Crisi per le castagne nostrane

castagne e caldarroste in Italia. foto James & VilijaIl troppo caldo, gli incendi e un insetto hanno ridotto la produzione di castagne del 30%.
I prezzi sono aumentati, ma Coldiretti addossa la colpa alla filiera. Passando da castagna raccolta nel bosco a caldarrosta venduta per strada i prezzi volano: "a Roma a Fontana di Trevi si raggiungono valori record di 30 euro al chilo (3 euro per sei castagne) rispetto ai circa 5-6 euro al chilo del prodotto fresco al mercato che è comunque da due a tre volte superiore a quello riconosciuto ai produttori."

Coldiretti lamenta anche la presenza di castagne cinesi. 150 tonnellate sulle 50.000 prodotte dagli italiani rappresentano solo lo 0.3% del mercato, ma il fatto che siano aumentate in un anno del 640% ha fatto suonare un campanello di allarme.

Insieme alle castagne cinesi e' arrivato, nel 2002, anche il parassita delle castagne cinesi, a cui piacciono molto le castagne nostrane: il Cinipide galligeno del castagno (Dryocosmus kuriphilus). Si tratta di un imenottero che depone le uova dentro le galle, arrivando a provocare il disseccamento della chioma degli alberi. La popolazione è costituita di sole femmine partenogenetiche
Sono già state segnalate infestazioni in Liguria e Piemonte, si teme l'arrivo in Toscana.

In Giappone hanno cercato contrastare l'invasore con metodi di lotta biologica (dopo aver provato inutilmente la lotta chimica e l'uso di varietà resistenti) usando un parassitoide di origine cinese, il Torymus sinensis. Il parassitoide si e' diffuso spontaneamente percorrendo circa 60 km per ogni generazione (quindi, ogni anno) e il numero di castagni attaccati e' diminuito all'1% del totale.
lo stesso parassitoide e' stato impiegato l'anno scorso in provincia di Cuneo.

» Allerta per i rischi d’introduzione in Toscana del “Cinipide galligeno del Castagno”– Dryocosmus kuriphilus Yatsumatsu su Arsia
» Lotta biologica al cinipide galligeno del castagno in Giappone

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