggio dal punto di vista delle emissioni, e questo piccolo vantaggio e’ spesso mangiato da fatto che l’elettrodotto interrato passa MOLTO piu’ vicino alle abitazioni.
    Ovviamente senza considerare i problemi manutentivi connessi.

  • tim8

    25 set 2007 - 09:58 - #4
    0 punti
    Up Down

    Traliccio: cemento, rame ferro.
    Cavo:rame e un mondo di schifezze plastiche.
    Quando Voglio rifare una linea recuper rame e ferro in velocità.Col cavo è un casino o la si abbandona nel sottosuolo:bell’affare!!!

    Linee elettriche “obsolete”?Ma cosa dice l’autore? Cosa vuol dire obsolete? Ba…

  • Profilo di glorfindel

    glorfindel

    25 set 2007 - 10:18 - #5
    1 punto
    Up Down

    tim8 non si capisce cosa vuoi dire.

    Per quanto mi riguarda, penso esistano modi migliori per spendere soldi per l’ambiente, piuttosto che interrare i cavi.

  • Profilo di Figura Quattro

    Figura Quattro

    25 set 2007 - 10:49 - #6
    -2 punti
    Up Down

    Lo so che mi prenderò gli accidenti di tutti, ma tant’e’. L’elettrosmog non esiste, non c’e’ una (e dico una) sola prova che i campi elettromagnetici causino danni significativi alle persone, al contrario ci sono studi medici che affermano il contrario: un’autorità scientifica indiscussa come l’International Agency for Research on Cancer ha classificato i campi magnetici nel livello più basso tra tutti i possibili agenti cancerogeni, insieme con il caffé! Se si usassero quei soldi per la ricerca sul cancro invece che per biechi scopi politici ed economici si, potremmo sperare di debbellarlo.

  • Profilo di Lumachina

    Lumachina

    25 set 2007 - 10:49 - #7
    0 punti
    Up Down

    Wow ragazzi, qui si apre un mondo molto, molto interessante. Grazie degli spunti sugli svantaggi dei cavi interrati, se avete link, postateli che dopo i dovuti approfondimenti ne riparliamo.

  • Profilo di chube

    chube

    25 set 2007 - 11:02 - #8
    2 punti
    Up Down

    Veramente interessanti i commenti. Interrare in effetti non mi è mai piaciuto come concetto, è come nascondere l’immondizia sotto al tappeto. Prima o poi salta sempre fuori…

    Dinanzi a questo problema l’unica soluzione accettabile che mi viene in mente è l’allontanamento delle abitazioni e luoghi di lavoro dalle linee degli elettrodotti. Lo spazio così recuperato si potrebbe utilizzare per creare dei corridoi verdi in grado di interconnettere le zone verdi che in Italia tendono sempre più ad essere isolate.

  • Profilo di planetx

    planetx

    25 set 2007 - 11:14 - #9
    2 punti
    Up Down

    Comincio a odioare (win)Safari… >__>
    Ripetiamo

    @Zak,
    dato che hai studiato ti chiedo un parere tecnico: se si usa ancora la trifase (se non ricordo male il nome) ovvero il passaggio di corrente attraverso tre cavi disposti ai vertici di un triangolo equilatero, in maniera alternata, allora il campo elettronagnetico è sempre presente, perchè anche se due cavi si trovano in opposizione di fase, il terzo non è in opposizione con nessuno, e quindi il suo contributo al campo è positivo (o negativo a seconda della fase) e dunque il campo complessivo rimane presente… O sbaglio?

    @Lumachina
    mi spiace non ho link da darti, quel che so deriva da esperienze di laboratorio e da lezioni dei professoroni… Sorry ^.^

  • Profilo di Zak

    Zak

    25 set 2007 - 11:28 - #10
    2 punti
    Up Down

    @planetx: il campo e’ sempre presente, pero’ le configurazioni non sono necessariamente (anzi, quasi mai) un triangolo equilatero. E soprattutto nella corrente trifase non ci sono due fasi in opposizione, a le tre fasi (da cui il nome) sono sfasate di un terzo l’una rispetto alle altre.
    Opposizioni di fase si possono ottenere solo in una configurazione a doppia terna, in cui ogni cavo ha il suo “gemello”.

