Pompe di acqua fredda oceanica: idea per il clima

Pompare acqua fredda sulla superficie degli oceani, prendendola dal fondo. Questa l'idea per contrastare gli effetti del riscaldamento delle acque superficiali che stanno studiando nei laboratori della statunitense Atmocean.

Il sistema sarebbe alimentato dal moto ondoso e consiste in tubi appesi ad una boa, al cui interno far risalire l'acqua da distribuire in superficie, mimando le zone di upwelling naturale (sotto le basse pressioni stabili, a fianco dei continenti...). Ogni boa invia ad un satellite i dati di funzionamento e la posizione. James Lovelock ritiene che i tubi possano essere profondi 100 metri e larghi 10, mentre per Phil Kithil di Atmocean ne servirebbero di profondi 200m e larghi 3. Si tratta di pompare acqua fredda (4 gradi) fino alla superficie dove si raggiungono i 30 gradi.

Le acque profonde sono ricche di nutrienti, fungerebbero da fertilizzanti naturali per le alghe, che potrebbero quindi fissare più anidride carbonica, assorbendola dall'atmosfera. Come ulteriore misura salvaclima, queste alghe potrebbero produrre dei nuclei di condensazione che faciliterebbero la formazione di nubi in mare aperto. Tali nubi avrebbero il potere di riflettere verso lo spazio esterno parte della radiazione solare, che così non arriverebbe a scaldarci, trasformandosi in radiazione termica dopo aver raggiunto la superficie terrestre.

L'altro effetto di una simile azione e' quello di impedire il rafforzarsi di cicloni e tempeste tropicali, che hanno bisogno di passare su mari caldi per ingrandirsi. Posizionare delle pompe di questo tipo nel Golfo del Messico potrebbe aiutare gli USA a ridurre i danni degli uragani. (Sempre che il raffreddamento non fermi la Corrente del Golfo e faccia cambiare il clima sulle coste atlantiche europee, spostando i danni).

Il problema e' che le acque profonde sono ricche di CO2, oltre che di nutrienti. Il sequestro della CO2 funziona se le alghe che hanno tolto CO2 dall'atmosfera vengono, in qualche modo, affondate in modo permanente, togliendo CO2 dal ciclo. Uno dei modi per fare ciò, e' far mangiare le alghe a degli organismi le cui feci possano raggiungere indisturbate il fondale oceanico: le salpe.
Ovvio che se si ripesca dal fondo quello che vi si era mandato, tutto il ciclo ricomincia. Si stanno quindi ancora calcolando gli effetti di questa operazione sul bilancio complessivo della CO2.

Via | Nature

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