Il disgelo del permafrost potrebbe accelerare il riscaldamento globale

Il disgelo del permafrost, il suolo perennemente ghiacciato che ricopre quasi un quarto dell'emisfero settentrionale, potrebbe accelerare ulteriormente il riscaldamento globale, sprigionando nell'atmosfera le enormi quantità di emissioni di CO2 immagazzinate.

A rivelarlo è una recente proiezione dell'UNEP, Il Programma per l'Ambiente delle Nazioni Unite. L'UNEP spiega che il metano e la CO2 imprigionati nel permafrost che potrebbero liberarsi con lo scioglimento non sono stati inclusi nei modelli di previsione del cambiamento climatico, malgrado si parli di quantitativi ingenti, qualcosa come 1.700 miliardi di tonnellate di carbonio. L'impatto del riscaldamento globale, senza questa mole di emissioni, è ovviamente sottostimato.

Gli esperti, per esprimere l'entità della bomba dormiente nel permafrost, spiegano che questa cifra corrisponde al doppio della CO2 attualmente presente nell'atmosfera. Nel rapporto si spiega che Il riscaldamento del permafrost produrrà cambiamenti radicali negli ecosistemi e causerà non pochi danni alle infrastrutture a causa della terra sempre più instabile. L'UNEP ha chiesto all'IPCC di monitorare lo stato di conservazione del permafrost e valutare l'impatto del surriscaldamento sui suoli ghiacciati. Come ha sottolineato Achim Steiner, sottosegretario generale e direttore esecutivo dell'UNEP:

Il permafrost è una delle chiavi per il futuro del pianeta, perché contiene grandi depositi di materia organica surgelata che, se scongelati e rilasciati in atmosfera, potrebbero amplificare il riscaldamento globale e rendere il mondo ancora più caldo.

Il permafrost è costituito da uno strato attivo spesso fino a due metri che si scioglie ogni estate e si riforma in inverno e da un strato permanente profondo. A causa dell'aumento delle temperature lo spessore del permafrost attivo aumenta e ogni anno viene immessa nell'atmosfera una mole sempre maggiore di emissioni di gas serra in modo irreversibile. Il rilascio di emissioni provoca un ulteriore aumento delle temperature che a sua a volte accelera lo scioglimento del permafrost, in un circolo vizioso.

Foto | Wikimedia Commons

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