ISES Italia chiama rinforzi per battersi contro la Valutazione di Impatto Ambientale per gli impianti eolici da più di 20 MW. ISES (International Solar Energy Society) nonostante il “solar” contenuto nel nome, in Italia si occupa di tutte le rinnovabili, ecco spiegato il suo interesse nell’eolico.
Il governo ha approvato l’obbligo di VIA che prima non era necessaria, in quanto erano sufficienti le autorizzazioni locali, rilasciate da regione o provincia. Tra chi costruisce impianti c’è chi considera la VIA un inutile aggravio burocratico che rallenterebbe lo sviluppo del settore, impedendo all’eolico di essere un buon business.
ANEV (Associazione Nazionale Energia da Vento) aveva inviato un paio di mesi fa una richiesta al governo affinché provvedesse ad emanare i provvedimenti attuativi della Direttiva Comunitaria del 2001 sulle Fonti Rinnovabili di energia. Tra le associazioni che avevano sottoscritto la richiesta anche la LIPU e Italia Nostra, che in varie occasioni avevano puntato il dito contro l’eolico “selvaggio” che danneggia ambiente e paesaggio.
Via | ANSA
roby_lc
25 set 2007 - 19:49 - #1ma chi si batte contro le energie alternative perchè non comincia a risparmiare energia? non bastano le lampadine a basso consumo. cominci a lasciare la macchina a casa ed a usare la bicicletta per fare anche 10Km (noooo troppo faticoso), cominci ad non usare playstation o computer al di fuori del lavoro che inquinano più di tutti gli aerei! si impegnino in una vera politica ambientalista nei propri paesi dove ancora oggi si fa la lotta al traffico ma non esistono piste ciclabili!!!! VERGOGNA A TUTTI COMPRESI GLI AMBIENTALISTI CHE SONO SOLO DEI POLITICI! V
da88
25 set 2007 - 19:53 - #2E’ così difficile capire che la VIA, come altre autorizzazioni, non deve essere vista come una “punizione”; può diventare piuttosto un mezzo per aumentare la trasparenza ed ottenere maggiore fiducia dai cittadini quando si realizzano grandi opere.
Marco_
25 set 2007 - 20:41 - #3E’alquanto difficile che la VIA non sia vista come una punizione, visto il tempo che ci vuole per ottenerla e le modalità con cui è ottenuta.
Forse che siano trasparenza le mazzette con cui si accelerano i processi? E’questo sistema cavilloso che impedisce lo sviluppo della regola: esaspera le persone e le mette di fronte alla decisione se trovare “altre strade” o rinunciare al proprio lavoro.
Mi dispiace per l’Italia, paese di burocrati corrotti, ma questa non è trasparenza.
ciquta
25 set 2007 - 23:50 - #4Non vedo cosa ci sia di male se per gli impianti superiori a 20MW si faccia una via.
Ciò che ostacola l’eolico in italia è la mancanza di una direttiva nazionale che scavalchi le originalità locali, ma la VIA credo sia sempre un bene farla.
Naturo
26 set 2007 - 00:16 - #5che deficenti…..dire che l’eolico non è laternativo e danneggia l’ambiente è da stupidi stolti…
Zorn
26 set 2007 - 00:32 - #6cigute il problema è che ai problemi dovuti agli ostacoli “locali” si aggiungeranno quelli della VIA. Oggi l’eolico è la fonte alternativa a più buon mercato quindi si va ad ostacolare il modo più semplice per ottenere energia pulita.
chube
26 set 2007 - 02:10 - #7Trovo l’introduzione della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) un’atto dovuto ed un’ulteriore garanzia per uno sviluppo ecosostenibile. Troppo spesso capita che una volta costruito un’impianto se ne verifichi un’eccessivo impatto sia ambientale che paesaggistico, per la cui minimizzazione sarebbero state necessarie solo lievi modifiche in fase progettuale.
Berto
26 set 2007 - 09:45 - #8Ma basta con questo impatto ambientale, sono balle una cosa è un’autostrada o un termovalorizzatore, ma un aerogeneratore è solo un grosso palo con delle pale che girano..Qui la scelta è tra vedere un po’ di ventoloni in giro e crepare tutti a causa dell’inquinamento e del global warming; altro che VIA..
FaX
26 set 2007 - 14:24 - #9Sono daccordo con Berto, non parliamo di TAV o di una autostrada a 4 corsie…parliamo di un impianto di strumenti che non emettono rumori, gas inquinanti o smog elettromagnetico; senza contare che sono un simbolo della presa di coscenza ambientalista della gente! Io ne sarei felici di vederne un bel pò sul subasio dalla mia finestra…
Zak
26 set 2007 - 17:17 - #10In effetti non ho mai capito l’ostilita’ dei “verdi” contro l’eolico.
Pero’, decisamente, la VIA dovrebbe essere una parte talmente integrante di ogni progetto che non dovrebbe quasi neanche meritare un nome a se’ :P
Naturo
26 set 2007 - 19:37 - #11perchè i verdi sono dei pagliacci, si chiamano così per prendere voti, ma di verde hanno solo le calze….forse…..
valemaury
26 set 2007 - 20:41 - #12Sinceramente preferisco una pala eolica piuttosto che una centrale a carbone come esiste qua a La Spezia, vedasi gli impatti ambientali e polveri sottili dovute allo scarico del carbone….x non parlare di ” 1 emissioni di fumi. 2 Alto tasso di mortalita causata da tumori. 3 L’ostinazione dei verdi x l’impatto ambientale, ma che diavolo danneggia 3 pale che girano grazie al vento. nooooo in italia bisogna conservare il paesaggio intanto noi paghiamo con la salute e il partafoglio. “Cari verdi toglietevi le fette di salame da davanti agli occhi”
Meglio cento pale che 2 centrali a biocombustibile “oli esausti o carbone”
gil
29 set 2007 - 14:02 - #13Alcune cose:
- L’eolico non rimpiazza le centrali a carbone o a gas se non in misura limitatissima. 10000 Mw eolici (circa 8000 pale) rimpiazzano il 9% di centrali tradizionali, ovvero una centrale a gas di medie dimensioni. Il dato è dei tedeschi della Eon Netz che vendono pale eoliche. Dire meglio una pala eolica che una centrale a carbone è fuorviante. Sarebbe più corretto dire meglio 10000 tralicci eolici o una centrale a carbone? e comunque la centrale serve lo stesso di riserva. Difatti non risulta che ne in Danimarca ne in Germania abbiano chiuso centrali, anzi in Germania ne stanno costruendo moltissime nuove a carbone per rimpiazzare il nucleare. Quindi la scelta non è eolico o gas-carbone ma eolico+gas-carbone o carbone.
- Fare la VIA serve anche per l’avifauna. Un impianto eolico di moderna concezione se piazzato male può fare stragi di rapaci (come le Vestas V82 sull’isola di Smola in Norvegia nel 2006-2007) se piazzato nel luogo giusto farà pochi danni. Le 10000 torri eoliche in Italia potrebbero uccidere 200.000-300.000 uccelli all’anno di cui moltissimi rapaci con un effetto pesantissimo su popolazioni poco numerose e scarsamente prolificante.
- Chi dice che non fanno rumore non le ha mai sentite da vicino in giornate ventose.I tralicci di nuova generazione intendo.
- Ben che vada (e devastando il crinale appenninico) l’eolico potrà risparmiare il 2-3% dei gas serra producendo il 5-6% dell’energia elettrica. Dopodiché saremo di punto a capo perché aumentando il consumo di elettricità del 3% all’anno ora che le abbiamo installate avremo sempre più bisogno di energia.
- Avete presente gli sbancamenti necessari per portare 10000 torri con camion lunghi 35 metri sui nostri crinali (gli unici posti ventosi). La VIA serve anche a verificare tali opere
- Le pale eoliche non sono un simbolo di coscienza ambientalista sono un simbolo di menefreghismo ambientalista. Opera visibile e sempre in movimento (girano quasi sempre producendo pochissima energia) fanno credere che si sta facendo qualcosa per l’ambiente liberando dai sensi di colpa e dalla responsabilità individuale del risparmio. Difatti sono lo strumento preferito dai sindaci dei piccoli comuni che vogliono passare per ecologisti con poco sforzo e incamerando quattrini, evitando di chiedere sacrifici ai cittadini (se non chi ci abita vicino). Secondo te perché si fanno pale eoliche che girano a 2-3 metri al secondo (le Enercon) quando l’elettricità prodotta è risibile e inferiore a quella consumata dai sistemi di controllo quando ci vogliono 7-8 metri al secondo per avere una produzione significativa? per l’effetto propaganda….
ciquta
29 set 2007 - 17:08 - #14Gil nel tuo delirio hai scritto più inesattezze che parole.
Le turbine a traliccio non si fanno da 20anni.
Con gli MW ci misuri la potenza, non l’energia, comunque 10GW di eolico equivalgono a 2000/3500 pale nuove, non 8000 (che poi sono magicamente diventate 10000). E 10GWp di eolico da soli potrebbero essere sufficienti a raggiungere gli obbiettivi di kyoto, quindi ne potrebbero bastare addirittura meno se li si accompagnasse con politiche di risparmio energetico, geotermico, solare, etc…
La germania negli ultimi anni di centrali ne ha chiuse eccome, anche nucleari.
La produzione su un territorio nazionale di energia eolica è abbastanza costante durante tutto l’arco dell’anno.
Per quato riguarda gli “sbancamenti necessari” trattasi della fonte energetica col miglior indice eroei dopo l’idroelettrico.
Per quanto riguarda la produzione, è normale che ogni impianto venga opportunamente dimensionato in base alle caratteristiche del vento, quel che conta è solo quanto viene generato in relazione ai costi, e su questo l’eolico è nettamente la migliore fonte alternativa tra tutte.
Poi cosa significa “pochissima energia”? I 40000GWh all’anno della germania (equivalenti a quasi 9 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio all’anno) per te è “pochissima” energia?!?
Questa “pochissima energia” forse non lo sai ma equivale a quanto utilizziamo oggi in italia per produrre energia dal carbone.
pipistrello
05 mag 2009 - 02:06 - #15Ciao sono Enzo sono daccordo con Ciquita pensate io abito a Crescentino in provincia di Vercelli e abbiamo dei personaggi come Gil ho la possibilita di piazzare o un fotovoltaico o una pala eolica da 1 megawatt ma almeno qua’ da me non e possibile per le persone come Gil abbiamo riso grano turco contadini trogrediti pensa hanno ancora le clave non sanno neanche che cosa vuol dire avere il bagno in casa trovatemi un posto e vi faro’ felice con una pala eolica vi posso lasciare la mia email mirandolaenzo@libero.it aspetto le vostre risposte ci conto buona serata a tutti voi Gil non te la prendere ti vogliamo bene lo stesso pero stai lontano dalle centrali a carbone fanno male ciao