Storie di zoomafia: il boss che lotta con il pitbull

Pitbull Quando si parla di combattimenti tra animali penso alle lotte tra cani o galli. Ma non tra uomo, per di più un boss mafioso, e un cane. E’ di ieri invece la notizia del combattimento tra il boss pugliese Eugenio Palermiti e un pitbull in una gabbia. Il boss affrontò la sfida a “mani nude per dare prova della propria forza”. A differenza di quanto avviene nel caso di lotte tra due animali, fuori la gabbia c’erano i suoi uomini che non solo lo incitavano ma erano pronti ad intervenire nel caso le cose si fossero messe male. Si tratta di una notizia collegata all’arresto di 15 persone di un’organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di droga e probabilmente facente capo a Palermiti.

Immediata la reazione della LAV che ha chiesto l’apertura di un’indagine “per fare luce sugli interessi mafiosi legati allo sfruttamento degli animali, un fenomeno che sfrutta e uccide centinaia di migliaia di animali e muove un business annuo stimato in 3 miliardi di euro”, ha detto Ciro Troiano, responsabile dell'Osservatorio Nazionale Zoomafia dell’associazione. In particolare, Troiano si rivolge direttamente al “Presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno mafioso, l’on. Francesco Forgione, per un’apposita indagine che si avvalga anche dei contributi dei collaboratori di giustizia”.

Secondo il Rapporto Zoomafia 2007 della LAV ammonta a 500milioni di euro il giro di affari per la gestione di canili e vendita di cuccioli e a 300milioni quello dei combattimenti. Si sta inoltre sviluppando il fenomeno dell’esportazione di cani verso l’Europa dell’Est destinati a combattimenti o addestramenti per combattimenti. Sul nostro territorio diminuiscono però i casi di lotte illegali tra animali: circa 30 le telefonate giunte al numero SOS Combattimenti dell’associazione nel 2007. Secondo la LAV questo è uno dei casi in cui l’introduzione di pene severe funziona: l’associazione ricorda infatti che la riforma del Codice penale in materia di maltrattamenti prevede per tali reati la reclusione fino a 3 anni e multa fino a 160.000 euro.

» Rapporto Zoomafia 2007

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