Inquinamento Taranto, al ministero pensano di evacuare il rione Tamburi

Solo un'idea o una possibile realtà? E' questa la domanda centrale attorno all'ipotesi di evacuazione del rione Tamburi di Taranto paventata dal Ministro dell'Ambiente Corrado Clini alla kermesse "Più Libri Più Liberi" che si è conclusa ieri a Roma.

Il ministro, come sempre piuttosto snello nelle dichiarazioni, rispondendo ad una domanda su Ilva, ha gettato il sasso:

L'evacuazione è una delle possibilità. Sappiamo che le caratteristiche abitative del quartiere sono tali per cui alcune aree risultano più esposte. Queste possono essere evacuate, ovviamente se gli abitanti sono disponibili.

Secondo il ministro questa eventualità è presente da tempo tra gli scenari del Ministero dell'Ambiente, ma non è chiaro se si tratta di un'ipotesi o di una possibilità concreta:

Ne abbiamo già parlato anche con il sindaco di Taranto per cercare di creare una disponibilità abitativa alternativa. A Tamburi da una parte il parco minerario dell’Ilva è stato raddoppiato e dall’altra sono state autorizzate costruzioni nuove sempre più vicine al parco. L’area di Tamburi era già oggetto di un piano di risanamento del 2005 con fondi europei che sono rimasti alle amministrazioni locali che non sono state in grado di spenderli. Nel provvedimento del governo dell'agosto scorso c’è una voce esplicita su Tamburi, che può prevedere l’evacuazione. La via maestra comunque rimane il risanamento dell’Ilva. Per questo mi auguro che il decreto Ilva venga approvato: perchè è uno strumento chiave per il risanamento di Taranto.

Una possibilità che fa dunque oltre i semplici studi di fattibilità accademici: nei condizionali d'obbligo usati da Clini tuttavia le informazioni sibilline si sommano, facendo montare immediatamente prevedibili e sacrosante polemiche: l'Assessore regionale all'Ambiente Lorenzo Nicastro è trasecolato ed ha accusato Clini di allarmismo ingiustificato.

Nel quartiere Tamburi, quello in cui vivono tante famiglie il cui destino dipende direttamente dall'Ilva ed il più colpito dalle emissioni dell'acciaieria (il colore rosso delle polveri, a Tamburi, è quello che copre tutto), si è dimostrato in alcuni studi abbia registrato un incremento di alcune patologie tumorali dal 20 al 400%.

Percentuali che non si coniugano con le esigenze di mantenere accesi gli impianti per permettere il risanamento, e non la produzione (come chiede la Procura di Taranto), dell'intera acciaieria; secondo il Ministro della Salute Renato Balduzzi quello alla salute è l'unico vero diritto fondamentale decretato dalla Costituzione

A Taranto la situazione è molto delicata e, proprio per questo, il governo ha cercato di mettere a punto uno strumento che non andasse ad interferire e a menomare il ruolo del potere giudiziario, ma che consentisse di tenere insieme salute, lavoro e ambiente, quindi sviluppo e occupazione.

Quindi, va da sè, Tamburi sarà evacuato. O forse no. Risposte che solo il tempo potrà concedere.

Foto | TmNews

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