Rifiuti di Roma: per il Parlamento europeo "situazione inaccettabile"

Non è particolarmente edificante il parere scritto nero su bianco della Commissione petizioni Ue, che giorni fa ha visitato Roma e Napoli in una "missione" con tema centrale le due specifiche emergenze rifiuti; gli aspetti critici rilevati dalla Commissione sono tantissimi, ma la notizia centrale è la probabile proroga ulteriore (sarebbe la decima consecutiva) di Malagrotta al prossimo aprile.

L'aveva anticipato il 7 novembre scorso il Presidente della Commissione Erminia Mazzoni

Da quanto abbiamo verificato Monti dell'Ortaccio è una realtà in continuità con Malagrotta, sarebbe un modo per aggirare il divieto di proseguire lo scarico dei rifiuti a Malagrotta perché li' si sposta a nemmeno 700 metri di distanza. In più ci sono, nell'area delimitata come ipotetica discarica, fonti d'acqua, laghetti e abitazioni.

Ma nel documento redatto dalla Commissione emergono altri aspetti terribili legati al trattamento dei rifiuti a Roma; se per Napoli infatti il miglioramento è stato certificato con il plauso della stessa Commissione, che ha tuttavia sottolineato l'importanza di monitorare le destinazioni dei finanziamenti europei, per la Capitale lo scenario è piuttosto tetro.

Scrive la Commissione Petizioni che quella romana è una

situazione disastrosa in cui i livelli di consultazione pubblica sono abissalmente bassi: le popolazioni locali si sentono completamente ignorate dalle autorità politiche che hanno portato avanti negli anni una politica dei rifiuti totalmente inadeguata. La delegazione si oppone a nuove discariche a Riano, Pian dell'Olmo e ai Monti dell'Ortaccio; lo Stato italiano e la Regione Lazio devono intervenire per mettere in sicurezza la discarica di Malagrotta, [...] uno dei siti più grandi d'Europa che dovrebbe essere stata chiusa. Ora è previsto che chiuda nell'aprile 2013

Anche sugli impianti di Ama (la municipalizzata dei rifiuti di Roma) il parere è critico: gli impianti di Tmb infatti sono "chiaramente nel posto sbagliato" (a via Salaria e a via di Rocca Cencia, agli opposti della città e lontano dai siti di smaltimento) e malfunzionanti (quello di Roma Nord ad esempio appesta da anni le borgate Fidene e Serpentara).

Il Comune continua a sostenere di fare tutto il possibile, ma l'avvio della raccolta differenziata nel IV Municipio (che secondo Ama dovrebbe far "schizzare" al 30% il totale su Roma, dall'attuale 26%) si sta rivelando un fallimento gestionale di proporzioni incredibili (viste le utenze che dovrebbe servire); il porta a porta spinto resta utopico, la raccolta differenziata romana avviene tramite i punti di raccolta fissi ad orari stabiliti (con utenti che fanno anche 1km per gettare la frazione umida) e i cassonetti stradali per la raccolta differenziata (che in parte non sono stati installati ed in parte hanno la stessa funzione dei vecchi cassonetti, data la totale mancanza di controlli).

La probabile proroga di Malagrotta e le modalità di raccolta differenziata messe in campo da Ama sono le due facce della stessa medaglia: premio ricevuto da Roma per come negli anni non ha fatto niente per civilizzare sè stessa.

Via | Agenzia Radicale

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