
La foto qui sopra è un monumento alla tristezza. A Roma stanno costruendo una pista ciclabile lungo Viale Palmiro Togliatti. Peccato che all’altezza dell’incrocio con Via del Melograno abbiano fissato una panchina in modo da ostruire il percorso destinato alle bici, creando una pericolosa strettoia.
Ma non finisce qui: dopo la risistemazione di una piazzetta lungo il percorso della stessa pista ciclabile, l’amministrazione si è “scordata” di far proseguire il tracciato per le bici, quindi quando il ciclista arriva nel grazioso slargo, beh, poi sono cavoli suoi.
Sul blog Roma pedala, che ci ha inviato la segnalazione, potete vedere le foto delle “curiose” scelte progettuali fatte lungo il percorso ciclabile.
Siamo senza parole: speriamo che gli amministratori locali ci mettano una pezza al più presto.
La morale tratta da Roma pedala è tanto sconfortante quanto corretta: questo tipo di errori rivela una totale “mancanza di prospettiva ciclistica di chi progetta e realizza queste opere.” Insomma, molte amministrazioni locali sono culturalmente arretrate: forse non si capacitano del fatto che utenti di piste ciclabili esistano davvero, nonostante vengano scoraggiati in tutti i modi.
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Proust
09 ott 2007 - 08:14 - #1beh, le piste ciclabili da qualche parte iniziano e finiscono, anche le più lunghe, non sempre finiscono bene c’è da dire…
qui a milano saremmo ben contenti di avere una pista come quella, nonostante le strettoie e le interruzioni… la più vicina a casa mia è lunga 250 metri, è ricoperta di ghiaia (avete mai pedalato sulla ghiaia??) e finisce con un gradino… :(((
andrax
09 ott 2007 - 09:29 - #2L’articolo coglie l’occasione per ricordare, ancora una volta, come vengano mal utilizzati i fondi delle amministrazioni.
Alle volte basterebbe un attento sopralluogo per evitare questi spiacevoli inconvenienti.
Nella mia città è stata creata una bellissima pista ciclabile che collega la città al lido, circa 4 km, con tanto di stazioni ristoratrici….peccato che sia a doppio senso di percorrenza e la mancanza di un marciapiede crea, spesso, situazioni pericolose.
Matteo Razzanelli
09 ott 2007 - 12:32 - #3Proust, non credo proprio che in questi casi valga il detto “mal comune mezzo gaudio”. Credo sia giusto segnalare situazioni assurde come ha fatto Roma pedala: non ci si può abituare a tutto e accettare tutto. Anzi, se mi mandi le foto della tua pista ciclabile milanese pubblico anche quelle.
Fra l’altro sul blog di Roma pedala si vede come anche la ciclabile di viale Togliatti sia interrotta da gradini in quella piazzetta di cui parlo nel post.
ginfix
09 ott 2007 - 12:56 - #4La pista ciclabile sulla palmiro togliatti è assurda.
Lo stesso spazio si doveva usare per costruire la corsia preferenziale degli autobus, se avessi tempo,vorrei vedere quanti la usano. Andare li con la bici significa respirare tanto di quello smog perchè in continuazione nelle due carreggiate a destra e a sinistra,visto la costruzione della corsia preferenziale quindi al restringimento della carreggiata, si è ulteriormente ridotta e si è creata ancora più fila.Poteva crearla dentro al parco (e finire il parco stesso) di via casilina che sarebbe stato molto meglio.
Matteo Razzanelli
09 ott 2007 - 13:12 - #5@ginfix: dalle foto pare che la ciclabile di Viale Togliatti sia in mezzo ad uno spartitraffico alberato. Dici che dovevano abbattere gli alberi ed eliminare lo spartitraffico? Oppure tenerlo ma più stretto?
Facci sapere, ogni elemento in più è gradito.
A occhio e croce direi che una ciclabile non è certo larga quanto una corsia degli autobus: magari potevano fare entrambe le cose. Rispetto a percorsi alternativi, non so se ce n’erano. Certamente l’interesse del ciclista è andare da A a B con un percorso abbastanza lineare. Qualunque percorso venga scelto, l’importante è che poi la pista ciclabile esista “davvero” e non solo sulla carta, altrimenti è ovvio che la usano in pochi!
Proust
09 ott 2007 - 13:20 - #6@matteo:
non voleva essere un “mal comune mezzo gaudio” per carità!
era più un “meglio che niente”, frase che per il mio caso -haimè- non si può usare :(
ben vengano le critiche e alzare la voce per ottenere un miglioramento (già spostare la panchina sarebbe una gran cosa!)
se mi ricordo faccio le foto e te le mando, però ci vado a piedi perchè in bici ho paura ;-)
Matteo Razzanelli
09 ott 2007 - 13:28 - #7@ Proust
grazie:”pista ciclabile con ghiaia” è notevole come opera d’arte!
glorfindel
09 ott 2007 - 23:49 - #8Che tristezza.
Questo è degrado, nulla di più. Anche se io la bici non la uso, non sopporto di vedere tanta trascuratezza in una città. Che vergogna.
Nicolai
14 ott 2007 - 21:51 - #9Nella mia città c’è una pista ciclabile che per metà entra in una casa!!! Le vie dell’inefficenza amministrativa sono infinite!!!
alberto cardulo
30 ott 2007 - 17:09 - #10Per non parlare del proseguimento del corridoio della IMmobilità (questo il vero nome…) che stanno facendo nella decima circoscrizione…qui l’autobus passa nello spartitraffico, ma da quel che si può vedere con un tracciato tortuoso…
aggiungo che il tratto di ciclabile che va dall’incrocio con via dei romanisti all’incrocio con via filomusi guelfi, è al momento praticabile solo con un trattore…il fondo è sconnesso e si arriva alla fine del tratto con le ossa in rivolta…
al peggio non c’è mai fine…
sarebbe bastato fare una linea diretta subaugusta-ponte mammolo servita dal filobus (non dal tram che in questa nazione ha troppi nemici…) con passaggio nella corsia spartitraffico. Nei tratti “critici” il filobus avrebbe marciato a batteria (mi riferisco all’acquedotto e al ponte sulla collatina) come accade per il filobus della linea 90.
e probabilmente avanzava spazio per una ciclabile degna di questo nome…invece no…hanno buttato i NOSTRI soldi per un’opera che scontenta tutti, ma soprattutto non invoglia nessuno a lasciare l’auto in favore del mezzo pubblico o della bici.
Milano, Italia: pista ciclabile con ghiaia
09 nov 2007 - 13:39 - #11[…] Viale Mugello, Milano. Pista ciclabile realizzata circa un anno e mezzo fa, alla fine dei lavori dell’ultima fermata del passante ferroviario. La pista è lunga circa 200 metri e - tanto per ribadire la familiarità delle amministrazioni italiane con la bicicletta - finisce con un bel gradino a salire. […]