Taranto e Statte, the day after: pericolo amianto

Il tornado che ieri si è abbattuto su Taranto, precisamente proprio sull'Ilva di Taranto, con venti fino a 200km/h ha lasciato dietro di sè una scia di distruzione e dolore che rischia di mettere definitivamente in ginocchio questa, fu splendida, zona d'Italia.

Poco più di mezz'ora di paura per l'intera città, momenti in cui le tragedie umane e le storie civili che si potrebbero raccontare sono esplose in tutta la loro umana sofferenza: dagli operai con il badge disattivato che combattono la paura degli elementi soppesandoli con la paura della fame ai dispersi per i quali le speranze sono sempre meno forti, il tornado di ieri ha causato ingenti danni alla struttura del siderurgico, ma non solo.

A Statte ad esempio, il piccolo comune alle porte di Taranto in cui vivono molti degli operai dell'Ilva, i danni del tornado sono stati ingentissimi: una stazione di carburanti all'ingresso del paese è stata distrutta, le strade si sono lastricate di lamiere provenienti dai tetti dei capannoni della zona e numerosi alberi sono stati abbattuti: sono 15 le famiglie che sono in albergo da ieri più tre ricoverati gravi solo a Statte.

Questa mattina il sindaco del paese Angelo Miccoli è stato inoltre costretto ad emettere un'ordinanza in cui vieta l'accesso all'area residenziale del paese, Montetermiti: i tetti e le coperture sollevati dal tornado di ieri, che in alcuni casi ha letteralmente strappato il tetto dalle case e dai capannoni industriali, rendono inagibile la zona.

Ma il motivo dell'ordinanza, a detta dello stesso sindaco, è per tutelare la salute pubblica:

C'è dispersione di amianto e soprattutto oggi che la giornata è ventilata è concreto il rischio che le fibre di amianto possano essere inalate. Di qui il divieto di accesso con le auto e a piedi a Montetermiti. Chi dovesse necessariamente entrare nell'area, deve munirsi di mascherine per proteggersi dall'amianto e noi stessi le stiamo fornendo. Le abbiamo gia' date a tutti gli operatori e i soccorritori che sono sul posto per cercare di ripristinare una minima condizione di normalita'. Stiamo quantificando i danni, che sono enormi, ed abbiamo un paese ferito e colpito.

Il bilancio della giornata di ieri, 70 feriti e un operaio Ilva disperso in mare, è pesantissimo, ma il timore delle autorità è legato anche al rischio inquinamento, già altissimo nell'intera zona del tarantino: i forti venti hanno disperso molta della "polvere rossa" che si deposita storicamente dai camini dell'Ilva su tutta la zona circostante.

Via | Agi
Foto | TMNews

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