  • Profilo di Figura Quattro

    Figura Quattro

    25 set 2007 - 11:33 - #11
    0 punti
    Up Down

    tutti discorsi interessanti, ma non sarebbe magari il caso di pensare se davvero sono nocivi prima di articolarsi su discorsi di campi elettromagnetici attraverso il terreno?

  • Profilo di planetx

    planetx

    25 set 2007 - 11:48 - #12
    4 punti
    Up Down

    Ok, mi mancavano queste notizie Zak

    @FiguraQuattro
    Discutere della nocività o meno dell’elettrosmog è come quando si discuteva dieci anni or sono della nocività del tabacco… Io ti ho detto che ci lavoro in laboratorio con esperimenti volti a rilevare le alterazioni da elettrosmog e ti garantisco che ci sono il più delle volte. Del resto ogni radiazione comporta una modifica sulle molecole della materia vivente… Ora sebbene quelle da elettrosmog siano di energia inferiore a quelle di raggi UV, o radiazioni nucleari, ciò non toglie che una lieve modificazione la apportano: magari non è una trasversione o un dimero di pirimidina (eventi che facilmente causano il cancro, sono modifiche del DNA) ma pu essere anche sviluppo di specie reattive dell’ossigeno (o radicali liberi) che portano comunque danni, sopratutto se l’esposizione è prolungata. Naturalmente gli esperimenti e le prove da fare son tante prima di determinare la gravosità dei danni su solide basi scientifiche.

    Io ritengo molto probabile che esistano (libero di credere il contrario) perchè ci ho lavorato e ho visto gli effetti…. E poi sono sempre della filosofia che se dubiti che qualcosa possa farti male… meglio pararti il posteriore e starne alla larga!! :D

    Punti di vista ;)

  • Profilo di brizio

    brizio

    25 set 2007 - 12:13 - #13
    1 punto
    Up Down

    Una precisazione…
    Gli elettrodotti aerei non sono di rame ma acciaio ed alluminio per evidenti motivi statici.
    Non credo inoltre che gli interrati verrebbero abbandonati nel sottosuolo visto il valore attuale dei metalli in genere.
    Nessuno ha parlato poi dell’impatto (fisico) negativo delle linee aeree sull’avifauna.
    Infine invito Figura Quattro a provare ad abitare nei pressi del costante e schioccante ronzio di una linea ad alta (ma anche media) tensione, che in effetti potrebbe essere interpretato come una sorta di vibromassaggio, insomma un centro benessere a costo zero… :(

  • Profilo di chube

    chube

    25 set 2007 - 12:20 - #14
    3 punti
    Up Down

    @planetx: complimenti, questa volta ti quoto di cuore. L’assenza di certezze scientifiche non può essere usata come ragione per impedire misure di prevenzione per il degrado ambientale, a maggior ragione quando riguarda situazioni di salute pubblica per cui sussistono indizi più che fondati.

  • Profilo di chube

    chube

    25 set 2007 - 12:25 - #15
    2 punti
    Up Down

    @brizio: per quanto riguarda l’avifauna non vi sono molti pericoli per gli amici pennuti; ovviamente le linee devono essere realizzate tenendo conto delle specie presenti e migranti, distanziano i conduttori al fine di evitare folgorazioni accidentali.

  • Profilo di Figura Quattro

    Figura Quattro

    25 set 2007 - 12:26 - #16
    -2 punti
    Up Down

    ok, il disagio del ronzio lo comprendo. Per quanto riguarda il fatto che i campi elettromagnetici cmq ci sono e per definizione comportano (cito) “modifiche sulle molecole della materia vivente”, beh questo è ovvio, nessuno infatti dice che non esistano o che non “toccano” nessuno, semplicemente i loro effetti sono talmente blandi (anche minori dei raggi di sole che tutti i giorni ci colpiscono) che spendere miliardi per stupidaggini inutili (ripeto) si potrebbero invece investire nella ricerca, e magari si che sconfiggeremo il cancro. Per quanto riguarda il discorso del pararsi il posteriore e stare alla larga da qualcosa che potenzialmente (ma abbiamo visto che i rischi sono pari a zero) possa farti male, non sono daccordo. Io non stò alla larga dalle automobili, eppure oltre che essere moooolto più pericolose di qualsiasi radiazione emettono anche scorie tossiche. Non stò lontano dalla penicellina, anche se può causare shock anafilattici (e li provoca a volte). Il discorso è che ogni rischio va soppesato con il vantaggio. E cmq ripeto, le radiazioni solari sono più “forti” delle linee dell’eletricità. Questo, credo, basta e avanza.

