Rifiuti di Roma, Alemanno: commissario necessario ma nessun rischio rifiuti in strada

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno è stato audito quest'oggi dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attivita' illecite connesse al ciclo dei rifiuti: il sindaco ha insistito molto sulla figura del commissario straordinario all'emergenza e sul momento attuale che la città sta vivendo:

Non siamo in condizioni di emergenza immediata, si può operare per avere una proroga di qualche mese di Malagrotta, però bisogna entro dicembre decidere il sito provvisorio e quello definitivo che a mio avviso potrebbero coincidere.

Il sindaco ha parlato chiaramente di soluzioni già esistenti, ammettendo che queste sono poco ottimali ma necessarie alla risoluzione del problema.

Alemanno, legando il momento di stallo più a difficoltà di carattere logistico che non prettamente ambientale e sociale, ha spiegato di essersi

fatto promotore rispetto alle autorità di governo, al ministro Clini, al sottosegretario Catricalà e al presidente Monti di un'estensione tramite decreto dei poteri del commissario ai rifiuti in modo tale che ci sia un referente unico per affrontare complessivamente il ciclo dei rifiuti

che, negli auspici del sindaco, dovrebbe avere la possibilità di scegliere non solo il sito provvisorio ma anche quello definitivo (purchè questi non siano Monti dell'Ortaccio, scelta caldeggiata dal commissario ai rifiuti ma rigettata dal Campidoglio): una proposta che è già stata definita uno scaricabarile, rendendo per assurdo inutile l'esistenza di un assessorato all'ambiente al Comune di Roma.

Alemanno si è detto convinto che il sito provvisorio e quello definitivo possano coincidere ma che, per risolvere il problema, si stanno valutando molteplici soluzioni: una di queste, talmente ovvia da sembrare banale, è la tritovagliatura:

Nella normativa comunitaria è previsto oltre al Tmb l'utilizzo delle tecniche di tritovagliatura e separazione che portano il rifiuto ad essere considerato non più 'tal quale' ma trattato. E' possibile istallare gli impianti rapidamente e in pochi mesi

ha spiegato Alemanno alla Commissione Parlamentare d'inchiesta, aggiungendo inoltre che questo, entro maggio o giugno, permetterà alla città di non esportare più rifiuti (una soluzione che ormai si da per certa e che contiene, in sè, numerose criticità).

Il sindaco tuttavia non sa che trattare i rifiuti negli impianti di tritovagliatura non adempie alle normative europee

poichè tale strumento non comprende un’adeguata selezione delle diverse frazioni dei rifiuti e la stabilizzazione della frazione organica, esso pur rappresentando un miglioramento, non varrebbe a soddisfare l’obbligo di pretrattamento previsto dall’art.6, lettera a), della direttiva 1999/31/CE come interpretato dalla Commissione.

si legge nel parere motivato infrazione n.2011/4021 inviato dalla Commissione Ue nel maggio scorso; i consiglieri regionali del Lazio, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo della Lista Bonino Pannella, hanno commentato a caldo, in una nota:

Bruxelles respinge questo metodo di trattamento perché non elimina la formazione di percolato, odori nauseabondi e gas nocivi. Alemanno se ne faccia una ragione.

In ultimo, il sindaco ha spiegato il perchè il Comune si è fissato sulla figura del commissario straordinario all'emergenza rifiuti:

Il nostro irrigidimento per avere un commissario straordinario non è perchè non esistano delle soluzioni ma perchè non vorremmo prendere delle decisioni sbagliate e provvisorie e poi restare incagliati.

Ecco, appunto: lo scaricabarile, visto che di differenziata non si è proprio parlato.

Foto | 06Blog

  • shares
  • +1
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: