A causa di 200 anni di siccità sparì la civiltà Sumera

Il clima e i cambiamenti climatici sul nostro Pianeta riservano sempre molte sorprese, non solo attuali ma anche passate. Secondo recenti studi un periodo di siccità lungo 200 anni e avvenuto circa 4200 anni fa avrebbe portato alla estinzione della civiltà sumera. D'altronde sembra che anche siccità e deforestazione furono in gradi di far estinguere i Maya.

La scoperta è stata presentata un paio di giorni fa durante il convegno annuale della American Geophysical Union a dinostrazione di come le società umane siano vulnerabili ai cambiamenti climatici (semmai qualcuno non lo avesse ancora capito).

Non ci sono testimonianze dirette sulla siccità (d'altronde neanche per i maya) ma le conclusioni sul perché sia scomparsa la civiltà sumera si basano su una serie di indizi indiretti quali testimonianze archeologiche e geologiche che legate assieme portano a intravvedere una spaventosa siccità che mise in ginocchio l'area mesopotamica.

Infatti come ha avuto modo di spiegare Matt Konfirst, geologo al Byrd Polar Research Center fu una siccità persistente lunga circa 200 o 300 anni. A partire dal 3500 aC, la cultura sumera fiorì in Mesopotamia, ossia l'attuale Iraq. I Sumeri inventarono la scrittura cuneiforme, l'arco, e scritto Gilgamesh il primo poema epico, insomma una civiltà florida in crescita che nel giro di 200-300 anni scompare letteralmente, tanto che si è estinta anche la loro lingua.

Konfirst dunque ha indagato in merito alla siccità registrando una serie di dati geologici a conferma quali l'aumentata evaporazione del Mar Rosso e del Mar Morto, l'abbassamento del livello delle acque del lago di Van in Turchia e riscontri nei sedimenti marini che indicano una maggiore polvere presente in quel periodo nell'ambiente.

Konfirst ha definito la siccità anomalia climatica che portò all'abbandono del 74% degli antichi insediamenti della Mesopotamia e ha spiegato:

Alcune persone hanno continuato a vivere in questa regione. Non è che il crollo di una civiltà significa che un area è stata completamente abbandonata, ma che si è verificato un cambiamento repentino della popolazione.

Durante la grande siccità, due ondate di nomadi scesero sulla regione saccheggiando la capitale di Ur. Ora Konfirst suggerisce che anche le civiltà contemporanee potrebbero essere così vulnerabili ai cambiamenti climatici tanto da perdere non solo la lingua ma proprio la civiltà.

Via | Live Science
Foto | Flickr

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