  • Profilo di planetx

    planetx

    25 set 2007 - 12:42 - #17
    4 punti
    Up Down

    Gli effetti delle radiazioni da elettrosmog sono tutto fuorchè blandi: per il semplice motivo che tu non consideri il tempo di esposizione alle suddette. Mentre il sole te lo pigli solo la mattina e in genere la parte peggiore del sole te la becchi in tempo estivo e in numero limitato di ore al giorno, e si usano creme protettive per
    limitare il danno, l elettrosmog te lo becchi sempre e comunque, notte e giorno, 24h su 24. Indi ragion per cui (disse lo professore XD) con un ora di radiazione solare hai, per esempio, una decina di migliaia di radicali liberi nel corpo… con Una giornata di elettrosmog ne hai in numero pari se non di più!Ma mentre dal sole ti puoi riparare facendoti ombra (le UV non sono in grado di penetrare oltre un foglio di carta) dall elettrosmog non ti difendi se non allontanandoti dalla fonte di emissione. Ergo cambiando casa! :D (a meno di non avere pareti riflettenti stile bunker! XD)

    Quindi il tuo basta e avanza non basta per niente! Sorry! :P

    Questo, tornando al discorso pararsi il posteriore, depone nettamente verso il rischio più che verso il vantaggio! Così come se stai a piedi non attraversi l autostrada, anche se passano poche macchine (quindi il rischio sembra essere basso) così non si possono ignorare i rischi da elettrosmog, che sembrano bassi, ma se si considera il tempo di esposizione tanto bassi non sono!

  • Profilo di Figura Quattro

    Figura Quattro

    25 set 2007 - 12:58 - #18
    -3 punti
    Up Down

    non credo che sia come dici tu con tutto il rispetto. OMS ha messo l’”elettrosmog” nella stessa classe di pericolosità del caffè… quindi almeno che qualcuno non dimostri il contrario con altrettanti test e non solo sulla paura istintiva verso il cancro (ogni volta che si pronuncia la parola cancro si va fuori di testa a presindere), fino a quel momento scusami ma giudico l’OMS più autorevole di qualsiasi discorso. Senza contare che stiamo parlando di radiazioni non industriali per le quali sarebbe un discorso diverso.

  • Profilo di planetx

    planetx

    25 set 2007 - 13:09 - #19
    3 punti
    Up Down

    ti ho già detto che in assenza di prove scientifiche in quanto tali, ovvero effettuate su un vasto numero di campioni diversificati, ricerche che sono in corso, è normale che l’OMS non prende posizione in tal senso! Leggiti le motivazioni, non dicono “perchè sicuramente NON pericoloso” ma sostengono che c’è ancora incertezza… sia dell’uno sia dell’altro fronte.

    Onestamente poi, dell’OMS me ne frego, ti ho detto, io ci lavoro e vedo gli effetti… le decisioni sul mio posteriore preferirei prenderle io ;) (e, piccola bacchettata: il verbo dell’OMS è soggetto sempre ad errore in quanto si riferisce sempre allo stato delle conoscenze attuali, dunque nessuno mi vieta di pensare che si possano sbagliare… un ricercatore difficilmente accetta imposizioni dall’alto per quanto riguarda le proprie idee ;>)

  • Profilo di brizio

    brizio

    25 set 2007 - 13:12 - #20
    0 punti
    Up Down

    Chube,
    il pericolo maggiore per i pennuti è quello dell’impatto fisico contro i cavi, qualche anno fa stavo lavorando all’aperto quando a pochi metri da me si schianta al suolo un germano… si era appena scontrato con una linea aerea sulla mia testa.
    Dopo questo fatto mi sono informato ed ho scoperto che in media si ha un impatto al giorno per ogni chilometro di elettrodotto.
    Ora non so quanto possano essere attendibili questi dati che, se non erro, erano il risultato di uno studio commissionato dalla LIPU, ad ogni modo la cosa un po’ fa preoccupare.
    Ora provo a ricercare lo studio…

