Scoperto di recente uno dei modi grazie al quale gli uccelli riescono ad orientarsi durante i loro lunghi voli migratori.
Periodo di partenze questo per gli uccelli migratori. Li scorgerete radunarsi tra i tralicci dell’alta tensione, tra i palazzi e le campagne aperte. Il loro è il viaggio della sopravvivenza e voleranno per centinaia di chilometri verso le zone di svernamento, più calde e più ricche di cibo.
La maggior parte, soprattutto gli individui di taglia più piccola, partiranno di notte, per evitare incontri sgraditi. Ma come fanno ad orientarsi e seguire la giusta direzione?
Si sa che, già dal nido, imparano in maniera innata, a riconoscere le costellazioni e l’orientamento delle stelle, come una serie di indicazioni stradali stampate sul cielo.
Uno studio, pubblicato su Nature, ha cercato di capire come riescano a percepire il nord magnetico, indispensabile per non perdersi. Si era già compreso che sapessero riconoscere le forze elettromagnetiche prodotte dal campo gravitazionale terrestre, ma di come facessero rimaneva un mistero.
Via | Nature
Proust
03 ott 2007 - 16:33 - #1anche ammesso che riescano a vedere una “frecciona rossa” che punta verso il polonord magnetico, resta un mistero come facciano a tracciare una rotta precisa.
se devi andare al polo è semplice, segui la freccia, ma se dall’australia devi andare alla Fokland, basta sbagliare di mezzo grado che non ci arrivi…
stupore e ammirazione!
Zak
03 ott 2007 - 17:40 - #2Beh, assunto che la frecciona ci sia, non e’ detto che debba puntare per forza il polo, potrebbe puntare ovunque.
La selezione darwiniana, nel tempo, ha eliminato tutti quelli uccelli in cui la “freccia” puntava dalla parte sbagliata :)
peppect85
03 ott 2007 - 19:02 - #3a l l u c i n a n t e …
funziona anche così per i piccioni viaggiatori??
Proust
03 ott 2007 - 19:04 - #4Phycoooo così! un po’ come il radar nei videogiochi che ti dice dov’è l’obbiettivo della missione! :D
temo però che non sia realistico, un conto (che già una parola grossa) è capire dov’è il polo grazie ai campi magnetici, un conto è trovare un isola in mezzo al mare a 20000 km di distanza…
calcolando che il polo nord magnetico si sposta pure di anno in anno, è davvero un mistero!
anche la storia delle stelle mi convince poco: le stelle si spostano per poterle usare c’è bisogno di sapere misurare con esattezza (al secondo) il tempo.
sanno anche quello gli uccelli (tutti?) oltre a stelle e campi magnetici?
domani prendo un’anatra e la porto in università a dare i miei esami, sicuramente ne sa più di me! :(
retaggi di navigazione astronomica: nel 1200 le stelle le riconoscevano già, ma non c’era modo di fare il punto nave esatto perchè era impossibile tenere il tempo con esattezza.
ciquta
03 ott 2007 - 22:20 - #5proust le stelle sono usate anche dalle tartarughe marine che si spostano per centinaia di km per andare a deporre le uova
Proust
04 ott 2007 - 00:03 - #6hehe porterò una tartaruga a fare i miei esami allora, magari da meno nell’occhio di un’anatra! :D
anche i salmoni tornano a deporre le uova nel punto esatto dove sono nati, magari diversi anni prima, per di più su per un fiume…
comunque è meglio non pensare troppo a questi misteri, in fondo è anche bello goderseli per quello che sono, no?
;-)
alicco
04 ott 2007 - 11:52 - #7@Proust
Veramente nel 1200 il tempo lo tenevano e anche molto bene (un margine di errore che oggi e’ stimato in 15min)e proprio grazie alle stelle, primo tra tutte il Sole e di notte tramite uno strumento chiamato Notturlabio che sfruttava la rotazione delle stelle circumpolari. Tramite queste, l’astrolabio e la bussola riuscivano poi ad avere una posizione esatta di dove si trovavano…l’errore era dovuto soprattutto al fatto che consideravano la terra piatta…non erano metodi degni della precisione di un gps…ma sicuramente molto accurati e ingegnosi. L’unico problema si presentava quando era nuvoloso! In quel caso usavano una corda per i nodi una clessidra una bussola e tanta buona sorte! :-)