Zara cede a Greenpeace e si impegna a non inquinare

Nove giorni fa ebbe molta eco la notizia della campagna Detox di Greenpeace e dei test pubblicati nel dossier Toxic Threads The Big Fashion Stitch-Up che dimostravano come la compagnia di abbigliamento più grande al mondo non fosse poi così trasparente come si dichiarava. I dati dimostravano contaminazione in alcuni capi di abbigliamento di interferenti endocrini.

Ebbene dopo un botta e risposta si è arrivati all'assunzione di responsabilità di Zara che ha annunciato che inizierà a divulgare attraverso la casa madre Inditex i dati delle emissioni già dal prossimo marzo 2013. Ricordo che Inditex detiene i marchi Zara, Pull & Bear, Massimo Dutti, Bershka, Stradivarius, Oysho, Zara Home e Uterqüe.

Ha detto Martin Hojsik, coordinatore della campagna Detox di Greenpeace International:

Greenpeace accoglie con favore l'impegno di Zara a sostanze tossiche senza moda. Se il rivenditore più grande del mondo della moda può farlo non ci sono scuse per altri marchi per non di ripulire le loro catene di approvvigionamento e fare moda senza inquinamento. In tutto il mondo si sono espressi contro la moda inquinata è giunto il momento per altre marche come Esprit, Gap e Victoria 's Secret di ascoltare i loro clienti e con urgenza Detox.

Oltre 315.000 persone hanno aderito alla campagna anche attraverso facebook e twitter mentre un flash mob ha coinvolto oltre 700 persone a agire davanti i negozi Zara in tutto il mondo.

Via | Cominicato stampa Greenpeace international
Foto | Greenpeace

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