  • Profilo di Figura Quattro

    Figura Quattro

    25 set 2007 - 13:17 - #21
    -1 punto
    Up Down

    è buffo, anche della IARC (agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) che ha tratto le stesse conclusione non bisogna fidarsi? Anche di uno studio americano condotto su 256mila possessori di cellulari ha evidenziato che il parametro a maggior correlazione fra decessi e uso del telefonino è l’incidente stradale? Se ragioniamo così allora vorrà dire che la prossima volta che mi si rompe la macchina la porto da um pescivendolo invece che dl mecchanico. Ah e giusto per precisare, la scienza NON PUO’ dare riasposte certe al 100%, mai lo ha fatto e mai per fortuna lo farà, ti ripeto, tutti noi “usiamo” cose pericolose, come la penicellina. Secondo il tuo raggionamento dovremmo ritirarla dal mercato? Anche i kiwi, sai che contengono sostanze nocive?

  • Profilo di planetx

    planetx

    25 set 2007 - 13:41 - #22
    3 punti
    Up Down

    Primo: la scienza dà risposte certe… sono poche quelle a cui si è arrivati, ma ci sono. E quelle che non ci sono ora molto probabilmente le capiremo in futuro.

    Secondo: so che si usano ogni giorno sostanze tossiche e/o pericolose, ma il tuo discorso è privo di senso. Perchè a questo punto la Mattel non doveva ritirare i giocattoli con il piombo e l’amianto non andava proibito! Anche quelli avevano dei vantaggi non indifferenti! E a questo punto continuiamo a bruciare carbone, petrolio e fossili, tanto c’è incertezza sulla correlazione CO2 effetto serra!

    Se uno ha incertezza che una cosa faccia male o meno è libero di correre il rischio o di non correrlo! Io preferisco non addizionare a tutto lo schifo che respiro ogni giorno (abito a Taranto, e credo di aver detto tutto) altri rischi per me stesso. Il beneficio del dubbio è ciò che ha reso grande l’uomo e se la IARC, o l’OMS mi dicono una cosa, sono libero di dubitare della loro parola. Altrimenti avrei fatto il giurista, non il ricercatore. Non a caso la stessa OMS ha dovuto rivedere parecchi protocolli di laboratorio clinico, sopratutto nelle analisi RIA (immuno analisi radioattive), così come ha decretato la pericolosità dell’amianto solo dopo esserne stata certa, mentre prima non lo considerava nemmeno.

    Ad esempio, lo sai che la benzina Verde è più dannosa della benzina al piombo in quanto, mentre il piombo è dannoso alle vie respiratorie, la verde contiene un composto benzenico altamente teratogeno? Con il risultato che respirando i fumi della benzina verde rischio di trasmettere le mutazioni del DNA ai miei figli, mentre il piombo me lo becco io e basta? E allora che fare, dare mutazioni ai miei figli con il benzene o aspettare che i miei figli respirino altro piombo se non viene ritirata la rossa?

    Sono domande a cui è difficile rispondere. E non è detto ke io abbia la risposta giusta! Ma fino a che le ricerche sono in corso io mi permetto e ho l’Obbligo di avere il beneficio del dubbio. Un verdetto dell’OMS, IARC o chicchessia è una voce autorevole, ma non assoluta. E fino a che non si saprà tutto per filo e per segno sulle interazioni biologiche con le radiazioni da elettrosmog, io cautelo me e chi mi sta intorno.

    E parlo dati alla mano, non per partito preso.

  • matilda

    25 set 2007 - 14:15 - #23
    0 punti
    Up Down

    Semplicemente: via i tralicci.
    Io non posso stare sotto un traliccio, la mia pelle si modifica totalmente, ho conati di vomito, mi gira la testa. Sono andata da dottori vari, ma nessuno ha una spiegazione, nessuna cura. E’ terribile. Nei giorni di pioggia, poi, sto malissimo. Andando in bici devo fare sempre percorsi strani per non passare sotto i tralicci. Ma è sempre più difficile, perché -non so se ve ne siete accorti - i tralicci si stanno moltiplicando.
    Sì a interrare i tralicci, anche se la manutenzione può essere più costosa, o cercare altri modi.

  • Profilo di Figura Quattro

    Figura Quattro

    25 set 2007 - 14:17 - #24
    -2 punti
    Up Down

    Guarda che io capisco perfettamente il tuo discorso e lo condivido. Solo che non sono daccodo sul tuo discorso sulla scienza, cito wikipedia (ma per questo puoi chiedere conferma a qualsiasi scienziato):
    “La scienza non è in grado di dimostrare, né produrre, verità assolute e indiscusse. Piuttosto verifica coerentemente al meglio le ipotesi sui diversi aspetti del mondo fisico, e quando necessario si rimette in discussione, rivedendo le sue teorie alla luce di nuovi dati e osservazioni.”

    La scienza non dirà mai “è certo che…” perchè semplicemente non può.

  • Profilo di chube

    chube

    25 set 2007 - 15:38 - #25
    1 punto
    Up Down

    @Brizio: da attivista LIPU pure io ho a cuore l’incolumità dei volatili. Per la questione dell’impatto alcune misure di mitigazione possono essere l’inserimento di segnali visivi oppure la sostituzione del conduttore nudo con cavi schermati come l’elicord. Per esempio nel Parco del delta del Po sono state proposte entrambe le soluzioni oltre all’interramento di alcuni tratti a bassa tensione (link, link).

  • Profilo di Zak

    Zak

    25 set 2007 - 16:30 - #26
    3 punti
    Up Down

    Un piccolo appunto su scienza (o meglio tecnologia) e prudenza.
    Esistono due principi che non bisognerebbe dimenticare mai nel decidere le soluzioni tecniche da adottare: la prudenza e la razionalita’.
    In questo caso la prudenza vuol dire schermare il piu’ possibile la popolazione e l’ambiente dalle radiazioni; la razionalita’ invece mi deve portare ad analizzare bene le diverse soluzioni. Non e’ dicendo “no ai tralicci” perche’ fanno paura che si elimina il problema, e paradossalmente il tenerli visibili puo’ anche aiutare a fare da monito sul pericolo e a evitarli.

    @matilda: mi spiace per il tuo problema, ma interrarli non e’ la soluzione. Lo sarebbe se fosse psicosomatico, ma interrarli non riduce le radiazioni a cui sei esposta. Anzi, le aumenta, per il semplice fatto che se prima passavi a 10 o piu’ metri dai cavi adesso invece passi a un metro. Non li vedi, quindi effettivamente viene risolto un problema di origine psicosomatica, ma i problemi di origine fisiologica restano, e vengono incrementati.

    Un elettrodotto non e’ un giocattolo, e’ una cosa ingombrante e potenzialmente pericolosa ma necessaria alla nostra societa’. L’unica cosa che si puo’ fare e’ gestirlo in maniera razionale, dalla scelta del percorso alla schermatura.

  • Profilo di Figura Quattro

    Figura Quattro

    25 set 2007 - 16:31 - #27
    0 punti
    Up Down

    scusa matilda non vorrei mostrarmi insensibile al tuo problema ma sono perplesso… via i tralicci? e con cosa farai funzionare la tua tv? il tuo asciugacapelli, il tuo pc, la tua lavatrice, i tuoi termosifoni, il tuo condizionatore… (ecc..)? Trasporterai l’elettricità col mulo? ps. ti ricordo che interrare i tralicci non eliminerà il loro campo magnetico ma prosciugherà ancor di più le tasche dello stato, i quali soldi potrebbero essere spesi nella ricerca (anche generica) per aiutare per esempio chi come te ha patologie alle quali non si riesce a dare una spiegazione.

