Per l'Ilva il gip Todisco demolisce l'Aia del ministro Clini per incostituzionalità e conferma lo stop

Il Gip Patrizia Todisco non fa giri di parole nel provvedimento di 14 pagine riportate nei punti salienti dalla Gazzetta del Mezzogiorno in cui passa alla demolizione dell'Aia o meglio del decreto Salva Ilva messo in piedi dal ministro Corrado Clini divenuto da ieri legge. Anzi, apre uno spiraglio anche su una presunta incostituzionalità e mette l' accento sul fatto che:

L’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata all’Ilva dal ministro Corrado Clini non è fondata su studi o accertamenti tecnico-scientifici, e ha tempi di realizzazione incompatibili con le improcrastinabili esigenze di tutela delle salute della popolazione e dei lavoratori, tutela che non può essere sospesa senza incorrere in una inammissibile violazione dei principi costituzionali.


Il gip Todisco va oltre e solleva la possibilità che l'Aia e il decreto siano non costituzionali rispetto ai due articoli della Costituzione che cita il 32 per il diritto alla salute e il 41 sulla iniziativa economica privata che non deve arrecare danno alla sicurezza, libertà e dignità umana e scrive:

non soltanto l’adozione della nuova Aia non vale affatto a dimostrare che sia venuta meno la situazione di concreto e grave pericolo a fronte della quale è stato disposto il sequestro. Alle attuali condizioni e nell’attuale stato degli impianti in sequestro, come è possibile continuare da subito l’attività produttiva, senza prima pretendere, a tutela dell’incolumità dei lavoratori e della popolazione locale, che siano realizzati gli interventi indispensabili per interrompere l’attività criminosa per la quale proprietà e management dell’Ilva sono agli arresti.

E continua scrivendo:

il decreto di riesame dell’Aia, contrariamente a quanto sostenuto dai legali del gruppo Riva, non depenalizza né potrebbe scriminare il perpetuarsi delle condotte criminose in corso. Appare veramente assurdo motivare l’istanza di revoca con ragioni di natura economica. Sostanzialmente viene chiesto all’autorità giudiziaria di concorrere nella protrazione dell’attività criminosa, stante l’indiscussa sussistenza attuale delle emissioni fuggitive e diffuse, nocive per la salute delle persone.

Prossimo passo dunque la possibile richiesta di sollevare il decreto per incostituzionalità o conflitto di poteri.

Via | La Gazzetta del Mezzogiorno
Foto | Getty Images

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