Rifiuti, l'Italia arranca e smaltisce in discarica

Nel rapporto dal titolo "L'Italia del Riciclo" promosso da Fise Unire (l'Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, lo scenario descritto del panorama rifiuti italiano è piuttosto complicato.

Il rapporto, nato dalle elaborazioni di dati di provenienza europea, emerge chiaramente l'uso indiscriminato che il Belpaese fa dello smaltimento in discarica: sono infatti il 49% del totale i rifiuti che vengono ancora smaltiti con questa obsoleta modalità (l'Europa non fa una figura migliore, attestando una media del 30%), ma nel Mezzogiorno la situazione è veramente limite.

Quello di Fise Unire non è il primo studio di questo tipo in materia rifiuti, e non sarà certamente l'ultimo, segno che la coscienza civica e civile sul tema è certamente ai massimi storici; è un segno dei tempi, ormai buona parte dell'opinione pubblica si dichiara fortemente sensibile sull'argomento rifiuti, forse anche perchè la storia recente del paese racconta di storie veramente incredibili (dalle ecomafie campane a quelle lombarde, passando per la gestione scriteriata della cosa pubblica nell'affaire rifiuti di Roma).

Nonostante questo livello di sensibilità civile sempre più alto, l'Italia resta sempre in fondo alla classifica dei paesi meno incivili in materia: solo il 33% dei rifiuti urbani italiani viene recuperato (la media Europea è del 42%, fanno peggio solo Portogallo e Grecia, ma in paesi come l'Austria arrivano tranquillamente ad una media del 70% di rifiuti urbani recuperati).

Austria, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Svezia e Danimarca sono gli stati europei maggiormente virtuosi: oltre a un elevato tasso di riciclo e a una quota significativa di recupero energetico mostrano anche un altro dato in comune, smaltiscono in discarica tra lo 0 e il 3% dei rifiuti, mentre Roma arriva al 74% e Palermo addirittura al 93%, praticamente tutto; il dato sul Mezzogiorno è quello che fa più impressione: quasi tutte le regioni del centro-sud smaltiscono in discarica dal 60 al 90% dei rifiuti prodotti.

Il primato italiano va comunque al Lazio, che con i suoi 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti smaltiti ogni anno in discarica (senza pretrattaggio, praticamente dal secchio di casa all'inferno di Malagrotta, fermentando solo qualche giorno in un cassonetto stradale) ottiene il primato italiano per quantità: il 74% dei rifiuti vengono smaltiti in discarica in questa regione (solo Roma fa 1,3 milioni di tonnellate).

Sparare a zero sulla Capitale però non è giornalisticamente corretto perchè l'elenco delle regioni che si affidano alla discarica per smaltire dal 60% in poi dei rifiuti che vengono prodotti è piuttosto lungo: Liguria, Umbria, Marche, Lazio, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, cui va aggiunta la Campania (tristemente famosa al mondo per pizza, mandolino, camorra e monnezza) che, oltre alle discariche (ex-abusive trasformate, come quelle della camorra nel Parco Nazionale del Vesuvio) smaltisce i rifiuti anche inviandoli all'estero.

Via | Fise Unire
Foto | Flickr

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