  • Profilo di Figura Quattro

    Figura Quattro

    25 set 2007 - 16:42 - #28
    0 punti
    Up Down

    Scusami zak io sarei anche daccordo con te se non fosse che la legge italiana prevede dei “limiti di esposizione” che sono sempre rispettati anche nelle vicinanze dei tralicci. Non solo, siamo pure troppo prudenti! La comunità internazionale ha fissato delle soglie massime molto ma molto più alte delle nostre. Se ci aggiungi che tutte la comunità scientifica, l’oms e la iarc dicono di non preoccuparci… io direi che dobbiamo stare tranquilli. No, altrimenti non capisco proprio di cosa avete bisogno per esserlo, chi ve lo devev dire che è tutto ok? Sono praticamente finite le fonti autorevoli…

  • Profilo di Zak

    Zak

    25 set 2007 - 17:05 - #29
    3 punti
    Up Down

    @figura quattro: ma io mica ho detto che non si fa nulla. Anzi, devo dire che si fa molto. In ogni caso, la prudenza non e’ mai troppa, non trovi? Fra il progettare senza criterio e il farlo pensando di minimizzare gli impatti (fosse anche soltanto estetic) c’e’ una bella differenza.
    Non sto parlando di scelta fra il fare e il non fare (io sono dichiaratamente per il fare), ma tra il progettare con prudenza piuttosto che fregarsene.
    Mi rendo conto sia un concetto molto vago, ma essendo un principio generale lo e’ per forza :)

  • Profilo di Figura Quattro

    Figura Quattro

    25 set 2007 - 17:09 - #30
    0 punti
    Up Down

    si si ora è chiaro, tu hai perfettamente ragione. E’ solo che cercavo di dire che abbiamo messo già troppa prudenza per questa cosa, mettercene di più vorrebbe dire sradicare i tralicci! :)
    Per rafforzare quanto dico ecco un paio di numeri (nostri buoni amici più della paura e delle chiacchiere):
    (cit.) la comunità scientifica del mondo - ascoltata da tutti i governi del mondo - indica come soglia ultrasicura per il campo magnetico a frequenza industriale il valore di 100 microtesla. D’altra parte, tutti noi - compresi quelli di noi che vivono a 10 metri da un elettrodotto - siamo esposti a campi che non superano i 0.5 microtesla. Ergo, possiamo dormire sonni più che tranquilli e occuparci di altre cose della vita.
    Il limite per legge in italia è di 10 microtesla (a proposito di prudenza)… fate un po voi.

  • atlantide

    25 set 2007 - 20:52 - #31
    -2 punti
    Up Down

    Interrare i cavi è meglio sia per gli umani che per i pennuti.
    Costerà pure, ma quanti soldi si spendono per cantieri inutili che non servono a niente?

  • matilda

    25 set 2007 - 22:01 - #32
    0 punti
    Up Down

    Be’, il mio problema non è soltanto mio. E non è affatto psicosomatico. Semplicemente non posso stare sotto un traliccio ad alta tensione. Una notte mi sono ritrovata - senza affatto rendermene conto - sotto un elettrodotto e sono stata male.
    Capisco che tutto ciò possa far ridere le menti pratiche e scientifiche, ma rispondermi con la frase ‘portar la corrente con il mulo’…No, non offende me, bensì offende voi.
    Non so se con i cavi interrati il problema sarebbe lo stesso. E allora dovrei girare con i trampoli. Divertente.
    Credo che comunque il problema esista. A prescidere dal mio -grosso vi assicuro - problema.

  • Profilo di stever

    stever

    26 set 2007 - 13:39 - #33
    1 punto
    Up Down

    non è che interrando i cavi alla fine i campi magnetici sono piu’ vicini alle case ? Io ad esempio ho un’apparecchio amatoriale che sente i campi magnetici degli elettrodomestici di casa: quando lo passo vicino al forno elettrico, tv, radiosveglia, ecc. mi da alcuni valori piu’ o meno elevati ma quando me lo avvicino al “cavallo dei miei pantaloni” (tanto per far capire la distanza da terra)mentre percorro il marciapiedi della mia via letteralmente impazzisce: penso che sotto ci sia un’elettrodotto…ed abito in città quartiere non periferico di Roma !!!

  • matilda

    26 set 2007 - 14:03 - #34
    0 punti
    Up Down

    Ancora e sempre: via i tralicci dalle città, dalle campagne. Non riuscite a convincermi con la vostra difesa dei tralicci, con i vostri presunti dati sul maggior campo con i cavi intubati sottoterra. Ci sono città che hanno fatto scelte in questo senso, una nel milanese, a furor di popolo. E adesso i cittadini non camminano coi trampoli!

  • Profilo di Figura Quattro

    Figura Quattro

    26 set 2007 - 15:25 - #35
    0 punti
    Up Down

    matilda non è che io voglia sminuire il tuo problema, ma non puoi pretendere che per te (e per pochi altri, perchè nno mi venire a dire che tutti hanno i tuoi “sintomi”) la società paghi miliardi di euro per fare una cosa che non solo non limiterebbe affatto i campi magnetici ma vorrebbe dire praticamente “tracciare” tutta l’italia! E poi permettimi, l’hai detto anche tu, non hai una diagnosi, non puoi attribuire il tuo disturbo sicuramente ai tralicci, ci vorrebbero delle analisi e tutto il resto. E cmq concludo ribadendo che i soldi per interrare i cavi se fossero spesi per la ricerca, permetterebbero la cura del cancro.

  • MassimoZZZ

    01 nov 2007 - 12:34 - #36
    0 punti
    Up Down

    L’ingnoranza degli ambientalisti non ha confini. Meritereste tutti di stare al buio

  • 0 punti
    Up Down

    […] Sull’impatto ambientale della nuova struttura distributiva Cattaneo dice che “Terna ha già lanciato alcuni concorsi internazionali d’architettura per ottenere piloni e tralicci esteticamente sostenibili”. Spero non si limitino all’estetica. Comunque sia, pare siano stati seguiti i criteri della VAS (Valutazione Ambientale Strategica) attraverso 40 mila ore di concertazione con enti locali ed istituzioni. Sull’impatto ambientale dei cavi dell’alta tensione interrati o lasciati in aria avevamo discusso a lungo qualche settimana fa. Torneremo presto sull’argomento. […]

  • arthemis

    18 mag 2009 - 10:51 - #38
    0 punti
    Up Down

    per quanto riguarda gli effetti dei cavi interrati: avete tenuto presente.. il calore?! senza andare a pensare cose strane che hanno impatto su flora e fauna, vi ricordo l’esistenza dell’effetto Joule: i cavi interrati devono dissipare il calore -prodotto dalla corrente- nel terreno circostante…

  • Profilo di Sibilla

    Sibilla

    26 ago 2009 - 22:49 - #39
    0 punti
    Up Down

    Buongiorno a tutti, mi son appena iscritta, e forse vista la data dell’ultimo post arrivo un po’ tardi. Avrei una domanda, e non so dove cercare informazioni, cercando qua e la ho trovato le vostre discussioni. La situazione è questa…può sembrare un po’ strana ma ve la riporto per com’è. Un amico a comprato un terreno in cui ha attrezzato una campagna, con tanto di coltivazioni, pomodori, melanzane, alberi da frutta, ecc. Il problema è che questo terreno si trova accanto ad una centrale elettrica, con accanto un enorme pilone, e sotto terra passano i famosi cavi dell’alta tensione. Diciamo una specie di triangolo delle bermuda!
    Ora, nessuno tra gli amici vuole i frutti di questo terreno, poichè pensiamo siano “poco sani”.
    Ripeto che parlo da profana, e cerco qualche conferma o smentita del fatto che questo raccolto venga da un terreno sano o meno.
    Lui non usa pesticidi o altre sostanze chimiche proprio perchè vuole che tutto sia…più naturale possibile, ma il punto è…questi cavi passanti sotto al terreno incidono sulla qualità dei prodotti che noi andremo a mangiare?
    Vi sarei grata se riusciste a sciogliere i nostri dubbi!

  • Luca24532

    01 giu 2010 - 12:28 - #40
    0 punti
    Up Down

    Scusate ma la Danmarca ha interrato 140.000 su 180.000km di elettrodotti e stanno andando avanti per interrare tutto. Credo lo abbiano fatto dopo studi seri e dopo aver valutato pro e contro. E secondo me i contro delle linee aeree sono innumerevoli.
    “Electricity is carried from producers or foreign connections to consumers by a transmission grid of 169,144 km in total. The major part is underground cables, while 30,389 km are aerial lines, a number which reduces year by year.”
    http://www.danishenergyassociation.com/Statistics/Electricity_DK.aspx